giovedì 20 dicembre 2012

2012 FINE DEL MONDO - la festa del Giorno della Morte






A prescindere dalla frammentazione delle opinioni, che rende le persone sempre più rigidamente arroccate in posizioni estremiste (sia gli spiritualoidi che gli intellettualoidi), è evidente una forma di nevrosi latente.

Questa mattina, 20 Dicembre 2012, gli automobilisti brianzoli apparivano parecchio nervosi... oltre che genericamente distratti. La cassiera ha rivelato un sentimento di pace negli occhi solo dopo aver visto contraccambiare il suo algido comportamento, misto di autosvalutazione e ansia d'attesa, con un mio sorriso suadente e amichevole...

D'altronde nessuno è salvo dalla costante pressione propagandistica dei media e dei mezzi ideoplastici di normalizzazione di massa (televisione, cinema, mass-media, guru, luminari, ecc.).
Stiamo tutti aspettando, in un modo o nell'altro, come andrà a finire.

Qualcuno attende l'intervento divino, per soddisfare le sue rivalse, per fuggire la realtà e per vedere confermato l'assioma "dio mi ama".

Qualcuno attende un nuovo mondo, dove le proprie miserie e inadeguatezze siano perdonate e accettate.

Qualcuno attende che tutto proceda "come sempre", per poter ridere degli "illusi" e dimostrare a se stesso che la normalità e l'illusione del successo, da lui assunti come scopi di vita, sono corretti.

Qualcuno, saturo di suggestioni spaventose e morbosamente affezionato al Sé, spera solo di non soffrire.

Qualcuno vuole credere ad un cambiamento materiale positivo, che non sia "relativo" come tutti gli apparenti miglioramenti sociali annoverati dalla storia, pur intimamente sapendo che è impossibile.






Qualcuno, incapace di togliersi la vita, spera di poter finalmente morire per mano del cielo. 

I bambini, sin dalle scuole elementari, vengono raggiunti e infettati da timori di cataclismi e giudizi universali.
I nostri vecchi, che oziano nutriti di televisione, attendono la fine del mondo con curiosità infantile.
Gli scienziati iniziano a vacillare, ora che le scoperte ignorate per vigliaccheria da anni riemergono colme di ipotesi terrifiche.

Tutte le chiacchiere fatte negli ultimi vent'anni stanno convergendo in un punto preciso, portando il campo coscientivo collettivo ad una vibrazione senza precedenti. E non sto parlando di Solionensius, vibrazioni spirituali, convergenze planetarie, eccetera...
Mi riferisco al campo vibrante che ogni essere vivente proietta nel suo intorno, anche oltre i limiti spazio-temporali...

Il mondo, da questo punto di vista, è una COSTELLAZIONE EGREGORICA, dove migliaia di Egregor esercitano la loro immanenza vitale in forma gerarchicamente nidificata. Ogni individuo con il proprio campo giace fuso entro diversi egregor collettivi, i quali a loro volta appartengono ad altri più vasti, per essere in ultimo tutti ricompresi nell'egregor del mondo. Le dinamiche del Karma si manifestano entro questi campi; karma individuale, karma di coppia, karma nazionale, eccetera. Anche una squadra di calcio ha il proprio karma, come un azienda, o una famiglia...

Ma a me interessa solo un aspetto di questa vicenda. Il resto è troppo vago e delirante per meritare le mie energie, per altro zoppicanti in questo momento.
Questo aspetto emblematico, rappresentato dalla data di domani 21 Dicembre 2012, è la MORTE.

La morte è certamente un elemento che spaventa, a causa delle incognite che porta con se, o del possibile dolore che immaginiamo l'accompagni; dolore fisico, dolore psicologico, distacco, panico...
Ma ogni reale cambiamento, o guarigione, richiede la morte di qualcosa. Anche guarire da un raffreddore comporta la morte dei batteri patogeni.
E noi, in un modo o nell'altro, siamo tutti parzialmente identificati con "i batteri patogeni"; siamo in parte convinti di essere loro. Quando diciamo "IO", includiamo anche parti malate del nostro interiore, che estensivamente coincidono con i mali del mondo, della società, del pianeta...

Se quindi questa è una fine, una morte, io eleggo domani a
GIORNO DELLA MORTE E DELLA GUARIGIONE

E' con affetto che suggerisco a tutti i miei fratelli d'Anima di fare lo stesso.
Un intelligenza sinistra sta vincendo una partita a scacchi; usiamo quindi la sua tattica contro di lui!
Usiamo tutte le reazioni nefaste che ha indotto in noi, per uccidere il suo corrispettivo agente nel nostro interno!

Io non combatterò contro la morte e non la temo; perché Ella è la Curandera, la Sacerdotessa della Guarigione.
Ella è la parte più potente e occulta della mia Anima.
Madre! Madre mia, Madre Morte, ti aspetto!


Eros Poeta


PS: il riferimento è chiaramente alla "morte mistica":
GNOSI DEL FUOCO a Milano - lezione 1 fase II - la pratica della MORTE MISTICA - 2012

lunedì 26 novembre 2012

DONNA vs UOMO: il maschifemminismo degenerativo



UOMO vs DONNA, donna vs uomo... sento spesso parlare di emancipazione, del vero valore della donna, del potere femminile, dell'autonomia femminile, ma sempre in forma scissionista rispetto all'Essere.

La verità è che i tempi attuali, con l'affermazione dei "diritti" della donna rappresenta una fase acerba di sviluppo dell'umanità, una fase ancora massimamente dualistica e separatista, lungi dall'essere matura, e ancor meno dal trovarsi vicina ad una nuova, profonda, più ampia concezione dell'essere umano, ove possa trovare espansione la particella divina.

Gli abusi commessi nel passato non erano rivolti alle femmine, ma ai deboli.

I deboli sono yin.
Lo yang ha sempre commesso soprusi sullo yin.

Anche l'educazione dei figli era dominata da questa tendenza.
La stessa natura è completamente pervasa da questa tendenza.

Il potere dello yin è invisibile, i suoi effetti sono solo deducibili, mai direttamente collegabili ad esso come causa.

L'apparenza di causa-effetto riguarda la parte yang della realtà.

L'umano femmina (UF), in quanto dotato di risorse yang ridotte rispetto all'umano maschio (UM), si è generalmente trovato nella condizione di essere dominato. Stante l'apparente esistenza della sola parte yang della realtà, l'UF è sempre apparso come inferiore: UF<UM.

La superiorità yin dell'UF ed il relativo potere sono invisibili proprio in quanto "elementi potenziali motivatori" delle azioni yang, ma non anche agenti diretti.

"dietro un grande uomo, c'è sempre una grande donna"... anche se in apparenza questo detto appare come sottilmente maschilista ["dietro..."], esso contiene l'evocazione della meccanica delle forze agenti, ove uno yin possente è in grado di attivare tutte le potenzialità-azione di uno yang possente.
Lo stesso dicasi per un artista, o per un Mago.

Ma lo stesso si può dire di un bambino:
"che ne vuoi sapere tu! Vai a giocare fuori"
invece:
"che ne vuoi capire di queste cose! Vai a sparecchiare"
...anche volendo, è difficile non notare l'evidente somiglianza di scenario!

Anche un bambino, pur nella sua "immobilità e incapacità d'azione", riesce a farci fare cose incredibili... un genitore lo sa bene!

E come un cucciolo di UF o UM, anche un giovane UM, o un UM reso yin dalla sua gracile condizione fisica, o da caratteristiche eccessive di sensibilità emotiva (sensibilità=fragilità/vulnerabilità=yin):
"vattene, femminuccia! Tu non puoi giocare con noi [duri, yang], vai a giocare con le bambole!"

Torniamo all'UF... credo ora possa già osservarsi con maggiore chiarezza la natura delle interazioni sociali UM/UF... ma aggiungiamo altro.

