mercoledì 30 gennaio 2019

IL RAZZISMO? Non dovrebbe esistere in una Società evoluta


Il razzismo è un fenomeno discriminatorio, dove si tende a presumere che una specifica razza sia portatrice di caratteristiche omogenee.

Da ciò ne deriva una automatica approssimazione, che sposta le diatribe tra individui in diatribe tra razze.

La politica, in quanto intrinsecamente basata sulla rappresentanza, è risultata la prima propagatrice di idee di stampo razziale, di facile presa sul pubblico medio che rappresenta la base del modello democratico.

Ma ovviamente il "razzismo" è un termine divenuto emblematico di un intero frame culturale, che vede il propagarsi di partiti e ideologie confezionate ad hoc per ogni colore, sesso, professione... persino squadra di calcio.

Come eliminare il razzismo?La risposta è semplice: eliminando il razzismo.

Non parlo di lotta al razzismo o di educazione alla parità, etc.

Questo infatti è ancora razzismo.

Affermare che "le donne sono come gli uomini" è decisamente un affermazione razzista.

Razzismo difatti non è solo parlar male di qualcuno in quanto diverso.

Il razzismo è rilevare qualcuno come diverso, per poi generalizzarne implicitamente le qualità.

Il razzismo è dunque un atteggiamento causato dalla medesima immaturità individuale che vede le persone fregiarsi di titoli o capi firmati, oppure sentirsi migliori perché più giovani, o più saggi perché anziani.

Razzista è colui che presume di possedere determinate qualità perché appartenente ad un specifica categoria.

Razzista è turista quando parla dei sardi, ed il sardo quando parla dei turisti.

Razzista è il giovane che ironizza sui "buongiorno" delle persone di mezza età, come l'anziano che presume la propria saggezza dall'età anagrafica.

Razzista è il prete che si presume più vicino a Dio, come lo è il materialista che vede "bufale" galoppare dietro ogni riflessione filosofica.

Razzista è la moda che propone ogni giorno nuove "razze" in cui identificarsi.

Il razzismo è quindi una conseguenza dell'etichettare.

Il labelling è una di quelle osservazioni sociali comparse attorno agli anni 70 e mai seriamente considerate, in quanto contrarie agli scopi commerciali, che appunto si basano sull'induzione di bias cognitivi centralizzati su marchi e ideologie.

"Il focus di questi teorici è sulle reazioni dei membri della società al crimine e alla devianza, un focus che li separava da altri studiosi del tempo. Questi teorici hanno dato forma alla loro argomentazione sul concetto che, anche se alcuni sforzi per ridurre la criminalità prevedono di aiutare l'autore del reato anziché etichettarlo (come gli sforzi di riabilitazione), possono invece indurre l'individuo ad avvicinarsi di più alla vita criminale a causa dell'etichetta che implicitamente gli assegnano"
[https://www.britannica.com/topic/labeling-theory]

La stessa etichetta "razzista" è ovviamente una forma di razzismo. Essa separa gli individui in "razzista" o "antirazzista" non in ragione dei fatti, ma attraverso il riconoscimento di elementi esteriore presuntamente indicatori.
In molti Paesi si stanno sviluppando forme di razzismo grave nei confronti di chi porta un certo tipo di cappello, tipico di una certa fazione politica, oppure una determinata pettinatura, tipica di una "razza" culturale differente e reputata inferiore.

Gli individui provvisti di sufficiente maturità non amano le etichette. Non amano presumere la qualità di un cibo dal marchio, o la qualità di una persona dai vestiti.
Ma non è una novità che in una comunità chiusa la maturità individuale è prerogativa di pochi individui, cui spontaneamente la comunità affida le scelte più importanti per il benessere ed il miglioramento della comunità stessa.

La situazione agli inizi del terzo millennio è molto differente, ed ha visto l'affermazione di una nuova macrocomunità culturalmente omogeneizzata.
In tale macrocomunità agiscono le medesime leggi sociologiche, ed il ruolo del "saggio autorevole" è delegato ai mass-media (mediatori di massa) o main-stream (fonti principali di informazioni).

Ovviamente esistono anche pregiudizi inconsci, ben conosciuti dalla criminologia e dalle scienze sociali.

Il marketing in particolare ama utilizzare questi pregiudizi presenti nella maggior parte del pubblico, per indurli in identificazione e far loro desiderare il prodotto.
Sono infatti conosciuti da decenni i cosiddetti "status symbols", ovvero elementi esteriori di cui fregiarsi per essere riconosciuti come appartenenti a stati sociali desiderabili.

Agli inizi del secolo questo meccanismo era già ben conosciuto. Vedasi in proposito la definizione di Consumo Cospicuo:
"Il consumo cospicuo è la spesa di denaro e l'acquisto di beni e servizi di lusso per mostrare pubblicamente il potere economico del reddito o della ricchezza accumulata dell'acquirente. Per il consumatore tale dimostrazione pubblica di potere economico discrezionale è un mezzo per raggiungere o mantenere un determinato status sociale . [1] [2]

Lo sviluppo della sociologia del consumo cospicuo di Thorstein Veblen sfociò nel termine consumo insidioso - il consumo ostentato di beni che ha lo scopo di provocare l' invidia di altre persone - e il termine vistosa compassione - l'uso deliberato di donazioni di denaro a scopo benefico al fine di accrescere il prestigio sociale del donatore, con un'esposizione di status socio-economico superiore."
[https://en.wikipedia.org/wiki/Conspicuous_consumption]

Purtroppo la mancata considerazione delle ipotesi di lavoro dei sociologi dei decenni passati ha portato ad una istituzionalizzazione dei razzismi, ed al fraintendimento cronico dei significati.

Oggi la persona media è difatti erroneamente indotta a credere che parlando contro il razzismo, stia operando contro la sua diffusione, verso una società priva di razzismo.

Niente di più errato.

Affermare che una determinata razza sia "inferiore" oppure affermare che tale razza sia "come noi" è perfettamente e ugualmente razzista, in quanto si basa prima di tutto sull'evidenziare la distinzione.

Molte aziende scelgono la loro sede in ragione dell'immagine che ne deriva agli occhi del pubblico.
Pochi accetterebbero un cibo biologico cinese, oppure un consiglio psicologico da un parcheggiatore.

