
L'esperienza "femminile" della sessualità, ovvero il vuoto yin da riempire con yang, genera in entrambi i sessi una marcata lassitudine nella capacità critica. Ci si pone alla mercé. E' una delle due funzioni universali della realtà.
La neocultura spinge molto il pubblico in questa direzione, che per logica polare comprime lo yang nel suo estremo, rendendolo parimenti acritico. Difetto ed eccesso mancano di moderazione ed armonia, come un TAO privo dei punti interni allo yin (nero) e allo yang (bianco).
Lo yang deve contenere lo yin, e lo yin deve contenere lo yang. Il movimento si attiva solo così, e l'incontro sessuale segue le medesime leggi.
Nella filosofia buddista Bon, un estremo corrisponde al livello psicologico definito "spiriti famelici". Al suo opposto troviamo il livello psicologico degli "dei". Tale estremizzazione della polarizzazione dei "regni" corrisponde dal punto di vista sociologico alla estremizzazione dei ranghi sociali, ovvero l'eliminazione della fascia intermedia (regno degli "uomini" e dei "semidei").
Il regno degli uomini (un impiegato o operaio più o meno fantozziano degli anni '80) è caratterizzato da problematiche e comportamenti focalizzati sulla sopravvivenza, sulla famiglia e sulla morale... Il regno dei semidei (un industriale col suv con la moglie rifatta) è invece caratterizzato da arrivismo, vanità, invidia per gli dei.
Coloro che si identificano con un regno nel proprio modello psicologico tenderanno ad investire le energie in una direzione che li finirà per posizionare negli spiriti famelici (se vive continuamente problematiche da "umano") o nel regno degli dei (se continua a vivere nell'ambizione materialistica e nel compiacimento).
Il primo diventerà progressivamente sempre più gretto sentendosi motivato da esigenze vitali. Il secondo finirà col sentirsi nel regno degli dei, annoiato, inumano e anempatico [sono tutti regni falsi, lontani dalla Chiara Luce, la vera natura della mente e della realtà].