Abbiamo detto che lo yang è l'unica parte visibile e tangibile del TAO.
Ne consegue che, in mancanza di una sufficiente consapevolezza della realtà yin soggiacente ai fenomeni manifesti, qualunque soluzione atta a ridurre le "ingiustizie" yang vs yin finisca erroneamente con l'operare su questo, sullo YANG.

Ora pensiamo ad un UF che possieda forza fisica, oppure potere dispositivo generato da situazioni contingenti (un UF con grado gerarchico elevato, come un Giudice di tribunale, oppure un UF molto ricco): questo soggetto pur essendo un UF, risulta yang relativamente al contesto in cui si trova, assumendo un atteggiamento allineato con la genericità storica di comportamenti yang/yin, ovvero tenderà all'abuso.

Se la donna oggi continuerà sull'attuale china, cercando cioé di espandere il proprio potere yang, il ché equivale ad emulare l'atteggiamento yang-dominante tenuto dall'uomo nel passato, creerà una disarmonia pari o maggiore di quella cui abbiamo assistito nella nostra storia occidentale [alcune aree del mondo hanno avuto uno sviluppo differente, più armonico].

L'ipotesi di un danno ancora maggiore non è affatto capziosa. Essa è basata sull'evidenza dei fatti, che diviene tale a un osservazione intelligente, e globalmente neutrale.

Da l'UNO androgino al DUE maschio/femmina.
Dal maschio/femmina all'omosessualità (QUADRIpartizione dei sessi).
Dalla quadripartizione alla plurisessualità e CAOS sessuale.

Il caos, in un processo involutivo, rappresenta la putrefazione ed il ritorno all'origine in forma incosciente.
Il percorso opposto, quello di trascendenza verso un piano superiore, è come quello del bruco, che sente la morte e si addormente, per poi risvegliarsi a nuova vita alata immemore della sua precedente esistenza strisciante.

Uno step spirituale evolutivo richiede uno sforzo di coscienza e di abbandono al tempo stesso.

Riuscire a mantenere stabile la coscienza nel sogno del mondo, senza interferire con il processo in corso, bensì sottilmente dirigendolo per mantenersi lungo il filo del rasoio, è una capacità di tipo YIN.

Per l'uomo, imparare a comprendere e padroneggiare lo YIN [personale] è improcrastinabile. Solo l'attivazione della coscienza della causa del mondo lo renderà completo e capace di autodeterminare il proprio destino come essere spirituale.

Lo scopo a breve termine è YANG [YIN]












L'espansione dello yin a discapito dello yang, come attualmente sta avvenendo come naturale risposta allo stato sociale incipiente, è tuttavia disastrosa: essa lascia l'uomo nel medesimo stato di incompletezza come essere spirituale, ma privato anche dei necessari attributi nei propri veicoli fisico e energetico [le ghiandole endocrine dell'uomo producono testosterone, non progesterone].

Il rischio è YAYIN, uno yin sciolto e consumato nello yang, destinato ad estinguersi in un pantano che fermentando tende naturalmente a neutralizzarsi.











Per la donna, è necessario coltivare la capacità di azione e determinazione interiore (creare un endoscheletro yang), che esteriormente coinciderebbe con l'emancipazione dalle idee altrui, dalle regole, dalle mode, dalla "mascolinità" intesa come mito da elemosinare oppure da emulare ed usurpare. Una sicurezza morbida...

Lo scopo a breve termine è YIN [YANG]












L'espansione dello yang, invece della sua armonizzazione, non ha un buon epilogo, come precedentemente accennato.

Il rischio è YIYANG, una mineralizzazione dell'elemento acqua (trasmutazione discendente acqua-terra, alchimia involutiva) che porta la terra ad inaridirsi, riducendo la fertitilità in tutti gli aspetti della vita.









Il TAO precede l'unione con il Principio Assoluto, e a lui tende.
Assunto il TAO nella coscienza come Essere autoaffermante, se ne potrà trovare il Centro ove nulla muta; e il Cosmocratore finalmente avrà il suo trono.

Ogni singolo individuo UM o UF è androgino allorquando realizza il TAO.
Solo allora sarà per lui possibile determinare relazioni non polari con altri individui.


La persona comune oscilla tra attrazione e repulsione, fraintendendo l'impulso sessuale con la polarità (yin/yang). L'emancipazione sessuale, per come viene rozzamente ricercata nei tempi attuali, porta semplicemente ad un ulteriore frammentazione delle energie interne, con compartimentazioni forzose nella circolazione dei vari Chi nei corpi (sia fisico che sottile).
Il risultato è la strumentalizzazione sessuale; l'UM è stato storicamente il primo ad inventare quel tipo di sessualità che il taoismo chiama "masturbazione nella vagina".
La tendenza attuale dell'UF ad emulare il comportamento storico dell'UM porta allo stesso risultato.
Ora è frequente per gli UF il collezionare rapporti sessuali strumentali e ricreativi, utili a "placare" i fuochi sessuali allorquando si manifestano. Questo prende erroneamente il nome di "emancipazione sessuale".
Ed effettivamente è così; all'interno del Trogo della Natura Inferiore questo comportamento, come appunto l'autoerotismo, evita la dipendenza sessuale; l'UM lo sa bene, non a caso le società fortemente impregnate di maschilismo praticano l'infibulazione per impedire fisicamente all'UF di poter attuare il medesimo comportamento. l'UF lo sta infatti scoprendo ora, ma il suo approccio è immaturo, e lo vede come "l'uovo di Colombo"...
In verità è un errore; questo tipo di "libertà" è infatti possibile solo mantenendo la sfera sessuale/istintiva separata dalle altre (emozionale e mentale)... ma questo è un altro, vasto, argomento.
La realizzazione del TAO richiede un livello maggiore di serietà e responsabilità sulla propria esistenza spirituale (il senso-vita), che non può prescindere dall'affrontare il problema dell'armonizzazione delle tre sfere mentale-emozionale-sessuale.



Il CAOS è il fondo, la materia prima utile solo a ricominciare da capo qualunque edificazione esserica.
In esso ogni individualità si afferma solo grazie alla presenza "dell'altro".









venerdì 23 novembre 2012

LA SPIRITUALITA' NORMALIZZATA

Il termine "normalizzare" è utilizzato in gergo informatico dagli utilizzatori e programmatori di database. Nei database, è essenziale che i dati inseriti siano organizzati in modo da essere reperibili e incrociabili tra loro, allo scopo di poter essere estratti mediante le query.
http://it.wikipedia.org/wiki/Query


Per normalizzare un DATO inserito in un database, è necessario che questo sia "etichettato", ovvero interpretato per sapere se si tratta di una data, di un nome di persona, di un nome di prodotto, di un intervallo di tempo, eccetera.
Se quindi inserisco il dato "2012=si", questo assume un significato differente a seconda se nel database esso compare come "numero di giorni prima del quale inviare un sollecito", oppure "anno di nascita non ammesso", oppure "risposta da dare a clienti anziani", oppure "numero civico dell'utente", eccetera.

La normalizzazione è indispensabile sopratutto allorquando debba far DIALOGARE e interagire, o incrociare, o unire fra loro, due differenti database.

Per esempio, se in un database A il numero civico viene inserito in campi chiamati "numero o casella postale", mentre in un database B, al quale A deve essere unito, i numeri civici e quelli di casella postale vengono posti in due diversi campi "numero civico" e "casella postale", abbiamo un problema!

Occorre pertanto delineare un profilo di importazione; non basta unire tra loro di database, perché il database A+B risultante conterrà indicazioni ingannevoli; ad esempio in alcuni record potrebbe apparire una persona il cui indirizzo non conterrà alcuna indicazioni in merito alla via, ma un numero tipo "c-221" nel campo numero civico...