Ma il razzismo al contrario è oramai istituzionalizzato. Basti pensare che le assicurazioni RCA (obbligatorie) fanno pagare premi più alti a giovani, napoletani, e... maschi (sia etero che omo).
https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/17_settembre_19/assicurazioni-auto-record-aumenti-campania-napoli-polizze-mille-euro-d0dfb05a-9d22-11e7-8810-4c05e7da03e2.shtml

I media, nel loro linguaggio sempre più semplificato, ovvero studiato per le fazioni meno provviste di cultura generale e senso critico perché più numerose, stanno abbassando la qualità della comunicazione.

Il decadimento qualitativo è inevitabile all'aumentare della quantità. E' un fatto alla portata di tutti, ma appunto considerato da pochi.
L'Italia in questo non è in buona posizione, ed i consumatori sono esposti a continui abusi in ragione delle lassitudini normative e di controllo.
https://ilfattoalimentare.it/coca-cola-zero-ciclammato-edulcorante-vietato-usa.html

Se vogliamo eliminare il razzismo, è necessario eliminarlo veramente, ovvero eliminare il senso stesso del pregiudizio razziale tra i nostri criteri valutativi PERSONALI.

L'errore non è infatti considerare i giovani differenti dagli anziani, oppure le donne differenti dagli uomini, o il colore bianco differente dal nero.
Il colore bianco è differente dal colore nero, e questo non può e non deve essere ignorato.

Le persone che si vestono di nero, o che di nero hanno la pelle, non è però detto che siano tutte uguali tra loro, è chiaro?

Però ricordiamo che dipende da noi!
Se decido di indossare un abito nero per "sentirmi nero", ovvero lo uso come simbolo dietro il quale mascherare la mia persona, sono un immaturo.
Solo ciascuno di noi intimamente può conoscere il perché delle proprie scelte.

Imparare a farlo è il miglior modo di far si che il razzismo scompaia.

Dobbiamo concentrarsi sulla persona, e non sul personaggio.

Il razzismo è stato inventato da persone stupide e superficiali, che trovavano più semplice usare le etichette per giudicare le persone.
Il pregiudizio oggi è diventato ufficiale. Persino le normative impongono un differente trattamento tra uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali, abili o diversamente abili, giovani e anziani.

La discriminazione si è insinuata vestita di santità, grazie all'immaturità dolosa della popolazione media.

Le normative oggi riflettono il razzismo istituzionale.

Se le persone stupide l'hanno propagandato, sono sempre le persone stupide ad alimentarlo.

Non siate stupidi: imparate a guardare la persona, a giudicare le cose con la sacra libertà del vostro senso critico. Sbagliare consente di migliorare, ma per sbagliare occorre fare scelte in autonomia.

Se dunque vogliamo VERAMENTE realizzare una società senza razzismo, è necessario omettere l'utilizzo di ETICHETTE di stampo discriminatorio.

Se valutassimo un opinione senza considerare le etichette saremmo già a buon punto.

L'antirazzismo non è il contrario del razzismo, ma del pro-razzismo.

Il razzismo è stato inventato dagli stupidi. Facciamo sì che le persone intelligenti lo cancellino.




martedì 22 gennaio 2019

I SOCIAL CONTRATTACCANO CON VIOLENZA: E' GUERRA DEI MONDI

Esiste un mondo in cui le persone esprimono tra di loro argomentazioni ed opinioni disapprovate dai grandi player tecnologici.

Esiste un secondo mondo in cui le persone appoggiano incondizionatamente l'azione rinnovatrice dei grandi player, come facebook, google, whatsapp, telegram, linkedin, e da essi traggono le proprie opinioni e argomentazioni.



Il dialogo sociale e politico internazionale vede oggi un progressivo inasprimento di relazioni tra questi due mondi.
Le conseguenze stanno, senza esagerazioni, portando zizzania tra persone, tra generazioni, tra Paesi e tra uomo e donna. E' guerra dei mondi.

Approfondire le caratteristiche di tali rispettivi mondi, è altro argomento.

Il primo di questi due mondi ha compiuto azioni aggressive, con punizioni esemplari, sanzioni milionarie e umiliazioni pubbliche.

Il contrattacco era prevedibile, e ora che possiamo vederlo, capiamo che la guerra è alle porte.

Pressati dai Governi e dagli organismi internazionali di vigilanza e controllo, i big tecnologici hanno iniziato a tirar fuori i loro assi dalla manica con la solita destrezza da prestigiatore.

Nuove funzioni, nuovi giocattoli, nuovi inganni.

Bandersnatch, l'ultima proposta del format fantadistopico "black mirror", dove la filosofia del deep learning applicata al monitoraggio dell'utente consente a Netflix di dedurre sfumature e tendenze intime del pubblico che assiste al film, con l'aiuto di un esercito di psicologi ed esperti di "comunicazione". Informazioni che vanno ben al di là dei "dati sensibili" cui di recente la normativa comunitaria ha iniziato ad occuparsi...


Ad esempio, il film offre scelte quasi sempre "binarie", inducendo la mente di chi è chiamato a seguire la narrazione ad assumere un modello-macchina, modello conclamatamente non performante per la mente umana. Ma non si limita a questo. Offre anche momenti di attesa a risposta singola e obbligatoria, dove l'elemento interessante è rappresentato dal nostro tempo di risposta, o dal nostro rifiutarci di gridare contro o uccidere "papà".

Da persona infastidita dai questionari a risposte prefissate, potete immaginare quanto abbia gradito il dover ridurre l'esperienza a sole due possibilità, peraltro deliranti.

E se Netflix sta già facendo pensare ai fan della tecnologia che il prossimo bandersnatch sarà creato direttamente dall'intelligenza artificiale, gli esperti di psicologia tremano di fronte alla minaccia che potrebbe costituire. Visto che la "narrazione scenica" rappresenta un momento di rara immedesimazione per lo spettatore, sarebbe disastroso consentire a venditori senza scrupoli di sfruttarla per consentire ad una IA di manipolarci o di etichettarci.
Stiamo a tutti gli effetti parlando dei reami subcoscienti, ovvero quelli che non sappiamo di essere.

Parimenti Facebook continua ogni giorno la sua campagna di "pulizia", dove rimuove, inibisce o blocca milioni di post, presuntamente "cattivi", includendo automaticamente, ad esempio, post di denuncia sociale o controcorrente.
Ovviamente riguardo queste azioni di facebook non mancano certo informazioni in rete, ma va ricordato che la loro percezione è sempre molto relativa, e dipende se colui che legge le notizie appartenga al primo od al secondo mondo...

