Chi si interessa del "fenomeno 2012" avrà certamente considerato l'ipotesi del "salto quantico".
Blandemente potremmo sintetizzare questa ipotesi così: essendo la realtà della terra, dell'umanità, e degli elementi tutti, apparentemente dipendente da un numero elevatissimo di variabili vibrazionali, come i campi magnetici, la radianza luminosa degli astri, le pulsazioni e vibrazioni della materia densa, e la natura dei campi non-visibili delle cose, e stante il fatto che gli aspetti più macroscopici tra tali variabili appaiono in uno stato di imminente radicale mutazione,
sembra ragionevole immaginare un imminente cambiamento nella realtà per come noi la conosciamo.

Mettendo in relazione queste evidenze con le ipotesi derivanti dall'archeologia, e dalle intriganti profezie di alcune persone la cui attendibilità sembra essersi negli ultimi tempi almeno in parte confermata, che vedono proprio nell'anno 2012 il parossismo di un era, l'ipotesi di un cambiamento imminente appare riferibile non più ad un futuro che, per quanto prossimo, risulti incognito, bensì ad un lasso di tempo ben definito, riducibile all'ordine di mesi!
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| tendenza asintottica del tempo |
Se poi utilizziamo la mente in forma rilassata, portandola ad un apertura neutra che ci consenta di osservare con la logica comparativa e analitica
il progredire dello sviluppo umano, ed il crepitio furioso di nuove tecnologie oramai super-invasive (nanotecnologie, meccanica quantistica, genetica avanzata, manipolazione della realtà vibrazionale, eccetera), ci possiamo anche in questo caso avvedere di
uno sviluppo esponenziale che riduce il fattore tempo, portandolo sempre più verso lo zero.
Poi arriva la "filosofia" dei quanti, e ne deriva una "possibilità evolutiva"...
Se infatti dovessimo considerare la cosa in forma meccanicistica, allo stesso modo in cui facciamo una previsione di bilancio, o calcoliamo a tavolino la data di fine-lavori di un opera pubblica, o conveniamo un appuntamento con amici considerando gli impegni, i mezzi di spostamento e il traffico stradale, la logica ci suggerirebbe che il bilancio sarebbe in perdita, i lavori non potremmo finirli, e l'appuntamento con gli amici finirebbe col saltare...
Allora consideriamo l'impossibile, e solo perché la realtà appare diretta verso un impasse: nessun futuro, tempo 0!
IMPOSSIBILE: "Ciò che si pone fuori dalle possibilità umane"

La realtà viene allora non più mantenuta come K - costante, bensì come V - variabile.
Ovvero: se il ponte che sto costruendo porta in un baratro, sposto il mondo così da farlo coincidere con un versante di terra raggiungibile...
Ed ecco l'ipotesi quantistica di realtà intesa non più come LA realtà, bensì come UNA realtà, una delle tante infinite possibilità in cui "l'onda collassa in particella".
E ci ricordiamo la diatriba dei grandi saggi esoteristi di tutte le epoche:
la realtà ha natura intrinseca o solo estrinseca? E' oggettiva, e sopravvive all'osservatore (la coscienza), o è soggettiva, e collassa al collassare dell'osservatore-percipiente?

Non avendo scelta, e per non morire dentro prima ancora di morire fuori, mi sembra comprensibile che collettivamente si inizi a considerare la possibilità che la realtà non sia così "definitiva" e immutabile, oggettivamente esistente ed accertabile, come razionalmente si è sempre voluto credere in quest'Era della Ragione...
Ed ecco il SALTO QUANTICO.
Un click verso una "posizione" differente della realtà, una posizione nella quale tutti gli scheletri delle umane gesta non possano più ghermirci dall'oscurità del passato, dove l'impossibile diventi possibile, un nuovo mondo dove sia assente il dolore, la paura, la morte.
Dove sarà possibile l'impossibile.
Una naturale modificazione di tutta la realtà, partendo dalle basi. Come passare da un sogno ad un altro.
Ma una riflessione la ritengo inevitabile, a questo punto.
E' la stessa riflessione compiuta dai filosofi di tutte le epoche, anche se forse con parole diverse.
Come sai di essere vivo, se ogni notte la tua coscenza si assenta?
Come sai che la realtà che sperimenti al risveglio sia la stessa del giorno precedente?
La risposta è nella MEMORIA.
Ad ogni risveglio, per un attimo, la nostra coscienza si interroga su COSA SIAMO.
Si tratta di un brevissimo istante, quasi fuori dal tempo... è collegato a quella sensazione che alcuni provano ancora da adulti, mentre è frequentissima da bambini; quando si svegliano dopo un sonno colmo di sogni, magari la prima notte giunti nella casa al mare: "dove sono?..."
...e per un attimo non riusciamo a
ricordare dove ci siamo coricati, non
riconosciamo l'ambiente circostante...
Il senso della realtà, e sopratutto della CONTINUITA' e congruenza della realtà, è direttamente dipendente dalla memoria.
Quindi si potrebbe dire che l'unica prova del fatto che la nostra realtà di questa mattina sia simile, conseguente e coerente, a quella di ieri, è che
ci ricordiamo com'era, e dopo un breve
raffronto, deduciamo che: "
si, è la stessa realtà."