Ciò significa che, in un sistema informatico, un dato, per quanto importante, utile o addirittura indispensabile al miglioramento o ad adempiere specifiche funzionalità di quel sistema, NON ESISTE se non è collocabile in forma coerente, ovvero comparabile con gli altri dati in modo da poter essere misurato, confrontato qualitativamente e quantitativamente, associato, eccetera.

Ma veniamo a... noi!



Il sistema sociale, pur vantando di essere "umano", è basato su meccaniche di tipo informatico.
Ogni informazione, per essere accettata, deve prima essere "normalizzata".
Solo pochi individui possono vantare caratteristiche "non robotiche", in quanto utilizzano parti della psiche che non dipendono dallo spazio-tempo.

La parte divina dell'essere umano è capace di creare il nuovo.
La parte robotica dell'essere umano NON è capace di creare il nuovo, e per questo neppure di vederlo e accettarlo. Ogni cosa, per l'umano-robot, esiste solo in quanto simile ad un altra già nota.

Le cose completamente nuove, vengono quindi accettate dall'umano-robot, e di conseguenza dal sistema sociale informatico da lui creato per interagire con le cose e con altri umani, SOLO PREVIA NORMALIZZAZIONE, ovvero riduzione delle stesso cose nuove in cose non-nuove.

Ma l'umano-robot ovviamente non ammetterebbe mai questo. E in fondo ha le sue ragioni. Per l'umano-robot il passare da una cosa nota ad un altra cosa nota-migliorata, è chiamato EVOLUZIONE.
Una "cosa nota-migliorata" per l'umano-robot è NUOVA.
Le cose veramente nuove, per l'umano-robot non esistono; egli non può vederle. Egli vede le cose solo quando le riconosce nel suo sistema informatico, ovvero le NORMALIZZA.


Per l'umano-robot, il processo di normalizzazione è necessario, naturale, e utile quanto indispensabile per poter evolvere.
Chiaramente stiamo parlando di evoluzione dell'umano-robot, evoluzione che porta inevitabilmente al concetto di Transumanesimo.
A riguardo, eloquente Sofia Smallstorm http://www.youtube.com/watch?v=Pw12wh_vXmk
Sul tema, anche la mia conferenza di qualche mese fa http://www.youtube.com/watch?v=onN6OxP5mzI
Inoltre, un umano-robot di tipo evoluto, agli occhi degli altri umani-robot, appare simile ad un dio, ad un santo, ad un illuminato...

I guru new-age contemporanei sono, nella massima parte, UMANI-ROBOT NORMALIZZATORI.
Un forte indicatore per riconoscere umani-robot normalizzatori, è lo scrivere libri scontati ma "utili".
In questi libri, una persona sveglia riesce facilmente ad individuare contenuti già noti; tuttavia l'autore rende tali contenuti "attuali, adatti ad essere assorbiti da una mentalità moderna".
In altre parole, li normalizza!
Così ad esempio troviamo Salvatore Brizzi, che appare evidentemente come una mescolanza di Crowley, Ouspensky, Castaneda, Samael... un Magik dove un improbabile Don Juan parla ai discepoli gnostici di azione sociale basata sulla magia dei Sigilli... il tutto sfruttando il sistema economico per il bene degli eletti come in un Prieuré di un Gurdjieff romanzato a comodo.
Ne emerge un abbagliante intelligenza e acutezza di vedute, ampie e di saturante chiarezza, ma prive del fattore astratto che ogni Maestro ha sempre incluso nei suoi insegnamenti.

Triste vederlo citare Jung, che invece tanto amava proprio l'impersonalità e il Vuoto che tutto riempie...
http://larinascitaitalica.com/anima-e-personalita/

E così emergono palesi contraddizioni; palesi ovviamente solo per non-robot.
"Formare un partito con l’anima significa farlo come sacrificio (=fare il sacro) verso gli altri, come servizio verso il prossimo. Un partito che sia mosso dal Cuore rispetta le “regole del gioco” implicite nel fare politica..."
Quante frase fatte... esteriormente sante, intrinsecamente ammorbanti...

L'anima non ha regole, le regole sono solo nel sistema informatico.
Il cuore non è santo, è solo conosciuto come tale dalle masse. L'aspetto lunare del cuore è quello più difficile da vedere; esso è rivestito di santità...



Tutto molto giusto, molto "avanti", ma anche molto ovvio visto che si tratta dei contenuti che negli ultimi 40 anni erano già evidenti per una minoranza di persone sveglie. L'unica differenze è che oggi questi contenuti riescono ad essere visti come giusti da una percentuale maggiore di individui.
Tuttavia, la minoranza di persone che per quaranta/cinquanta anni hanno convissuto dentro di loro con questi contenuti, ora sono evolute, giungendo alla sintesi, verso una visione metafisica.

Ma ovviamente, gli umani-robot normalizzatori non possono comprendere la metafisica.
Dunque normalizzano anche quella, creando delle "religioni della metafisica"...
http://www.metafisicaitalica.it/

O della Cabala...
http://www.kabbalah.it

[ironizzo]
Le parabole di Gesù erano sbagliate; secondo l'umano-robot, infatti, esse possono essere "spiegate" [normalizzate], così possono essere comprese! Ed ecco comparire versioni moderne della bibbia, dove scompaiono i passi più... astratti.





Ma la spiritualità normalizzata non è un fenomeno moderno; già il Pentateuco è stato oggetto di migliaia di tentativi di normalizzazione, che nei secoli hanno portato alla creazione di un gran numero di differenti branche religiose ebraiche.

L'umano-robot è l'umano dove nella sua psiche domina la mente-informatica.
L'anima dorme e gioca in un giardino di sogni, nell'umano-robot.
Questi non potrà mai trascendere ad altri mondi verticalmente evolutivi, perché la mente-informatica può esistere solo nell'orizzonte di questa dimensione.




A voi, fratelli.

Anima mia! Erompi a maturità di fuoco e consuma i pantani e le ossa umide. Dissolvi i reumi delle acque basse nella luce increata!


mercoledì 24 ottobre 2012

VENDERE LA SPIRITUALITA'


Dialogo tra Eros Poeta e M.F. 24/10/2012


MF 
Resto d'accordo sul fatto di far pagare poco

11:30
Eros Poeta
 più che altro vorrei che apparisse come un baratto: io/noi mettiamo la presenza e i nostri servizi di relatori, loro mettono gli spazi e la pubblicità! Se poi vogliono chiedere un minimo contributo va bene, e se lo terranno loro

11:33
MF
 si ma vediamo anche quanto loro chiedono per la struttura
 etc
 in generale sono d'accordo
 dalla mia esperienza
 è corretto nn speculare ma nemmeno regalare tutto
 perchè quello che ho notato è che la gente quello che gli regali non lo apprezza
 per fare un esempio pratico
 se brizzi facesse seminari a 20 euro
 non ruberebbe nulla

11:38
Eros Poeta
non ho un criterio su questo. Potrei anche farlo a 200 euro. Il problema è mescolare il fuoco magmatico, collegato con il sangue, l'impegno materiale, ed il denaro, con il fuoco celeste, collegato con la luce, la non-azione, l'ispirazione e la creazione diretta della realtà...

11:39
MF
 d'accordo con te
 ma credo speculare sia una cosa
 valorizzare un altro
 oggi tutti ragioona
 ragionano sul denaro
 non hanno altri metri di giudizio
 per cui se tu regali = nn conta nulla
 ricapitolando 20 euro per me va bene
 70 è da ladri
 (tanto per restare sull'esempio brizzi)

11:50
Eros Poeta
 "se tu regali non conta nulla" è assiomatico, e tale assioma si basa esclusivamente sulla risposta del pubblico sotto il profilo di "massa" o maggioranza. Nessun dato di minoranza dimostrerebbe questo. Le cose più preziose che ho ottenuto nella mia vita mi sono state regalate (dalla vita). Anche un bacio viene apprezzato di più se ce lo fanno sudare, o la presenza di una persona è più ambita se ella gioca a sottrarsi. Ma queste sono le leggi del trogo, basate su una struttura umana da superare. Io personalmente mi rifiuto di operare dei "tira-e-molla" per tenermi una donna che mi piace... eppure la cosa avviene quotidianamente per il 99% delle relazioni...