Whatsapp ha annunciato, impavido di fronte al ridicolo di tali argomentazioni, che per combattere le fake news limiterà a 5 il numero di inoltri massimi di un messaggio, così da "indurre a riflettere meglio prima di inoltrarlo".
Ovviamente gli esperti sanno che il motivo è ben differente. Si tratta infatti di dissuadere l'utente dall'invio di contenuti sgraditi a whatsapp, contenuti che sono stati riconosciuti come sgradevoli al secondo mondo e per questo tacciati di illegalità aprioristicamente.
Per chi non lo sapesse, whatsapp e altre app di messaggistica sono stati mostrati al pubblico nella loro potenziale funzione di veicolo occulto di sacche di dissidenza, anche di stampo terroristico.
Tolta la minaccia integralista, resta però il fatto che tutte le campagne tacciate di populismo degli ultimi anni devono il loro successo proprio all'utilizzo di queste app, che consentono di concordare strategie e far circolare informazioni entro una cerchia riservata, in massima riservatezza.

Susan Wojcicki, CEO di YouTube (foto: Getty Images)
Youtube ha di recente modificato le sue condizioni di fornitura del servizio unilateralmente, avvisando che coloro che caricheranno contenuti relativi a notizie o opinioni, dovranno indicare una o più fonti ufficiali a riprova della loro autorevolezza, pena la cancellazione.
D'altronde già in interviste del marzo scorso su Wired youtube premetteva la sua posizione contraria ad alcuni contenuti "cospirazionisti", nonostante le statistiche indichini le fake news come un processo massimamente derivante dalle campagne sponsorizzate di influencing politico e commerciale, e non quindi alle supposizioni dei giornalisti investigativi controcorrente.
Le stesse teorie complottiste sono state difatti sovente oggetto di strumentalizzazione e denigrazione dolosa all'interno di specifiche campagne di screditamento, sia nei casi storici (PS, Vajont, Ustica...) che in faccende contemporanee (Di Bella, No Vax, etc.).

Telegram, che ancor più di whatsapp punta sulla segretezza delle conversazioni, ma che i rumors dicono "dalla parte dei cattivi", ha tuttavia anch'esso proprio oggi rilasciato un aggiornamento con lo scopo di poter attivare restrizioni sui contenuti postati dai membri di un gruppo:

Insomma, sembra ci siano proprio tutti, con Wikipedia come apripista italiano, e chi ancora non si è fatto avanti lo farà probabilmente presto.

Da osservatore curioso, non posso che attendere i prossimi passi, e lo spiegamento di forze di cui saranno capaci i due mondi.

Spero solo che la popolazione sia sufficientemente matura da non farsi coinvolgere ulteriormente, portando questa guerra fra la gente, nelle case, tra le gambe, magari al grido di libertà e tecnologia... il rischio infatti che queste due parole siano intrinsecamente conflittuali, dovrebbe iniziare a sorgere.


SMART-CONTRACT: un patto col diavolo?


Se la Motorizzazione Civile ci cancellasse la Patente di guida, o ancora l'ente del gas ci chiudesse i rubinetti, pretenderemmo di conoscerne il motivo?

Se la risposta ci pervenisse sotto forma di lettera anonima, dove l'ente ci comunicasse che la patente è stata irreversibilmente cancellata perché potrebbe essere relazionata con possibili atti che violano il regolamento sindacale dell'ente, ci sentiremmo soddisfatti?

Ovviamente no. Infatti da quasi un secolo un cittadino, in un Paese democratico, persino se analfabeta o criminale conclamato, ha il diritto di sapere il perché di una sanzione, o di una limitazione dei suoi diritti.
Il medesimo ordinamento prevede la presenza di soggetti super-partes cui è data facoltà di verificare tali accadimenti, disponendo eventuali rimborsi per danni subiti.

Così ad esempio un ristorante non può rifiutarsi di servire qualcuno perché di colore, o negare un lavoro ad un aspirante perché di sesso femminile.

Il motivo risiede nella funzione sociale in cui inevitabilmente ricade un esercente pubblico, ed il conseguente ingiusto pregiudizio che potrebbe derivare, a carico del cittadino, che si vedrebbe limitate delle possibilità lavorative, sociali o ludiche, aperte invece a tutti gli altri.
Si chiama appunto "atteggiamento discriminatorio".
Per tale motivo, ad esempio, si è introdotto il principio dell'aggravante razziale, dove addirittura, per prevenire eventuali atteggiamenti discriminatori, si giunge a rendere OBBLIGATORIA l'assunzione di soggetti disabili, o la nomina di politici di sesso femminile.

In caso di azioni come quelle ipotizzate in premessa, questi soggetti sarebbero legalmente tenuti a precisare e giustificare la propria azioni in ragione di quanto tali azioni possano risultare lesive per chi le subisce.

Ma nonostante il digital-divide, che vede la maggior parte dei cittadini isolati dietro questo gigantesco muro di complessità in costante crescita, la maggior parte dei rapporti tra utenti e imprese che erogano servizi sono oggi già disciplinate mediante smart-contract.

La parte più rilevante di questo nuovo, e tutt'ora legalmente non chiarito, modo di formalizzare lo scambio di beni e servizi, è l'accettazione preventiva delle conseguenze.
Esempio:
Nelle condizioni di vendita di un prodotto su e-commerce viene inclusa la clausola "...il prodotto potrà essere reso senza costi aggiuntivi a patto che risulti inalterato, ovvero completo di ogni sua parte incluso l'imballaggio originale".
Immaginiamo di riceverlo. Dopo averne aperta la confezione, lo maneggiamo con cura ma ci rendiamo conto che non soddisfa le nostre aspettative. Lo rimettiamo ordinatamente nella sua confezione, ma ovviamente il sigillo della confezione è rotto...
Le condizioni si estendevano anche all'imballaggio?
Se il venditore, al quale attraverso smart-contract abbiamo trasmesso i nostri numeri di carta di credito e la nostra autorizzazione all'addebito, ci addebitasse dei costi per "mancata osservazione delle condizioni di vendita", non potremmo ragionevolmente far nulla, tranne lo spendere molte risorse per un esito decisamente incerto.
Trascinato in giudizio, che potrebbe avvenire anche in un Paese straniero, sempre a causa di condizioni di acquisto accettate in modo "smart", il venditore potrebbe comunque sostenere che l'imballo è risultato danneggiato, e che l'addebito di costi era corretto.