Allora viene in mente uno dei metodi più ovvi e notori di cracking informatico: il programma non ci fa entrare se non gli diciamo la "parola d'ordine"? Beh, per riconoscerla il programma dovrà pur averne una copia conservata da qualche parte... allora non devo far altro che entrare nel programma, leggere la sua parola d'ordine che nasconde, e poi scrivergliela.
Così il programma riceverà la nostra parola d'ordine (che è una copia della sua parola che conserva per verifica), e nel raffrontarla non potrà che constatarne l'autenticità!
Così facciamo noi: confrontiamo la realtà percepita con quella che conserviamo nella memoria, e ne accertiamo la coerenza e continuità.
Osservando poi con maggiore attenzione, potremmo renderci conto che il nostro "riscontro mnemonico" utile ad accertare la coerenza della
realtà presente non è assoluto, ma risulta essere limitato allo "ieri".
Ma il ricordo dello ieri che andiamo a pescare, comprende anche il ricordo dei giorni precedenti; in questo modo ricordiamo anche eventi passati da giorni o mesi, ma... sembra che il tempo sbiadisca i ricordi, vero?
Così, in una catena di copie mnemoniche, ogni giorno verifichiamo la coerenza della realtà basandoci sul giorno precedente; fatta la verifica, convalidiamo il dato mnemonico, lo copiamo nel presente, e lo conserviamo per verificarlo nuovamente l'indomani mattina...
NB: Avete mai notato che gli esseri viventi sembra debbano obbligatoriamente dormire, pena il collasso del sistema nervoso? ...i sintomi passano dalla stanchezza, alla confusione, alla perdita del senso di identità e della realtà, alla pazzia, allucinazioni e delirio!
Ma cosa succede se la memoria ci inganna?
Negli ultimi anni, numerose persone, confrontandosi tra loro, hanno rilevato discrepanze nella ricostruzione di fatti ed eventi vissuti assieme. Ciascuno ricorda l'evento in modo differente.
Inoltre, nell'enorme casistica delle pratiche di ipnosi regressiva, operata sia in ambito clinico che nel contesto delle cosiddette "ricerche di confine", numerose sono le conferme di persone convinte circa lo svolgersi di un determinato evento passato, che tuttavia a seguito di una seduta ipnotica si ritrovano con ricordi differenti, anche di molto, da quelli precedenti.
Le testimonianze sono talmente estreme da aver portato numerosi scienziati e ricercatori ad ipotizzare un differente paradigma, una differente spiegazione, circa la natura della memoria.
Se infatti prima ci si concentrava sulla ricerca del "dove" fosse conservata la memoria, ora si è giunti a ritenere più coerente il considerare la memoria come un fattore "relativo al presente".
Quindi, l'idea che gli eventi passati della nostra vita determinino irrevocabilmente la qualità del nostro presente, è stata sovvertita. Al contrario, il passato è modificabile, e con lui la memoria dei relativi eventi, o perlomeno la
memoria emotiva (il sentimento, o sensazione, collegato al ricordo).
In altre parole, le più recenti e obiettive valutazioni riguardo la memoria, tendono a considerarla come "il passato relativo al presente"; la dimostrazione di questa teoria è nella possibilità, appunto, di modificare la memoria, ovvero il passato, operando sul presente.
Tali modificazioni rientrano nell'ambito di metodi di riprogrammazione psicologica, ipnosi, condizionamento mentale, anche con l'ausilio di tecnologie e sostanze chimiche. Esistono numerose testimonianze a riguardo, anche se ovviamente il telegiornale è più occupato a farcire le nostre esili menti con il gossip.
Chi volesse erudirsi a riguardo, può ancora farlo -
non credo che la cosa sarà possibile ancora negli anni futuri - con una seria ricerca documentale, sopratutto mediante la rete internet.
A seguito di "riprogrammazione", i soggetti non possiedono più determinati ricordi, oppure la loro evocazione non e più vissuta con partecipazione emotiva e vitale ("come se riguardassero qualcun'altro...").
Inoltre la nostra memoria è altamente selettiva. Gli eventi vengono conservati solo in ragione dell'intensità del vissuto relativo, pertanto un ricordo privo di coinvolgimento emotivo, finisce col dissolversi.
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Riepilogando:
La realtà di oggi è accertata basandoci sulla memoria di ieri.
La memoria di ieri è basata su quella di l'altroieri, e così via.
La memoria è modificabile operando sul presente, quindi oggi.
Quindi la realtà di oggi è modificabile operando sull'oggi!
Facciamo un esempio:
Se oggi mi svegliassi, e al posto di mia moglie Clotilde trovassi una donna che si chiama Esmeralda, che non conosco (ri-conosco), ne risulterei sbigotto.
Infatti questa donna non coinciderebbe con il mio ricordo di ieri, quando mi sono coricato con Clotilde.
Ma se anche il mio ricordo di ieri, al mio risveglio, mi confermasse che Esmeralda è mia moglie, allora mi limiterei a dire "buongiorno cara", e/o a pensare ""che buon profumo ha...""...
Ricordate il film "Vanilla sky"?...
Nel film, deluso dalla vita resa insopportabile da un evento traumatico, una persona decide di entrare in un sogno lucido creato artificialmente, dove inizia un esistenza senza ricordare di esservi entrato. La sua vita virtuale è stata "giuntata" con la sua precedente vita reale, così da infondere l'illusione di continuità...
Come uscire da questo paradosso circolare?
Evidentemente, esiste un INCONSCIO.
E' infatti nell'inconscio che si possono operare modificazioni al presente capaci di alterare il passato e la memoria.
Il conscio non può alterare il passato e la memoria, ma l'inconscio si.
Resta tuttavia il fatto che l'inconscio sia conclamatamente sempre attivo e all'opera, modificando incessantemente la sua struttura e costituzione...
Ed ecco il risultato:
una realtà fluida, in continuo mutamento; mai uguale a se stessa, ma ciononostante percipita dal CONSCIO come coerentemente costante, accertabile, e modificabile solamente secondo una logica causa-effetto.
Il mutamento oggettivo della realtà non è percepito dal conscio.
Il conscio immagina quindi, a sua maniera, una curva di sviluppo della storia umana completamente aleatoria, in quanto verificabile solo in apparenza, per mezzo della memoria soggettiva.
L'inconscio sembra invece contenere informazioni, frammenti di
realtà OGGETTIVA, briciole di consapevolezza assoluta... l'inconscio ci trasmette sensazioni, che tuttavia per essere "incluse" nella nostra
realtà SOGGETTIVA debbono rientrare nello schema limitato del
conosciuto, del conscio.
Tutto ciò cosa centra con il salto quantico?
E' presto detto; il salto quantico è un evento che, pur accadendo, non potrebbe essere rilevato ne accertato dal nostro punto di vista della realtà, in quanto tale punto di vista è soggettivo, in costante quanto inavvertito mutamento.
Dal comune punto di vista, la realtà non può essere percepita in altro modo che non quello lineare, "causale".
Come un software "piratato", il nostro metodo di accertamento della realtà è vano, perché viene costantemente convalidato proprio dai fatti stessi. Il presente convalida il passato, che a sua volta convalida il presente.
Non è chiaro?