11:51
MF
l'assioma viene dall'esperienza
 nel primo gruppo regalavo
 e le persone non comprendevano
 adesso pagano anche se una cosa davvero simbolica
 eppure c' è un attegiamento diverso
 bisogna ragionare sulle persone che esistono oggi
 e non ha senso fare i buoni samaritani anche perchè non viene colto

12:09
Eros Poeta
 beh, forse non ho velleità di "educare" o convincere, quindi non credo che bypassare i meccanismi che le persone si sono costruite per evitare di affrontare le verità sia utile alla loro reale crescita. In fondo, il lago della loro mente è già unito con le acque del pensiero collettivo. Solo che si mantiene da queste separato per scelta pavida. Al massimo dovrei insegnare loro il coraggio, o al contrario togliere loro ogni certezza che possa esorcizzare le loro paure, così da costringerli in una trappola. Ma per convincerli dovrei dar loro qualcosa che possano accettare di scambiare con le attuali pseudocertezze protettive...

12:47
MF
Sono d'accordo sul fatto che non bisogna convicere nessuno; il motivo per cui ho intrapreso questo lavoro è stata l'evidenza che i fantomatici "educatori" sono nel maggior parte dei mitomani. Ne esistono alcuni che badano esclusivamente al denaro altri al potere percui amano creare pseudo sette per avere controllo sui loro simili; presa coscienza di questi fatti ho deciso di poter dare qualcosa di diveso senza creare Dinamiche. Ma se vogliamo che il messaggio arrivi dobbiamo fare i conti con questa Umanità e non con la prossima che avrà capito alcuni meccanismi di base.
Da qui la necessità di quello che dicevo precedentemente

12:50
Eros Poeta
 mmm... non riesco a considerare l'umanità come un unicum. Mi sembra piuttosto un aggregato di differenti livelli di condensazione, ciascuno con le sue limitazioni e percorso e realtà. E penso che solo qualcuno di questi cluster omogenei farà un reale cambiamento e produrra esiti evolutivi anche al pianeta...

14:31
MF
D'accordo sul fatto che non è per tutti e non tutti potranno compiere il salto, in ogni caso il senso di tutto questo discorso per me è il seguente: preoccuparsi troppo di dover fare degli eventi a prezzo super minimo diciamo ( per non dire regalato) non credo sia la cosa migliore da farsi. Viceversa penso che un prezzo adeguato ma contenuto possa in ogni caso essere una buona soluzione.

14:52
Eros Poeta
 Il problema che però ne risulta è quello di effettuare una "stima" del valore dell'evento. Ogni stima si basa sull'utilità del bene o servizio prestato, e l'utilità si traduce sempre in un "valore di trasformazione". Ovvero, quanto stavo bene prima rispetto a dopo, oppure quanto guadagnavo prima rispetto a dopo, oppure quanto sono bravo ora rispetto a prima; la differenza diventa oggetto di capitalizzazione, e il risultato è il valore stimato.
 nel caso degli eventi spirituali, prima di tutto diventa difficoltoso addivenire all'entità della reale "consegna" di beni o servizi avvenuta, trattandosi appunto di elementi "immateriali", e sopratutto il cui valore dipende massimamente da chi lo riceve.
 in altre parole, nella newage diventa imperativo attribuire in anticipo un valore a CHI consegna, piuttosto che a COSA effettivamente viene consegnato. In tal modo, essendo razionalizzabile il primo (CHI), ma non il secondo (COSA), appare evidente l'induzione di valore arbitraria: se qualcuno di importante dice qualcosa, allora sarà certamente preziosa, anche se non si vede e io non riesco a coglierne il valore in me.
 Questo fa si che un personaggio della newage possa aumentare il costo dei suoi beni o servizi con l'aumentare della sua notorietà
Tale costo, venendo recepito dal "pubblico" in forma evidente e accertabile mediante la misura del "afflusso di pubblico", diventa agli occhi di tutti "un giusto costo". Ma trattasi di stima preventiva e arbitraria, mai oggettivamente legata all'utilità. Altrimenti chi partecipa ad un corso dovrebbe pagare dopo aver accertato la natura del Bene ricevuto, oppure dovrebbe sapere in partenza di quale Bene si tratta e conoscerne il relativo valore; ovviamente la prima possibilità è inapplicabile in quanto inaccertabile da parte dell'Io, che potrebbe addirittura individuarvi un valore negativo, mentre la seconda è un non-senso, essendo che il Bene consegnato dovrebbe risultare qualcosa di "nuovo", quindi sconosciuto a chi lo riceve.

domenica 22 luglio 2012

SOLITUDE E HOMO RATIONALIS



 Conversazione tra Eros e Laura
21/07/2012

Eros:  disegnare nuovi scenari comporta un certo impegno, come un parto... però sembra che stia andando bene, no?
Laura:        Si, sto benissimo
        poi mi sembra ke sto scendendo in profondità in me stessa
        anke questa osservazione mi è servita molto
        fino all'anno scorso non avrei mai pensato di poter resistere restando da sola
        ora invece mi sento bene
        poi si è sempre soli alla fine anke in mezzo agli altri ognuno ha il suo percorso
        :)))

    Eros:        si, la solitudine non riguarda il numero di persone con cui siamo assieme, piuttosto quante sono veramente nel nostro mondo...e ultimamente nel mio non c'è più nessuno, tranne alcune interazioni casuali... bene ugualmente, quando accadono mi sorride una parte profonda
    Laura:        cosa intendi dire???
        nel nostro mondo, interazioni casuali??
    Eros:        persone per strada, o con cui mi scrivo
        ciascuno in fondo vede il mondo e la realtà diversamente
        dipende da come è costituito interiormente, dal senso delle cose che ha sviluppato con le esperienze...
        e non parlo di quantità di esperienze esteriori, piuttosto dal modo con cui volta per volta ha affrontato e attraversato tali esperienze, e se ha conservato tracce scomode...
    Laura:
        si capisco cosa intendi
        e se le ha conservate mi sa ke gli ritornano anke le stesse cose...
        in fondo bisogna andare oltre le esperienze passate pk se nò interpretiamo solo in base a quelle o a quello ke ci hanno insegnato
    Eros:
        si, e negli ultimi due anni ho sostanzialmente buttato tutto
        anche le cose apparentemente buone
   
Laura:
        bello
        si pk anke le esperienze belle ti tengono legata al passato
        vorresti sempre rivivere quella esperienza
        magari con la stessa persona
        quando magari potresti vivere esperienze più belle ancora di quella,  ma non lo sai...
        pensi ke quella sia la più bella in assoluto pk non ne hai vissute altre
  

