Eros Poeta: "...da molti anni posso testimoniare di aver provato a vivere senza pilastri [egregorici], e così ho scoperto che è ridicolo pensarlo. Non è geometricamente possibile. Però attenzione: noi non siamo quello che siamo ma quello che pensiamo di essere.
Di conseguenza, se qualcuno mi ipnotizzasse e mi convincesse di avere un pilastro molto solido, le mie energie (eteriche, emozionali, mentali, fisiche) risponderebbero di conseguenza.
A volte persino uno specifico programma tv può modificare il senso di se stessi e cambiare il nostro TAO individuale.
In altre parole, i metodi che affrontano canali energetici etc. riguardano il funzionamento della macchina, del sistema di corpi ed energie sottili, non le cause metafisiche del perché abbiamo quel problema, ritrovabili invece nel sistema in grande (Egregor Universale, Karma, etc.).
Ovviamente questo deriva da quello di cui sei convinto (setting, placebo, training autogeno etc.). In altre parole, la nostra mente può disciplinarsi per convincersi di cose le quali, a loro volta, attivano il meccanismo corretto nel sistema sottile dei canali. Ad esempio se immagini intensamente che il tuo braccio teso davanti a te sia un idrante dei pompieri in pressione che lancia acqua, vedrai che il tuo braccio acquisirà le caratteristiche di resistenza di un idrante. E' un giochetto che può fare chiunque, lo usano gli insegnanti di ThaiChi.
Per questo va sempre distinto l'obiettivo (shen) della nostra analisi.
Se lo scopo è avere uno stato energetico che mi dia un vantaggio in qualcosa che desidero, cercherò un approccio allopatico, una pillola, una tecnica, un affermazione da ripetere, etc.
E' come una persona che ha mal di testa e vuole farselo passare per essere brillante nella giornata lavorativa.
Diverso è se lo scopo è quello di evolvere, scoprire se stessi, giungere a padroneggiare direttamente la propria realtà esistenziale con i propri centri attivi nelle loro facoltà superiori e in armonia tra loro. Per ottenere quest'altro scopo potrebbe essere molto più utile evitare di crearsi immagini mentali (Pilastri virtuali) che non paiono corrispondere alla nostra realtà interiore. In altre parole, se sono timido e questo mi blocca dei canali in ragione di pensieri (consci e inconsci) che attraggono forze o polarità conseguenti, portandomi ad essere respinto (TAO Relazionale) dalle donne che mi avvertono energeticamente inadatto, ciò è dovuto a profondi programmi e condizionamenti che debbono essere esplorati, portati in luce, compresi e trascesi in qualcos'altro; in questo modo si agisce sulla causa della timidezza, scoprendo anche la sua funzione spirituale: la timidezza potrebbe infatti essere correlata ai desiderata del nostro Shen Profondo, che ci ostacola nel perseguire obiettivi frivoli e potenzialmente di ostacolo alla realizzazione spirituale. Ad esempio posso dire che la timidezza è una patologia egregorica prima che psicologica o energetica. E' determinata dalla profonda convinzione (che riguarda però soprattutto il corpo istintivo e non quello mentale) di non appartenere alla specie con cui ci relazioniamo. Per questo tende a risolversi naturalmente mediante la terra (ripetizione, abitudine): dopo alcuni mesi di lavoro in gruppo (egregor in formazione) si inizia ad essere più a proprio agio nel parlare con i colleghi attraenti. Una volta che la terra ha fatto il suo lavoro, tuttavia, perdiamo l'occasione di scoprire le reali cause della nostra timidezza, che si manifestano solo in quel particolare TAO relazionale dei primi giorni di lavoro. E così nascono inconsce insoddisfazioni (Shen Profondo), che ci spingono a cercare nuovamente quella situazione sociale minacciosa che ci attiva la timidezza.
Per questo è prima di tutto importante iniziare con l'autosservazione nuda e cruda di se stessi per quello che veramente siamo, vogliamo, pensiamo, senza preoccuparci se le nostre convinzioni e dogmi (egregor) lo approvino o meno. Da tale osservazione possiamo comprendere quali sono gli shen di superficie che stiamo perseguendo, quali programmi mentali (SS - Strutture Spettrali egregoriche) ci inducono a perseguirli, ed a quali egregor (Pilastri egregorici) appartengono tali programmi.
Un rimedio si può definire allopatico quando non elimina la causa ma il sintomo. Di conseguenza i rimedi allopatici rappresentano un approccio più superficiale e semplice, basato sulla semplice osservazione dei fenomeni e sull'approntamento di metodi per interferire con tali fenomeni allo scopo di ottenere un risultato desiderabile per il nostro ID (Identità Ordinaria, formata dalle SS). Essi sono superficiali proprio in quanto tali mostrano di agire su piani successivi, conseguenti, secondari, a quello laddove vi è la causa.
Esistono molte pratiche "sottili" che funzionano. Anche solo ripetersi allo specchio frasi motivanti offre risultati sorprendenti, ma si tratta di manipolare il nostro sistema interiore per mezzo di artifizi della mente, senza comprenderne il funzionamento olistico e spirituale. "
L'autore è ideatore del sistema olistico MTU (Meccanica Taoica Universale) basato sulla metafisica del TAO, per offrire un modello di mindfulness integrale evolutivo e alla portata di tutti.
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