"...con riferimento al contenuto del regolamento contrattuale, deve osservarsi che, diversamente da quanto generalmente avviene negli ordinamenti di Common Law, negli ordinamenti di Civil Law, come quello italiano, il regolamento contrattuale va ben oltre quanto pattuito tra le parti, potendovi partecipare anche fonti esterne e diverse dalla volontà delle parti. In tal senso, l’art. 1374 del codice civile dispone che: “il contratto obbliga le parti non solo a quanto nel medesimo è espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l’equità.”. Le norme derogabili (o suppletive), come pure gli usi normativi (c.d. consuetudini) e gli usi contrattuali (c.d. clausole d’uso), in mancanza di patto contrario vanno ad integrare le pattuizioni delle parti, integrando il regolamento contrattuale tra le stesse convenuto.
Peraltro, anche nel caso in cui non possa ravvisarsi alcuna lacuna nel regolamento contrattuale come predisposto dalle parti, è possibile che le medesime vi abbiano incluso clausole contrarie a norme di carattere imperativo (c.d. norme imperative o inderogabili). In tale ipotesi si verificherà l’integrazione c.d. cogente attraverso la quale la norma imperativa sostituisce automaticamente la disposizione contrattuale di senso difforme."
Se quindi da un lato la "vecchia maniera" risulta impegnativa, e troppo lenta per i tempi brevi caratteristici delle interazioni sul web, gli "smart-contract" appaiono per contro fin troppo rapidi, non consentendo all'utente di prendere debita coscienza delle obbligazioni assunte.

La tecnologia può infatti complessizzarsi, grazie all'impiego massivo di risorse collettive, ma l'essere umano non sarà parallelamente più intelligente, arguto, informato, tanto da comprenderla.
I contratti diventano più veloci, ma gli utenti sono sempre più lenti di comprendonio.

Un esempio facile da capirsi è nel fatto che alcuni anni fa sarebbe stato molto difficile convincere qualcuno a pagare un oggetto prima di averlo toccato con mano, mentre oggi il successo scioccante di Amazon testimonia che la maggior parte di oggetti vengono acquistati alla cieca, anche da coloro che un tempo esercitavano un preventivo accertamento personale.

Facebook è uno degli esempi più scandalosi del problema, trattandosi di un servizio oggi utilizzato da più di 2 miliardi di utenti.
Se difatti il mainstream parla di digital divide, non ugualmente fa notare che la maggior parte degli utenti facebook sono proprio quelle persone che arrivano a confonderlo con internet stesso, ovvero utenti poco esperti di computer e digitale, che dipendono emotivamente da facebook per mantenere una sensazione di contatto col mondo, con dirette conseguenze sul loro equilibrio psicologico.

E' certamente difficile negare che oggi, in molte parti del mondo compresa l'Italia, facebook abbia sostituito la televisione nel suo ruolo di "tecnologia da compagnia".

Ma se l'utente medio vive un forte disagio quando espulso da un gruppo di facebook, quale impatto avrebbe su di lui il blocco del suo profilo da parte di facebook stesso?
In ragione di questo, quale scelta effettivamente sentirebbe di avere, quando gli si chiede di accettare una nuova condizione d'uso del servizio?

L'ultimo aggiornamento in materia di privacy, riportava ad esempio l'avvertimento: "se non accetterai, non potrai più accedere al tuo profilo".

Eppure ogni azione sul web, in quanto presuntamente di libera scelta, implica sovente l'impegno ad accettarne le regole, che poi esigono di essere rispettate AUTOMATICAMENTE ovvero aprioristicamente.
Gli smart-contract sono infatti pensati per essere eseguiti e gestiti da BOT, ovvero grappoli di routine software in grado di eseguire azioni sofisticate.
Riporto un esempio reale, accaduto oggi ad un amico:
Volendo aumentare la visibilità di un post, ha risposto al suggerimento di sponsorizzazione da parte di Facebook, ma dopo aver perso tempo a preparare il post e ad ottimizzare la profilazione del target di utenza, all'atto di pagare mediante la sua carta di credito precedentemente già registrata e associata al proprio profilo, il sistema mostra dei blocchi non chiari.
Dopo aver scritto a Facebook per chiedere spiegazioni, ecco la replica automatica:

Il tono sembra dire "Ciao sono facebook, una macchina elettronica; se vuoi continuare a vivere nel mio reame devi giurare fedeltà e totale asservimento ai miei insindacabili giudizi, in quanto di emanazione divina".

Riepilogando l'accaduto, Facebook propone a Leone un servizio, ma poi quando Leone accetta l'offerta, Facebook si tira indietro in quanto gli "sembra" che la carta "possa" essere associata ad un attività "sospetta", è procede nel rimuoverla irreversibilmente dal suo account senza possibilità di difesa da parte di Leone.
Mr Facebook (sta parlando in prima persona... inquietante) freddamente ci "consiglia" di acquistare una nuova carta.
Mancano palesemente gli elementi leciti, secondo Usi legali, perché abbia diritto di farlo, ma lo fa comunque... mancano infatti:
- dettagli e prove del "sembra"
- dettagli e prove dei "sospetti"
- dettagli e prove della "frode"
Ma non è il caso di cercare chissà cosa. Facebook difatti ci obbliga ad accettare una condizione: il mancato rispetto di una sua regola interna sarà considerato equivalente ad un reato civile. Dunque non si tratta affatto di una "frode", bensì anche semplicemente di un comportamento che i suoi BOT considerano "sospetto".

Il danno ingiustamente inflitto a Leone da Facebook, grazie alla sua posizione di forza, chi lo paga?

Perché spingere i cittadini a dipendere emotivamente, professionalmente e ... sessualmente da venditori privati (facebook, google, netflix, whatsapp, linkedin, etc.), come sovente accade da parte dei media, anche attraverso comunicati ufficiali?

E' ancora possibile parlare di "Stato sociale"?