 Eros:
        esatto, e poi una volta aperti al nuovo, ci assale un tipo di lavoro più sottile...
    Laura:
       quale??
       forse ho capito
        tipo hai timore di perdere......
    Eros:
        il sogno diventa più complesso, e ti fa scoprire le tracce sotto le tracce... tolte le cose grossolane, ti devi confrontare con le programmazioni profonde, e contemporaneamente ti trovi più vicino al senso interiore della tua esistenza...
    Laura:
        ah,  e....
        ti trovi li, ti fai delle domande su chi sei e perché sei qui??
    Eros:
        il senso delle cose, la natura del mondo, i limiti del se, il bene e il male, la bellezza e la gioia, l'intensità dei sensi
    Laura:
        sii
        cavolo
        anke a me sono venute fuori queste domande
        ma non tantissime
        io so che ho ancora un po’ di attaccamento

        ancora sono un po’ nel timore di perdere cose e persone quando in realtà non sono mai state mie
        pk non mi appartiene niente eppure un po’ di timore c'è sempre
        non so magari un giorno se ne andrà
    Eros:
        su questo, no comment... il piacere genera attaccamento, l'attaccamento attiva un processo di conservazione, che usa la paura per porci in allerta, per convogliare le nostre risorse nella conservazione di questo stato [illusorio]
        un nuovo piacere basato su altri parametri, ma sovrapponibile al primo per le sue caratteristiche di coinvolgimento dei sensi, cancella automaticamente il precedente processo di conservazione
    Laura:
        e ne genera un altro??
    Eros:
        esatto
    Laura:
        sai che questa spiegazione nn l'ho mai avuta da nessuno
        grazieee ;)))
        mai l'ho sentita infatti me lo chiedevo sempre..
        non capivo pk
        :))))
    Eros:
        è il processo con cui "usciamo" dalle esperienze negative
    Eros:
        ma non usciamo veramente da nulla, come avrai capito...
    Laura:
        cioè cosa intendi
        ci riattacchiamo a qualcos'altro?
        ah non se ne va allora!!!
    Eros:
        il disco viene riscritto, sovrapponendo una traccia ad un altra
    Laura:
        nn se ne va l'attaccamento
    Eros:
        è l'atteggiamento stesso di trattenere ciò che piace e allontanare ciò che non ci piace a cristallizzarsi, per mezzo dell'elemento terra, in forma stabile nella psiche, generando impressioni sulle quali successivamente misuriamo le nostre esperienze, producendo nuovi giudizi in termini di "mi piace" o "non mi piace"

   Laura:
        ah
        cavolo
        è tt un processo psichico
        !!!
        bò vediamo cosa succede
        penso si possa arrivare a un punto (se cosi si puo dire) di non attaccamento
    Eros:
        toccare le cose senza rigidità...
    Laura:
        e di non paura anke
    Eros:
        si, è una delle cose che ho affrontato l'anno scorso, la paura e la sua natura... anche li sono finito sul fondo della scodella :)
    Laura:
        ahaahah
        cmq non è la nostra vera natura l'attaccamento
        da quello ke ho capito non siamo fatti per quello, non siamo fatti per la paura o per il timore
    Eros:
        dipende cose pensi di essere
        una parte di noi vive solo di quello,  un'altra è incidentalmente li ad assistere
    Laura:
        siamo fatti per amare si

        senza attaccamento
    Eros:
        l'amore senza attaccamento è uno stato che si consegue, non un modo di essere da adottare... ma questo è difficile da comprendere penso...
    Laura:
        nel senso che non nasciamo neanke cosi
        o almeno penso
        quando siamo nella pancia o usciamo fuori da piccoli piccoli
        non abbiamo attaccamento
        sisi
        hai ragione certo non puoi arrivarci cosi....
        io non ci sono, io vedo che ho timore paura ecc
    Eros:
        proprio i bambini...
    Laura:
        no??
    Eros:
        guardandoli... a volte manifestano sin da subito, nella loro istintività, attaccamenti, gelosie, morbosità...
    Laura:
        i neonati
    Eros:
        varia da bambino a bambino...
        però pensa anche ai cuccioli, la competizione per la mammella...  alcuni finiscono deperiti o muoiono di fame…
        ho iniziato a notare, e quindi contestare, l'assenza di ego volitivi negli animali
        ho rilevato che ci sono, e ben presenti, così sono passato ai neonati... ;)

    Laura:
        però appena esce dalla pancia quando è proprio piccolo…
    Eros:
        appena esce è pura coscienza
        poi inizia qualcosa... un processo legato proprio alla gestione delle informazioni dei sensi
        inizialmente sono grossolane e confuse... diciamo che non riconosce nulla perché non conosce nulla
    Laura:
        non pensi ke poi assorbe molto tramite i sensi da chi gli sta intorno???
        tipo i genitori
        so che i bambini dopo sono come una spugna che prende tutto da chi gli sta intorno
    Eros:
        si, esiste un transfert, una fasatura tra il senso della realtà in formazione e quello collettivo...
        è la posizione in cui la mente razionale è in attesa di ricevere programmazione
    Laura:
        nn conosceva nulla… mi sembra il modo più oggettivo x interpretare la realtà
        hai studiato tanto queste cose
        cavolo nessuno te le viene a dire specialmente a scuola
    Eros:
        man mano che la programmazione avviene, in modalità sia sensoriali che sovrasensoriali (campo energetico - egregor), la mente razionale produce strutture di gestione dell'esperienza umana. Quando la persona passa attraverso la pubertà, con l'avvento del fuoco, queste strutture si consolidano fortemente; ha inizio l’homo rationalis...
    Laura:
        …ma se nasceva da solo, ad esempio
        assurdo
        se non aveva genitori
        e nasceva tipo in una foresta
    Eros:
        immacolata concezione... anzi... direi quantistica concezione...
    Laura:
        è assurdo pk nn si sa neanke se sopravvive però nn sarebbe stato influenzato
    Eros:
        ceausescu il dittatore compieva esperimenti di privazione sensoriale. Bambini cresciuti a gruppi a cui toglieva la possibilità, selettivamente, di vedere, udire, toccare, annusare, gustare...
        ad esempio, ha fatto crescere bambini sin da appena nati nel buio più totale
        si verificavano atroci patologie, soprattutto nella psiche
        ma gli unici che non sono sopravvissuti sono...
        quelli privati del senso del...
        Tatto
        l'essere umano trae la parte fondamentale del senso della realtà dalle esperienze tattili
        soprattutto con i propri simili
    Laura:
        cmq nn intendevo ke il bimbo nn fa esperienze sensoriali
        ma nel senso
        ke viene ifluenzato
        quasi subito
        dalle persone intorno
        buon appetito!!!
    Eros:

        ciao Laura!! buon pom!!!
    Laura:
        anke a te
        :)))

domenica 17 giugno 2012

CONFORMISMO, ANTI-CONFORMISMO, A-CONFORMISMO




"Non è segno di buona salute mentale essere ben adattati a una società malata" diceva Krishnamurti...

... riuscire ad accertare il nostro personale livello di "adattamento sociale" è relativamente facile; ad esempio, il rilevare quante cose, tra quelle che diciamo o facciamo, ricevono una positiva approvazione sociale e quante no è un buon metodo indicativo...
In fondo si può anche parlare di conformismo .

In questa eventualità, la cosa che dovrebbe più darci di ché riflettere non è il fatto di essere adattati, quanto piuttosto l'essere "dipendenti" dall'essere approvati.

E' proprio in forza di questa inconscia dipendenza che si finisce con l'adattarsi anche a leggi e comportamenti insulsi o beceri.
Nota: in questo vi è una chiave speciale per affrancarsi da molte gabbie.



Ma allora... bisogna essere "disadattati"? e/o anticonformisti?
...non è neppure quello un segno di buona salute mentale, perché l'anticonformista subisce ugualmente l'influenza della massa, ma con vettore di verso opposto.

Chi si sente disadattato ha assimilato, al pari di tutti gli altri, dei canoni che definiscono cosa sia "normale", senza però riuscire a soddisfarli, magari perché inadatti per lui... però vive tutto ciò con disagio. Può giungere a definirsi anticonformista, così da cronicizzare il suo stato in una forma più sopportabile; è più sopportabile perché, paradossalmente, l'anticonformista è anche lui un "personaggio" riconosciuto in questo film...
L'anticonformista giace in costante lotta con la società, e la sua ragione di vita dipende dalla presenza proprio di quei canoni sociali che lui combatte.
Inoltre, lui lotta perché in fondo si sente rifiutato. Se per un caso il suo comportamento venisse socialmente valorizzato, ricevendo i plausi delle masse, il suo modo di concepirsi e di comportarsi si rovescerebbe in maniera imprevedibile, volgendo al conformismo.