Se stamattina mi svegliassi, e il cielo fosse verde, l'unico modo per notarne l'inconguenza sarebbe il confrontarlo con la memoria di un cielo azzurro. Se tuttavia anche nella memoria il cielo lo rammentassi verde, allora non troverei nulla di strano...
Se esiste un altro mondo dove la nostra coscenza-anima potrà proseguire il suo viaggio, per andarci dovremo imparare a camminare tra i mondi, e nel momento cruciale permanere come pura coscienza-osservatrice, capace di abbandonare il Sé stesso.
Curioso questo articolo:
http://tomkenyon.com/linee-temporali
Il Sé stesso è materia-ego. L'ego stesso è forma, elemento manifesto, cristallizzazione Yang-espressiva.
Il senso del Sé dipende dalla "durezza", dalla forza con cui la forma-ego è in grado di opporsi alla sua modificazione.
Ogni tipo di conflitto, tra noi e le persone, tra noi e gli eventi, tra noi e noi stessi, è riassumibile in un contrasto tra elementi yang-forma psicologici.
La creazione di un nuovo mondo per l'Anima richiede un integrale riutilizzo e riorganizzazione di tutti gli elementi tattwici (fuoco-infrarosso/terra/acqua/aria/fuoco-ultravioletto/etere), e questo può avvenire solo con la creazione di nuovo intento-pensiero (fuoco-ultravioletto) di natura
totalmente Yin-femminile (iper-yin), con cui riorganizzare la materia grezza
totalmente yang-maschile (iper-yang).
Il reset del mondo-forma interiore è indispensabile per poter entrare in un nuovo mondo.
Eros Poeta