martedì 23 aprile 2013

INQUINAMENTO PSICOLOGICO - una minaccia della nostra epoca

Inquinamento chimico. Poi inquinamento acustico... dopo inquinamento visivo!

Bene, io ritengo ora di vitale importanza occuparci di un altra forma di inquinamento, tuttora massimamente trascurata.

Sto parlando appunto dell' "inquinamento psicologico"...

E' ovvio e comprovabile in qualsivoglia maniera che la scienza è attualmente in grado di prevedere le reazioni meccaniche della psiche in riferimento alle stimolazioni sensoriali (le "impressioni" di Gurdjieff...).
Attualmente la scienza del marketing richiede l'ignoranza della massa in materia per poter continuare ad ottenere risultati in termini di manipolazione dei consumi e delle opinioni e costumi sociali (senso della realtà condiviso).

Ciò rende necessario il perpetuarsi di compartimentazioni della scienza ed incremento dei livelli specialistici, affinché le varie "unità" di pensiero finiscano di fatto nell'impossibilità di potersi confrontare tra loro (le mani non sanno quello che fanno i piedi...). In altri termini, la distanza tra il reale livello della scienza ed il livello scientifico percepito dalla massa è sempre maggiore.
Questa situazione richiede a mio avviso un urgente attenzione, stante il fatto che potremmo essere già giunti ad un punto di non ritorno (incapacità di rinunciare a tecnologie che possono esistere solo a patto di mantenere le unità-pensiero disgiunte).

Con riguardo alla psicologia, ogni suggestione sensoriale produce effetti di trazione o spinta nei meccanismi di attrazione/repulsione dell'io-macchina (parte principale dell'unità-massa, la persona comune).
Questi effetti saturano il campo percettivo della persona comune, rendendo impossibile l'intervento di elementi realmente autonomi nel prendere decisioni.

Fintanto che il campo di percezione permarrà saturo (inquinamento psicologico), ogni fenomeno sociale è da ritenersi artificioso e tutt'altro che spontaneo. Inoltre e soprattutto, non vi sarà la possibilità di assistere ad un evoluzione della coscienza e dello spirito umano.

Il riflesso dell'attività umana collettivamente pilotata mediante l'inquinamento psicologico è la formazione di egregor collettivi, la cui pressione (principio di entropia psicologica) costringe anche le minoranze anomale ad una condizione di allerta che di fatto consuma una gran quantità di energia vitale, e non permette di sperimentare quelle condizioni di apertura pacifica e fiduciosa utili ad accogliere nuove prospettive evolutive.

Sempre più persone, anche se non la maggioranza, sono oggi consapevoli del fatto che i propri gusti e opinioni sono influenzati dalle stimolazioni sensoriali cui siamo quotidianamente soggetti.
Queste investono tutte le aree dei sensi, a molti livelli. Negli ultimi tempi, sta ad esempio imponendosi anche il "marketing olfattivo", dove l'utente viene bersagliato da odori specifici volti a determinare modificazioni nel suo umore allo scopo di renderlo meglio disposto, o meno diffidente, verso i prodotti da vendergli...
Quando si passeggia per il corso, è quindi possibile che una parte degli odori provenienti dai negozi (e non parlo delle panetterie...) provengano da diffusori elettronici caricati con sostanze chimiche odorose specifiche.

L'argomento è vastissimo. Ma ritengo in sintesi che ogni elemento studiato a tavolino per produrre effetti psicologici di comodo, debba essere controllato e vietato al pari di una truffa. La medesima scienza impiegata, può essere usata per impedirne l'impiego ed effettuare i debiti accertamenti.

Ovviamenta all'attualità questo sarebbe improponibile, giacché il sistema tutto appare complice dell'umana manipolazione.