In ogni caso, ironicamente mi piace dire che l'essere disadattati lascia ancora qualche speranza...


Krishnamurti è evidentemente ironico. L'espressione "buona salute mentale" la riferisce ad uno stato evoluto della mente, da ricercarsi, e quindi attualmente non presente nelle persone. E' un po' come dire che il mondo è pervaso dalla follia.

La buona salute mentale di cui parla è uno stato al di là del senso comune, e la sua esteriorizzazione scavalca e stravolge qualunque giudizio sociale.
La vera natura del risvegliato sfugge e inganna i parametri della società, che finirà col definirlo solo in ragione del comportamento che volta per volta egli deciderà volontariamente di assumere.

Giunge di-fatto, grazie al suo stato di effettiva libertà e non per auto o etero descrizione, a risultare A-conformista.

"C’è una sorta di rispetto e di deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità."
(Samuel Butler)


...carino, e mi fa dire anche "c'è un ché di superbo nel dire la verità; se poi è spiacevole per chi ascolta, appare persino come forma di violenza... in fondo gli stiamo dimostrando che non ha alcun potere su di noi, e che non lo useremo come misura di noi stessi; quindi saremo ciò che saremo, a prescindere dal giudizio di colui che ascolta..."

E direi che Castaneda può chiudere questo post:

"Un guerriero non ha nè onore nè dignità, non ha famiglia nè nome nè patria, ma solo vita da vivere, e per questo il suo legame con gli altri uomini è la sua follia controllata.

Poiché nulla è più importante di tutto il resto, egli decide le sue azioni, e le compie come se per lui avessero importanza. La follia controllata lo spinge a dire che ciò che fa importa, e ad agire come se così fosse, pur sapendo che così non è. Per questo, dopo aver agito, si ritira in pace, e che le sue azioni siano buone o cattive, più o meno efficaci, non è cosa che lo riguardi.

Può scegliere di restare completamente impassibile e non agire mai, e di comportarsi come se tale impassibilità sia davvero importante per lui; anche in questo caso sarebbe del tutto fedele a se stesso, perché anche questa sarebbe la sua follia controllata.

Un uomo comune è troppo preoccupato di farsi piacere gli altri o di piacere a sua volta. A un guerriero piace qualunque cosa, qualunque cosa o persona che decida di farsi piacere, e questo è tutto."



venerdì 11 maggio 2012

UMANI CON REDINI E BRIGLIE

Il "morso" è una parte dell'imbragatura che l'animale umano ha studiato, servendosi del suo intelletto analitico, per rendere più controllabile l'animale cavallo, e poterlo dominare senza rischi.

Il morso si afferra ai lati della bocca del cavallo, mediante una forte traversa metallica, operando una pressione regolabile che diviene TANTO PIU' DOLOROSA QUANTO PIU' L'ANIMALE MOSTRA SEGNI DI RIBELLIONE AL DOMINIO.

Se il cavallo fa il bravo. Se l'animale mostra di aver accettato "il suo ruolo" di servo. Se non ha "grilli per la testa". Se "fa quello che gli si dice": Allora il morso viene allentato, fino anche al punto di evitargli ogni dolore (sempre ovviamente che l'animale si sia fisicamente adattato a vivere con una sbarra di ferro che gli attraversa la bocca!...).

Anche i "paraocchi" hanno un utilità simile, in quanto evitano distrazioni o anche, in altre parole, un incremento di consapevolezza spaziale.
Questo infatti produrrebbe come conseguenza l'attivazione di scelte autonome (disobbedienza, dubbio, autodeterminazione...).

Sappiamo però che talvolta gli abusi, il disagio, e il dolore, possono addirittura risultare stimolanti proprio per quei moti passionali di forza ribelle utili a "rompere le gabbie"...
E' anche una riflessione utile a comprendere che, finché non si sente disagio, negli esseri viventi non si pongono in movimento energie di ribellione.
Ci si può ribellare solo a qualcosa che limita, blocca, impedisce, costringe... non ci si può ribellare a qualcosa che non si avverte, che non si percepisce.

Vi sono pertanto due differenti possibili reazioni al dolore o disagio:
1 - ribellione (Yang)
2 - adattamento (Yin)



Il morso è progettato per produrre dolore in modo tale da essere ritenuto INCONTRASTABILE dall'animale, suggerendogli quale unica scelta la seconda: accettazione e adattamento.
Di fronte ad una forza superiore alle proprie possibilità, la natura ha infatti solamente due scelte: rompersi o piegarsi.
Questo evidentemente dipende dall'indole dell'animale. Alcuni animali, messi in gabbia, si lasciano morire; altri vengono abbattuti e macellati perché "indomabili"...

NOTA 1: il morso non preme sulla parte frontale, o laterale, della bocca. Preme sulle sue due estremità molli. Nello studio della vultugnomica  avanzata, quella parte della bocca indica la nostra "capacità di dolcezza" e anche "pazienza e tendenza assecondante". Rappresenta la relazione che abbiamo con gli ambienti deboli, indifesi, inoffensivi.
In altre parole, quella è la parte YIN della bocca.
La parte centrale della bocca rappresenta invece il suo opposto: "capacità di durezza, forza" e anche "resistenza, caparbietà, reattività e ribellione". Rappresenta la relazione che abbiamo con cose e ambienti minacciosi, offensivi, forti, pericolosi. Quindi la parte YANG.
Si potrebbe quindi dire che il morso "opera sui punti deboli"...

NOTA 2: il morso non si limita a produrre dolore, ma lo fa in modo da obbligare l'animale, per ridurre il dolore, ad ABBASSARE LA TESTA.
L'atto di abbassare la testa coincide con la scelta Yin-accettazione.
L'atto contrario, "a testa alta", è la tipica postura di chi ha deciso di combattere stoicamente fino alla morte (Yang-ribellione).



Approfondimento completo sulle irrorazioni artificiali in atto da decenni
Ciò che indica agli esseri viventi la presenza di una "costrizione" è la sensazione di DISAGIO, che si può percepire in molte forme differenti.

Quali sono le nostre briglie, i nostri morsi?

Quando al mattino guardiamo il cielo azzurro, cosa ci impedisce di vivere con disagio il suo progressivo trasformarsi in una pallida e biancastra coltre di irreali nubi striate?

Cosa ci impedisce di ALZARE LA TESTA?

Sono i nostri problemi quotidiani?
I nostri "impegni"?...

Alcuni esperti di Programmazione Neurolinguistica (PNL) affermano, con giusta consapevolezza, che la sfera degli ideali coincide con un involontario movimento degli occhi VERSO L'ALTO, mentre i pensieri di preoccupazione, dolore, angoscia, producono al contrario un movimento degli occhi VERSO IL BASSO.


Come cavalli, il "morso" delle preoccupazioni, del razionale "buon senso", ci obbliga ad abbassare la testa, ponendoci in uno stato di INFERIORITA' rispetto all'ambiente nel quale viviamo, e conseguentemente obbligandoci ad assumere un atteggiamento remissivo, obbediente, assecondante...
Per evitare di soffrire di questa situazione di schiavitù e prigionia, preferiamo non guardare, per evitare la responsabilità che comporterebbe il prendere coscienza dei fatti che ci circondano (paraocchi volontario).

L'essere umano è addomesticato.

Se qualcuno ha ancora il ricordo della vita selvaggia, e ne avverte il possente ardore, allora non serve dire che DEVE RIFIUTARE IL MORSO.
Deve rifiutarsi di accettare i parametri che il "buon senso" sociale gli suggerisce per essere felice, perché in cambio dovrà accettare redini e briglie.
Deve cercare in sé il senso delle cose.
Deve astenersi da inutili lotte con i propri simili, per sostenere opinioni prese in prestito da altri.
Deve rifiutare le lusinghe dolci e coercitive.
Deve rifiutare l'inganno di un viaggio piacevolo solo guardando col paraocchi.