Facebook non ha infatti condiviso pubblicamente le modalità, ovvero i criteri, con le quali ha programmato i suoi BOT.
Non solo, questi comportamenti da parte dei grandi player tecnologici sono tanto notori che vi sono indagini aperte da Governi di mezzo mondo, inclusa UE e USA, nel tentativo di accertare le singole fattispecie, i cui esiti vengono tuttavia molto raramente condivisi col pubblico, a causa dei delicati equilibri economici e compromessi tra politica e potere economico.
Facebook ha infatti l'incontestabile capacità di influenzare le masse, in ragione del suo mestiere, ovvero appunto vendere a terzi il suo potere di influenzare le masse sotto forma di contenuti sponsorizzati.

Ne deriva un evidenza: Facebook oggi può decidere a chi dar voce e a chi non darne.

Tornando al titolo del post, ricordo che il patto col diavolo ha ad oggetto uno specifico bene: l'Anima.
Esso è considerato diabolico e malvagio. Perché?
Perché chi contrae il patto non ha consapevolezza di cosa sta offrendo, ovvero non è nelle condizioni di poter esercitare un reale giudizio di merito secondo libero arbitrio.

In mancanza di un organo di vigilanza, attualmente pressoché assente, i cittadini sono quindi soggetti alla quotidiana stipula di smart-contract dei quali sono incapaci di valutarne gli obblighi derivanti, e per giunta indifesi in caso di dolosa interpretazione unilaterale di tali accordi.

La risposta dunque alla domanda "gli smart-contract sono patti col diavolo?" è evidentemente NO.

Gli smart-contract sono semplicemente contratti "automatici", perfetti per essere usati da qualunque soggetto malintenzionato per abusare della situazione di bisogno o ignoranza del suo interlocutore. Ma questi soggetti sono corporations, che al contrario del diavolo non sono storicamente avvezze al rispetto di alcuna regola etica.

Se vogliamo trovare il diavolo, dovremmo dunque cercarlo in coloro ne consentono un tale fraudolento utilizzo.

Nondimeno, se e quando l'Anima potrà essere messa in un computer, possiamo star certi che la perderemo, giacché sarà affidata a soggetti senza scrupoli e fuori controllo.

Per quanto riguarda invece la mente... il nostro candidato diavolo Beppe Grillo ospita nel suo blog un inconsistente articolo di Marco Sarà, collega "emerito" del famigerato Burioni al San Raffaele di Milano. Peccato Grillo, forse a causa di un problema non lontano dagli argomenti di questo post, non ami quella parte della democrazia dove ciascuno possa esprimersi liberamente, e dunque non consenta commenti sul blog...


DISCLAIMER: coloro che si sentissero offesi dalle mie affermazioni, sono invitati a telefonarmi, accettando implicitamente che la conversazione sia registrata e soggetta a pubblico dominio.


sabato 12 gennaio 2019

Abuela Margarita, sciamana certificata dalle lobbie del tabacco di Springfield?

Risultati immagini per abuela margarita

Mi piace "abuela Margherita". Parla bene, è condivisibile, ma... mi ronza qualcosa, dunque parto con una ricerca elementare su google. Il risultato è che in qualunque notizia spesso è scritto "Abuela Margarita appartiene al Consiglio Intertribale degli Anziani d'America".

Bene... giacché neppure la gente "civilizzata" riesce a mettersi d'accordo su come debba essere rappresentata, mi chiedo come possa accadere per i nativi, visto che tra loro sono spesso in disaccordo e persino in guerra.

Così ho cercato, ma nulla. Viene menzionato ma non risulta nessun sito ufficiale o dato verificabile dell'esistenza di tale Consiglio Intertribale degli Anziani d'America... insisto.

Trovo allora che in lingua spagnola e inglese viene scritto in altri modi, e incappo finalmente in qualcosa:
Ma ancora niente sito ufficiale, solo un numero di telefono di Springfield...

Proseguendo riesco a trovare quella che sembra la pagina ufficiale, ma il nome inizia ad essere da un lato ben diverso dall'altro molto più credibile:

Si tratta dunque del Consiglio intertribale dei nativi americani del Massachusetts occidentale.

Soprassedendo sulla ostica pronunciabilità di questo Stato americano, resta la sua posizione: è sul lato orientale degli stati uniti, decisamente molto distante dalla realtà amazzonica, persino nelle sue varianti moderniste brasiliane... dunque?

Continuo per capire chi sono questi tizi, e prendo il Presidente: Glenroy "Tre corvi" Buchanan

Cercando cercando, malgrado la totale assenza di correlazioni tra questo nome ed il mondo dei nativi, degli sciamani, etc., ho trovato però quest'altra associazione, di cui è Presidente e Fondatore: GTC GARDENING THE COMMUNITY http://www.gardeningthecommunity.org/staff--board.html
In questa il sig. Tre Corvi Buchanan è menzionato, oltre che come fondatore e presidente, anche per altri ruoli importanti: Glenroy Buchanan è il fondatore e presidente della Pioneer Valley / New England Growers Food Co-op. Inoltre, è il fondatore del Gruppo di Meditazione intitolato "Meditazione: Esamina il dialogo e i conflitti negativi" (Conflitti M.E.N.D.). Lavora anche con la squadra di intervento per i conflitti del procuratore generale. È abile nel comprendere la cultura scolastica e giovanile, in particolare in riferimento alla consapevolezza culturale e alla dinamica dei conflitti razziali nelle scuole. Inoltre, è stato coinvolto nel New England Learning Center for Women in Transition (NELCWIT) e nel Community Service Team (CCSS). È anche direttore del programma per Amherst Shelter per giovani e adolescenti, dove trova la sua esperienza in agricoltura e la sua capacità di connettersi ai giovani per essere particolarmente utile. È anche collegato alla Scuola di Agricoltura di Stockbridge e ai numerosi agricoltori della Pioneer Valley. È giunto a Gardening the Community perché è cresciuto a Springfield e scopre che la comunità ha avuto un ruolo importante durante la sua vita.

Bene, tutto torna. Stato americano impronunciabile, Springfield come Homer (le foto che mostrano gli eventi sociali ricordano molto il mondo dei Simpson), ed una comunità agricola molto poco bio che lo inneggia ad eroe; ed ecco forse ritratto il nostro Tre Corvi: https://www.buylocalfood.org/glenroy-buchanan/

glenroybuchananNEGrowersCoopMa nonostante l'apparente buonismo attorno alle notizie sin'ora incontrate, nulla lascia intendere che ci sia qualcosa di sano, o anche semplicemente ecologista... Arriviamo dunque al fiore all'occhiello del Tre Corvi: http://www.pvga.net/pvga_members.html

L'Associazione agricola Valle dei Pionieri, che racchiude campagnoli americani amanti dei barbecue e delle patate fritte, è uno dei grandi raggruppamenti di agricoltori intensivi (NEMICI DEI NATIVI) che lavorano per la lobbie del tabacco. https://en.wikipedia.org/wiki/Pioneer_Valley

Dunque riassumendo, Abuela Margherita [che non conosco], è divenuta quasi una rock-star e si fregia in tutto shInternet di essere approvata da un associazione di "nativi" statunitensi homeriani di Springfield che, appoggiati dai democratici americani, si fanno passare per portavoce dei nativi sudamericani. Il Presidente a sua volta è fondatore e presidente di raggruppamenti di coltivatori intensivi collegati alle lobbie del tabacco.
Visto che le lobbie del tabacco stanno ammazzando nativi e natura, qualcuno potrebbe chiedere alla nostra abuela Margherita PERCHE' NON LI MANDA A QUEL PAESE, cioè fuori dai territori dei nativi? ...ha a che fare con i soldi, e con la "civilizzazione democratica" dei nativi perpetrata dai forze economiche globaliste?

venerdì 11 gennaio 2019

ROSSO, GIALLO E BLU: TRAGICOMICA DELLE ELEZIONI EUROPEE 2019

Dal 23 al 26 Maggio 2019 gli europei saranno chiamato al voto.

In Italia è fissato per Domenica 26 Maggio.

Anziché cercare previsioni suggerite dai media mainstream, possiamo cercare di osservare con semplicità, e [con un bel po' di ironia] affrontare questa possibile scenario come una probabilità.

In estrema sintesi, attualmente il mondo vede i seguenti orientamenti ideologici:






CONSERVATORI E SOVRANISTI
AUTARCHICI E CRITICI
LIBERISTI E SOCIALISTI

I liberisti sono capitanati dal comparto ICT: information and communication technology.
Si tratta della realtà cittadina, potentemente in simbiosi con il mondo digitale creato dai grandi big della tecnologia e dell'informazione. Gli elettori schierati da questo lato basano le loro opinioni principalmente sulle notizie garantite da Google, Wikipedia, Linkedin, Tumblr e dalle testate giornalistiche più famose. Per questo motivo, spingono fortemente verso la gestione sociale mediante software, internet e intelligenza artificiale, e genericamente verso una fiducia incondizionata verso i grandi media, e verso le religioni liberiste.
I liberisti definiscono i conservatori come fascisti, lobbisti, razzisti, retrogradi, populisti, accusandoli di aver inventato le fake-news, e gli autarchici come cospirazionisti, esaltati, supponenti, aggressivi, ignoranti.
Generazione dominante: generazione Y (indicativamente 25/35 anni)
Partito in Italia: Movimento 5 Stelle e partiti di sinistra moderata
Orientamento: transumano fluid gender
Ecologia: di stampo moralista, si affida alle nuove tecnologie ed al social
Modello sociale: formicaio


Gli autarchici e critici sono la parte più controversa dell'elettorato. Scarsamente coesi e genericamente sprovveduti, vivono con amarezza ogni sviluppo sociale, ravvisandovi scenari potenzialmente manipolati dunque preoccupanti. Nel loro continuo mettere in discussione, toccano giocoforza anche il vero, risultando potenzialmente pericolosi nel loro rivolgersi sempre al singolo individuo, affinché sviluppi un pensiero autonomo ovvero sospettoso verso gli orientamenti suggeriti dalle varie correnti mediatiche. Sono facile preda di fake-news, che assumono ai loro occhi la medesima credibilità delle fonti ufficiali, oramai prive di autorevolezza ai loro occhi.

Gli autarchici, nonostante spesso collimino nelle visioni, se in disaccordo definiscono i conservatori come bigotti, conformisti, pomposi, noiosi, cospiratori ed i liberisti come atoni, posseduti, servili, stupidi, frivoli.
Generazione dominante: generazione X (indicativamente 35/50 anni)
Partito in Italia: coalizioni minori diversificate (in origine M5S)
Orientamento: neoluddista e umanista
Ecologia: radicale, spesso vissuta in prima persona
Modello sociale: gruppi isolati

I conservatori sono radicati nelle tradizioni locali, di qualunque tipo si trattino. Conservando il principio del privilegio di anzianità, sono naturalmente portati a mantenere alcuni elementi perché la struttura gerarchica sociale non venga a mancare, precipitando dalle stelle alle stalle.
Sono dunque a favore della famiglia, delle piccole comunità, delle tradizioni locali, e disprezzano la propaganda liberista con azioni crescentemente plateali, anche attraverso campagne mediatiche ad hoc. Rappresentano la "vecchia cultura", e sostenendo principi di patriottismo sono propensi al sovranismo, ovvero all'autonomia del piccolo dal grande.
Fortemente connessi con le religioni tradizionali, accettano le suddivisioni in caste come principio di ripartizione della ricchezza. Non amano particolarmente i social, ma bazzicano facebook e anche i nuovi anonimi Telegram o Signal, o anche Instagram per le femminucce.
I conservatori definiscono gli autarchici come strani, forsennati, fricchettoni, paranoici, sovversivi ed i liberisti come infantili, traditori, presuntuosi, degenerati, mercenari (prostitute).
Generazione dominante: generazione baby-boomer (indicativamente 45/65 anni) e generazione Z (indicativamente 18/25 anni).
Partito in Italia: Lega ed estrema sinistra.
Orientamento: federalista populista e idealista
Ecologia: di stampo etico variabile
Modello sociale: branchi organizzati

 Tornando a noi, nel luogo dove nero su bianco significa ancora "chiaramente" e nessuno rimane offeso, cerchiamo di vedere chessarà in Italia.

L'Europa è in mezzo a più di due fuochi. Il fronte liberista combatte incessantemente contro il fronte conservatore. Il fronte autarchico inciampa un po' qua e un po' la, nella vana speranza di veder rappresentato un approccio radicalmente rivoluzionario.
Il nostro governo è difatti visto paradossalmente come liberista (dunque sospetto) dai Gilet Gialli, e sovranista dal governo Macron. Ma i Gilet Gialli, come all'origine del successo del M5S, sono principalmente organizzati dal lato conservatore, per poi richiamare facilmente nelle proprie fila anche raminghi autarchici, che fremono per poter agire verso un qualunque cambiamento.