Rammentare la nostra natura selvaggia, ci consente di riprendere un reale cammino di evoluzione interiore.
Quel cammino si interrompe completamente quando l'umano vive come un animale domestico.

Se poi penso che la maggior parte delle persone non solo accetta le briglie e il morso, bensì le desidera!!...


Il nostro "padrone" è veramente astuto, se è riuscito a produrre questo in noi!

Ma questo è anche splendido perché mostra che il "padrone", per controllarci, ha bisogno di mantenerci incoscienti. Forse in fondo, egli ci teme.

lo sfidante
un altro modo di vedere la cosa, di Carlos Castaneda




Alcuni Vangeli Apocrifi narrano l'origine dell'uomo in maniera differente da come insegnano in catechismo. Un Arconte dispotico, vanitoso e crudele, ha creato l'essere umano per farsi servire. Ma al di sopra di lui, forze impersonali e giuste, avvedendosi della sua meschinità, lo hanno ingannato, facendo si ché nell'uomo sia nascosta una forza a lui potenzialmente superiore. Così l'Arconte Jaldabaoth, adirato, ha prodotto una deformazione nella coscienza umana, affinché questi non possa giungere alla coscenza di se stesso, e servirsene per raggiungere i Cieli, scavalcando i suoi domini.
scarica vangeli apocrifi
scarica vangeli gnostici


Siate liberi, sorridete in potenza alla Vita e al suo mistero!




venerdì 4 maggio 2012

2012 - IL SALTO QUANTICO E' GIA' AVVENUTO?

Chi si interessa del "fenomeno 2012" avrà certamente considerato l'ipotesi del "salto quantico".

tsunami solare - fonte NASA
Blandemente potremmo sintetizzare questa ipotesi così: essendo la realtà della terra, dell'umanità, e degli elementi tutti, apparentemente dipendente da un numero elevatissimo di variabili vibrazionali, come i campi magnetici, la radianza luminosa degli astri, le pulsazioni e vibrazioni della materia densa, e la natura dei campi non-visibili delle cose, e stante il fatto che gli aspetti più macroscopici tra tali variabili appaiono in uno stato di imminente radicale mutazione, sembra ragionevole immaginare un imminente cambiamento nella realtà per come noi la conosciamo.

Mettendo in relazione queste evidenze con le ipotesi derivanti dall'archeologia, e dalle intriganti profezie di alcune persone la cui attendibilità sembra essersi negli ultimi tempi almeno in parte confermata, che vedono proprio nell'anno 2012 il parossismo di un era, l'ipotesi di un cambiamento imminente appare riferibile non più ad un futuro che, per quanto prossimo, risulti incognito, bensì ad un lasso di tempo ben definito, riducibile all'ordine di mesi!



tendenza asintottica del tempo
Se poi utilizziamo la mente in forma rilassata, portandola ad un apertura neutra che ci consenta di osservare con la logica comparativa e analitica il progredire dello sviluppo umano, ed il crepitio furioso di nuove tecnologie oramai super-invasive (nanotecnologie, meccanica quantistica, genetica avanzata, manipolazione della realtà vibrazionale, eccetera), ci possiamo anche in questo caso avvedere di uno sviluppo esponenziale che riduce il fattore tempo, portandolo sempre più verso lo zero.


Poi arriva la "filosofia" dei quanti, e ne deriva una "possibilità evolutiva"...

Se infatti dovessimo considerare la cosa in forma meccanicistica, allo stesso modo in cui facciamo una previsione di bilancio, o calcoliamo a tavolino la data di fine-lavori di un opera pubblica, o conveniamo un appuntamento con amici considerando gli impegni, i mezzi di spostamento e il traffico stradale, la logica ci suggerirebbe che il bilancio sarebbe in perdita, i lavori non potremmo finirli, e l'appuntamento con gli amici finirebbe col saltare...

Allora consideriamo l'impossibile, e solo perché la realtà appare diretta verso un impasse: nessun futuro, tempo 0!

IMPOSSIBILE: "Ciò che si pone fuori dalle possibilità umane"

La realtà viene allora non più mantenuta come K - costante, bensì come V - variabile.

Ovvero: se il ponte che sto costruendo porta in un baratro, sposto il mondo così da farlo coincidere con un versante di terra raggiungibile...

Ed ecco l'ipotesi quantistica di realtà intesa non più come LA realtà, bensì come UNA realtà, una delle tante infinite possibilità in cui "l'onda collassa in particella".

E ci ricordiamo la diatriba dei grandi saggi esoteristi di tutte le epoche: la realtà ha natura intrinseca o solo estrinseca? E' oggettiva, e sopravvive all'osservatore (la coscienza), o è soggettiva, e collassa al collassare dell'osservatore-percipiente?

Non avendo scelta, e per non morire dentro prima ancora di morire fuori, mi sembra comprensibile che collettivamente si inizi a considerare la possibilità che la realtà non sia così "definitiva" e immutabile, oggettivamente esistente ed accertabile, come razionalmente si è sempre voluto credere in quest'Era della Ragione...

Ed ecco il SALTO QUANTICO.

Un click verso una "posizione" differente della realtà, una posizione nella quale tutti gli scheletri delle umane gesta non possano più ghermirci dall'oscurità del passato, dove l'impossibile diventi possibile, un nuovo mondo dove sia assente il dolore, la paura, la morte.
Dove sarà possibile l'impossibile.
Una naturale modificazione di tutta la realtà, partendo dalle basi. Come passare da un sogno ad un altro.

Ma una riflessione la ritengo inevitabile, a questo punto.
E' la stessa riflessione compiuta dai filosofi di tutte le epoche, anche se forse con parole diverse.

Come sai di essere vivo, se ogni notte la tua coscenza si assenta?

Come sai che la realtà che sperimenti al risveglio sia la stessa del giorno precedente?

La risposta è nella MEMORIA.

Ad ogni risveglio, per un attimo, la nostra coscienza si interroga su COSA SIAMO.
Si tratta di un brevissimo istante, quasi fuori dal tempo... è collegato a quella sensazione che alcuni provano ancora da adulti, mentre è frequentissima da bambini; quando si svegliano dopo un sonno colmo di sogni, magari la prima notte giunti nella casa al mare: "dove sono?..."
 ...e per un attimo non riusciamo a ricordare dove ci siamo coricati, non riconosciamo l'ambiente circostante...

Il senso della realtà, e sopratutto della CONTINUITA' e congruenza della realtà, è direttamente dipendente dalla memoria.

Quindi si potrebbe dire che l'unica prova del fatto che la nostra realtà di questa mattina sia simile, conseguente e coerente, a quella di ieri, è che ci ricordiamo com'era, e dopo un breve raffronto, deduciamo che: "si, è la stessa realtà."

Allora viene in mente uno dei metodi più ovvi e notori di cracking informatico: il programma non ci fa entrare se non gli diciamo la "parola d'ordine"? Beh, per riconoscerla il programma dovrà pur averne una copia conservata da qualche parte... allora non devo far altro che entrare nel programma, leggere la sua parola d'ordine che nasconde, e poi scrivergliela.
Così il programma riceverà la nostra parola d'ordine (che è una copia della sua parola che conserva per verifica), e nel raffrontarla non potrà che constatarne l'autenticità!



Così facciamo noi: confrontiamo la realtà percepita con quella che conserviamo nella memoria, e ne accertiamo la coerenza e continuità.

Osservando poi con maggiore attenzione, potremmo renderci conto che il nostro "riscontro mnemonico" utile ad accertare la coerenza della realtà presente non è assoluto, ma risulta essere limitato allo "ieri".
Ma il ricordo dello ieri che andiamo a pescare, comprende anche il ricordo dei giorni precedenti; in questo modo ricordiamo anche eventi passati da giorni o mesi, ma... sembra che il tempo sbiadisca i ricordi, vero?

Così, in una catena di copie mnemoniche, ogni giorno verifichiamo la coerenza della realtà basandoci sul giorno precedente; fatta la verifica, convalidiamo il dato mnemonico, lo copiamo nel presente, e lo conserviamo per verificarlo nuovamente l'indomani mattina...

NB: Avete mai notato che gli esseri viventi sembra debbano obbligatoriamente dormire, pena il collasso del sistema nervoso? ...i sintomi passano dalla stanchezza, alla confusione, alla perdita del senso di identità e della realtà, alla pazzia, allucinazioni e delirio!

Ma cosa succede se la memoria ci inganna?

Negli ultimi anni, numerose persone, confrontandosi tra loro, hanno rilevato discrepanze nella ricostruzione di fatti ed eventi vissuti assieme. Ciascuno ricorda l'evento in modo differente.

Inoltre, nell'enorme casistica delle pratiche di ipnosi regressiva, operata sia in ambito clinico che nel contesto delle cosiddette "ricerche di confine", numerose sono le conferme di persone convinte circa lo svolgersi di un determinato evento passato, che tuttavia a seguito di una seduta ipnotica si ritrovano con ricordi differenti, anche di molto, da quelli precedenti.
Le testimonianze sono talmente estreme da aver portato numerosi scienziati e ricercatori ad ipotizzare un differente paradigma, una differente spiegazione, circa la natura della memoria.
Se infatti prima ci si concentrava sulla ricerca del "dove" fosse conservata la memoria, ora si è giunti a ritenere più coerente il considerare la memoria come un fattore "relativo al presente".
Quindi, l'idea che gli eventi passati della nostra vita determinino irrevocabilmente la qualità del nostro presente, è stata sovvertita. Al contrario, il passato è modificabile, e con lui la memoria dei relativi eventi, o perlomeno la memoria emotiva (il sentimento, o sensazione, collegato al ricordo).

In altre parole, le più recenti e obiettive valutazioni riguardo la memoria, tendono a considerarla come "il passato relativo al presente"; la dimostrazione di questa teoria è nella possibilità, appunto, di modificare la memoria, ovvero il passato, operando sul presente.
Tali modificazioni rientrano nell'ambito di metodi di riprogrammazione psicologica, ipnosi, condizionamento mentale, anche con l'ausilio di tecnologie e sostanze chimiche. Esistono numerose testimonianze a riguardo, anche se ovviamente il telegiornale è più occupato a farcire le nostre esili menti con il gossip.
Chi volesse erudirsi a riguardo, può ancora farlo - non credo che la cosa sarà possibile ancora negli anni futuri - con una seria ricerca documentale, sopratutto mediante la rete internet.

A seguito di "riprogrammazione", i soggetti non possiedono più determinati ricordi, oppure la loro evocazione non e più vissuta con partecipazione emotiva e vitale ("come se riguardassero qualcun'altro...").

Inoltre la nostra memoria è altamente selettiva. Gli eventi vengono conservati solo in ragione dell'intensità del vissuto relativo, pertanto un ricordo privo di coinvolgimento emotivo, finisce col dissolversi.

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Riepilogando:

La realtà di oggi è accertata basandoci sulla memoria di ieri.
La memoria di ieri è basata su quella di l'altroieri, e così via.
La memoria è modificabile operando sul presente, quindi oggi.

Quindi la realtà di oggi è modificabile operando sull'oggi!

Facciamo un esempio:
Se oggi mi svegliassi, e al posto di mia moglie Clotilde trovassi una donna che si chiama Esmeralda, che non conosco (ri-conosco), ne risulterei sbigotto.
Infatti questa donna non coinciderebbe con il mio ricordo di ieri, quando mi sono coricato con Clotilde.
Ma se anche il mio ricordo di ieri, al mio risveglio, mi confermasse che Esmeralda è mia moglie, allora mi limiterei a dire "buongiorno cara", e/o a pensare ""che buon profumo ha...""...

Ricordate il film "Vanilla sky"?...

Nel film, deluso dalla vita resa insopportabile da un evento traumatico, una persona decide di entrare in un sogno lucido creato artificialmente, dove inizia un esistenza senza ricordare di esservi entrato. La sua vita virtuale è stata "giuntata" con la sua precedente vita reale, così da infondere l'illusione di continuità...


Come uscire da questo paradosso circolare?
Evidentemente, esiste un INCONSCIO.

E' infatti nell'inconscio che si possono operare modificazioni al presente capaci di alterare il passato e la memoria.

Il conscio non può alterare il passato e la memoria, ma l'inconscio si.
Resta tuttavia il fatto che l'inconscio sia conclamatamente sempre attivo e all'opera, modificando incessantemente la sua struttura e costituzione...

Ed ecco il risultato: una realtà fluida, in continuo mutamento; mai uguale a se stessa, ma ciononostante percipita dal CONSCIO come coerentemente costante, accertabile, e modificabile solamente secondo una logica causa-effetto.

Il mutamento oggettivo della realtà non è percepito dal conscio.


Il conscio immagina quindi, a sua maniera, una curva di sviluppo della storia umana completamente aleatoria, in quanto verificabile solo in apparenza, per mezzo della memoria soggettiva.

L'inconscio sembra invece contenere informazioni, frammenti di realtà OGGETTIVA, briciole di consapevolezza assoluta... l'inconscio ci trasmette sensazioni, che tuttavia per essere "incluse" nella nostra realtà SOGGETTIVA debbono rientrare nello schema limitato del conosciuto, del conscio.

Tutto ciò cosa centra con il salto quantico?

E' presto detto; il salto quantico è un evento che, pur accadendo, non potrebbe essere rilevato ne accertato dal nostro punto di vista della realtà, in quanto tale punto di vista è soggettivo, in costante quanto inavvertito mutamento.
Dal comune punto di vista, la realtà non può essere percepita in altro modo che non quello lineare, "causale".
Come un software "piratato", il nostro metodo di accertamento della realtà è vano, perché viene costantemente convalidato proprio dai fatti stessi. Il presente convalida il passato, che a sua volta convalida il presente.

Non è chiaro?
Se stamattina mi svegliassi, e il cielo fosse verde, l'unico modo per notarne l'inconguenza sarebbe il confrontarlo con la memoria di un cielo azzurro. Se tuttavia anche nella memoria il cielo lo rammentassi verde, allora non troverei nulla di strano...

Se esiste un altro mondo dove la nostra coscenza-anima potrà proseguire il suo viaggio, per andarci dovremo imparare a camminare tra i mondi, e nel momento cruciale permanere come pura coscienza-osservatrice, capace di abbandonare il Sé stesso.

Curioso questo articolo: http://tomkenyon.com/linee-temporali

Il Sé stesso è materia-ego. L'ego stesso è forma, elemento manifesto, cristallizzazione Yang-espressiva.
Il senso del Sé dipende dalla "durezza", dalla forza con cui la forma-ego è in grado di opporsi alla sua modificazione.
Ogni tipo di conflitto, tra noi e le persone, tra noi e gli eventi, tra noi e noi stessi, è riassumibile in un contrasto tra elementi yang-forma psicologici.

La creazione di un nuovo mondo per l'Anima richiede un integrale riutilizzo e riorganizzazione di tutti gli elementi tattwici (fuoco-infrarosso/terra/acqua/aria/fuoco-ultravioletto/etere), e questo può avvenire solo con la creazione di nuovo intento-pensiero (fuoco-ultravioletto) di natura totalmente Yin-femminile (iper-yin), con cui riorganizzare la materia grezza totalmente yang-maschile (iper-yang).

Il reset del mondo-forma interiore è indispensabile per poter entrare in un nuovo mondo.

Eros Poeta