Il M5S con l'inizio del 2019 ha mostrato evidenti posizioni liberiste, sia nell'appoggiare (unico in Europa) Wikipedia nel suo "oscurarsi per protesta" verso le nuove normative volute dall'Europa conservatrice, sia nel promuovere con curiosa esaltazione la corsa al 5G (bandito in molti paesi culturalmente e scientificamente equivalenti al nostro) ed a tutte le altre proposte autunno-inverno dei big tecnologici: blockchain, intelligenza artificiale, 5G, IOT, big-data etc.
Parimenti ha deluso il fronte autarchico per non aver intrapreso manovre particolarmente audaci verso le bestie nere dei cospirazionisti: big-pharma, nuovo ordine mondiale, manipolazioni culturali, degenerazione nei giovani, tecnologie militari e invasive, etc.

Vista l'assenza di alternative significative, l'elettorato liberista tende a riconoscersi nel progressismo di Di Maio, mentre parimenti l'elettorato conservatore tende ad apprezzare i toni di Salvini.
Si sta dunque verificando una migrazione dei vecchi supporter del M5S verso la Lega e verso altri partiti minori, mentre i delusissimi socialisti italiani, appassionati di democrazia modernista, iniziano per contro ad apprezzare sempre più l'approccio compromissivo dei leader "pentastellati", che di fatto stanno rafforzando i loro legami con i potentati esterofili, inclusa la chiesa vaticana che mai come ora, sotto il pontificato del novello Francesco d'Assisi (...il Papa sceglie un nome che debba rappresentare il suo stile...) è stata tanto lontana dai suoi tradizionali costumi, mostrando una resilienza strabordante, imbarazzante per i credenti più fervidi.

Il movimento 5 stelle punterà dunque sull'elettorato liberista ed esterofilo per guadagnarsi alcuni dei 76(+3) seggi nel Parlamento europeo, mentre la lega tenterà di racchiudere tutti i movimenti di destra.
Saranno chiamati alle armi tutti i sostenitori del liberismo: femministi, ecologisti, animalisti, transgender, feticisti, stranieri, giovani arrivisti, tecnoentusiasti, radical chic, artistoidi grunge, libertini, e ovviamente nerd.

Entrambe le campagne di influencing colpiranno anche gli autarchici, che tenderanno prevalentemente verso il fronte sovranista, meno incognito e più familiare.

I loro avversari politici continueranno sempre più ad evidenziare ed esacerbare tali antagonismi ideologici, portando ad una probabile grave frattura in occasione di una qualsiasi manifestazione ove incidentalmente gli elettori si incontrino per strada.

Nel frattempo le spinte liberiste useranno "luci colorate ed effetti speciali", sfruttando un rilascio deciso di molte tecnologie in agenda, perché gli elettori ne restino affascinati. Tra queste, contano di riuscire ad impedire la propaganda avversaria avendo dalla loro parte l'intero comparto mediatico mainstream, che rappresenta oggi anche la maggior potenza economica in gioco, e tiene in scacco la quotidianità professionale di tutti noi.

I cospirazionisti autarchici come al solito staranno a guardare, eventualmente riunendosi in gruppi lontani dalle scene, intervenendo qua e la in ragione di eventuali loro precedenti orientamenti politici e della necessità del momento. La loro voce è stranamente censurata dai media liberisti, quasi come se dai loro incipit potessero trarre vantaggio i loro avversari conservatori, che invece perpetuano il loro ruolo nella guerra delle fake-news vicendevoli.

Dunque in Europa? L'Italia sarà probabilmente rappresentata in prevalenza dal lato liberista, posizionandosi in modo da risultare sgradita a Spagna e Francia, la cui ondata rivoluzionario-conservatrice non è risultata smorzata dall'apparente vittoria; come appunto è accaduto in Italia, dove l'insediamento al Governo del Movimento 5 Stelle ha dato ad intendere ai suoi elettori di allora, che nel famigerato V-day apparivano appunto molto simili a quelli dei Gilet Gialli francesi, di essere prossimi ad una reale rappresentanza politica bottom-up.

Sembra dunque che, come durante la grande guerra, finiremo "cornuti e mazziati". Ma chi lo sa?

Vorrei dire "chi vivrà, vedrà"; qualcosa mi dice che sia più salubre non assistere a certi spettacoli... ma la curiosità è troppa!

Ma "tra il bianco e il nero, vince sempre lo 0" proverbiava un vecchio film... ed i big tecnologici sono ufficialmente la minaccia più concreta alla libertà reale di pensiero.





VI STANNO RIPROGRAMMANDO
intervista a Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente Facebook

giovedì 10 gennaio 2019

I GIOVANI SONO RAZZISTI? spiegazione tecnica degli psichismi personali

Il razzismo è un fenomeno di costume caratterizzato dall'utilizzo di pregiudizi nel valutare l'altro, che si focalizza su pregiudizi di razza.
"Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze." [Treccani]
Questo si è manifestato in forma patologica solo quando ha subito un ulteriore approssimazione, tutt'ora erroneamente utilizzata anche nei dibattiti sui media mainstream:
RAZZA=COLORE



Ovviamente si tratta di un errore compiuto dalle fonti culturali del dopoguerra, divenuto dominante fino ad oggi.

Oggi quindi il razzismo é, estensivamente, definito come "Qualsiasi discriminazione esacerbata a danno di individui e categorie." [Google]

Per comprendere un fenomeno, tanto grave quanto crescente, come il RAZZISMO GENERAZIONALE, è necessario dunque riflettere sugli elementi eticamente negativi del razzismo, ovvero:
- la discriminazione
- la generalizzazione
- l'insensibilità verso l'altro

Tali elementi debbono operare SIMULTANEAMENTE perché divenga ingiusto, crudele o semplicemente sgradevole.

Immaginiamo ad esempio ciascuno di questi elementi isolatamente, e noteremo che non riscontrano nulla di irragionevole o negativo.

La discriminazione si ha quando non ci arrabbiamo con un bambino per cose che non può capire.
e... generalmente dopo vent'anni di lavoro si acquisisce esperienza, ed è opportuno tenerne conto.
L'insensibilità verso tuo marito quando per l'ennesima volta ti mente, non è neppur essa peccato alla ragione e alla giustizia.

La disarmonia sistemica appare in ragione di come tali elementi si relazionano tra di loro.

In particolare, si può notare che il primo elemento ad innescare un processo di razzismo è la generalizzazione, ovvero l'identificazione chiara della categoria di persone.
Che tipo di persona sei?
Che genere di persona sei?
Che professione fai [sei]?

Le categorizzazioni sono invero un processo spontaneo della maggior parte delle persone; siamo dunque noi per primi a creare i presupposti per l'insorgere di razzismo.
Come si potrebbe ad esempio parlar male degli avvocati, se loro stessi non si marchiassero come tali volontariamente?
Chi si sentirebbe di includere anche gli omosessuali nell'espressione "tutti uguali gli uomini"?

"voi donne siete la brutta copia di noi gay", ironizzava un vecchio amico dieci anni fa parlando ad una avvenente ragazza...

L'identificazione con una categoria, genere o ruolo, è un automatismo patologico sempre più diffuso. Esso concerne il rito della propria vita, e si esplicita in ogni nostra azione.

Non essendo realmente occultabile agli altri, una volta identificati in un rito esistenziale si tende a modificare la nostra vita di conseguenza, incluso il nostro modo di giudicare gli altri.

Dunque l'identificazione con una categoria implica uno specifico e stereotipato modo di giudicare gli altri.

Chi ha simpatie e si identifica con una ideologia socialista tollerante e globalista detesta i leader di destra in automatico, per "antipatia".
Chi ha predilezione e si identifica in ideologie sovraniste e antiglobaliste sono invece disgustati dai leader democratici...

Dunque dimmi in chi sei identificato e ti dirò chi sei, sebbene ciò sembra allontanare dall'individuo quell'autorevolezza che ne fa un significativo elemento di una società.

Tornando al razzismo, se il primo elemento attivatore è l'identificazione in una categoria o genere, e relativo personaggio, anziché in una libera e originale coscienza personale, ed il secondo elemento è la generalizzazione circa le caratteristiche di tale categoria o genere, il terzo giunge come corollario: l'insensibilità.

L'insensibilità o anempatia è una risposta psicologica derivante da un semplice, singolo fatto. Per capirlo procediamo seguiamo ancora una volta il processo:

1 - una volta identificato l'altro in una specifica categoria, ne risultano solo due possibilità:
   a - l'altro è identificato come appartenente alla nostra stessa categoria, o altra compatibile e convergente.
   b - l'altro è identificato come appartenente ad altra categoria, non compatibile e convergente con la nostra.
Esempio: sono un giovane artista che lotta per salvare le balene; una persona mette "like" su un post di facebook che onora la mia categoria, dicendo che bisogna avere le palle per lottare in ciò che si crede. Questa persona, nonostante non ne conosca praticamente nulla, mi risulta simpatico. Se chiedesse aiuto probabilmente glielo offrirei come ad un mio simile.

2 - ora è il momento di attribuire un valore all'altro, un giudizio:
  se risulta compatibile (a) - è una persona di qualità, ci capiamo, siamo della stessa specie;
  se non risulta compatibile (b) - non è come me, non mi capisce, non possiamo comunicare.

3 - dal risultato del punto 1 ne deriva automaticamente l'applicazione del punto 2, e di conseguenza:
  se (a) sperimento compassione o empatia, alternativamente in ragione del reale contatto raggiunto nella comunicazione analogica, al di là dell'identificazione culturale automatica. Meno stereotipata sarà la comunicazione, maggiore sarà l'empatia, e viceversa la compassione subcosciente la sostituirà in mancanza di un sostegno atavico e istintivo da parte dell'inconscio.
  se (b) sperimento insensibilità e anempatia.
Esempio: una donna si identifica nel ruolo "brava madre moderna", e accetta supinamente suggerimenti errati senza provare disagio nell'infliggere segregazioni, punizioni o imposizioni al proprio bambino.

Appare dunque decodificato il senso del razzismo: esso emerge come atto bovino* ed automatico nella psiche ogniqualvolta ci si identifica in un ruolo che prevede la presenza di un "diverso".
Il diverso è tale sia che venga rilevato tale sul piano istintivo, dove una donna riesce appunto a distinguere suo figlio dal proprio cagnolino quanto a sentimenti, sia che derivi da un condizionamento culturale, dove appunto una donna può essere tanto identificata in un modo di essere, in un personaggio, da finire con l'equivocare drammaticamente la cosa e offrire pari o maggior cure al suo cane.

Ma che accade se siamo in grado di non cadere nell'identificazione con un personaggio?
In tal caso possiamo facilmente rilevare che la cosa è tipica nel regno animale, dove il razzismo è serenamente ufficializzato.

E' dunque possibile distinguere tra un razzismo naturale, connesso con gli aspetti umani originari, atavici e precedenti a qualunque condizionamento culturale, ed un razzismo culturale.
Il razzismo culturale, in ragione dell'assenza di elementi oggettivi nelle fasi di valutazione (1 e 2), è a tutti gli effetti il razzismo patologico, ovvero un reale fraintendimento dannoso per l'umanità.

Per comprendere l'estensione del problema del razzismo giovanile dobbiamo dunque chiederci, sia che riguardi noi, che il nostro prossimo, quale sarà il risultato della crescente categorizzazione delle generazioni? In mancanza di un contatto "tra individui", il contatto tra "un cinquantenne" ed "un millennial", cosa produrrà?

La risposta è il razzismo generazionale, ovvero quel fenomeno discriminatorio che sta crescendo in ogni ambito professionale o meglio, come nei peggiori esempio di razzismo, in ogni contesa di potere.

L'espressione "largo ai giovani", manifestazione di un intento a favorire, mal si ubica dunque oggi, dove la parola d'ordine sembra essere "porte chiuse agli anziani".

Se infatti alcune categorie sociali, come le donne, i giovani, i neri, persino gli alieni o gli androidi, ottengono facilmente appoggio sociale ed aiuti, lo stesso non accade per gli anziani ed i bambini.
Per loro il mondo si sta stringendo, e a nulla vale gridare e lamentarsi: li osserviamo insensibili.

Non sono della nostra razza?...