sabato 16 novembre 2019

CAMBIO STANDARD TV: UNA TRUFFA PER IMPORRE OBSOLESCENZA, UNA COLTELLATA ALL'AMBIENTE


Il lago nero di Baotou. Video e foto

Come sapete le grandi aziende ICT cambiano continuamente tecnologie, richiedono aggiornamenti, e programmano a tavolino la morte dei componenti elettronici (obsolescenza programmata):
Ma questo caso appare ancor più sfacciato: si cambia il codec video delle trasmissioni satellitari.
Dunque non sono le aziende a pretendere che tutti buttino il vecchio televisore, è la Legge!

Se dunque è vero che da sempre qualunque pc può aggiornare i propri codec, tanto che MP4 (il nuovo standard di transizione prima dell'HEVC) è un formato che oramai conosciamo tutti, pare ugualmente vero che a nessuna multinazionale interessi consentire l'aggiornamento software dei propri dispositivi, visto che fa guadagnare molto di più sostituire l'intera tv per una questione banale di software.
Per capirci, immaginate che ad ogni nuova release di Windows fosse necessario gettare il pc!

La notizia:
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/televisori/news/.......mi
(anziché tv nuova è possibile optare per un decoder, prezzo medio 100 euro)

Ma andiamo per ordine, annoiamoci un po (io ho perso tre ore) e vediamo numeri ufficiali e incontestabili per farci un opinione veramente nostra:

 Imposta di smaltimento:
Per lo smaltimento degli elettrodomestici (chiamati RAEE - rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; le TV sono RAEE3), il costo è stato stabilito in base al peso con la seguente suddivisione: per i prodotti fino a 2 kg ci sono 0,25 centesimi, superati i 2 kg e fino al raggiungimento dei 5 kg ci sono 0,25 centesimi, dai 5 ai 10 kg 1 euro, dai 10 ai 30 kg l’aggiunta è di 2 euro, oltre i 30 kg e fino ad un massimo di 60 kg il raee è di 5 euro. Per tutti i prodotti che eccedono i 60 kg la cifra è di € 12,00.
Il settore video con interesse per i Tv e l’Audiovideo si aggiungono 0,50 centesimi per videocamere, dvd, videoregistratori, hi-fi, amplificatori e fotocamere. Per i televisori fino a 32 pollici € 3,50 mentre saliamo a € 7,00 per gli schermi più grandi dei 32 pollici.
conferite 60.000 Ton di R3 nel 2018
“in linea con l’andamento fatto registrare negli ultimi anni e frutto essenzialmente del cambio tecnologico nelle apparecchiature per la riproduzione di
immagini; il totale delle quantità sfiora comunque le
60.000 tonnellate”

imposta tra 3,5 e 7 = 5 euro a televisore

Consumo:

circa 300 Kw per ora

Inquinamento:
Un televisore emette ogni ora dai 52 ai 195 grammi di CO2 ed ha un costo di funzionamento che va da 0,8 a 3 centesimi.
8/06/2016
https://www.repubblica.it/ambiente/2016/06/08/foto/dalla_tv_al_pc_elettrodomestici_nemici_dell_ambiente-141562275/1/#8

Obsolescenza:
“Lo studio, non a caso, coincide con la crescita in Europa del movimento Right to Repair, che mira a contrastare l'obsolescenza programmata, cioè la pratica per la quale i prodotti sono volutamente mal progettati, impossibili o troppo costosi da riparare e, per questo, vengono sostituiti prematuramente. E’ difficile verificare se davvero le aziende intenzionalmente accorciano la durata dei gadget, ma la percentuale di dispositivi difettosi sostituiti dai consumatori è passata dal 3,5 per cento nel 2004 all'8,3 per cento nel 2012.”
18/09/2019

Numeri e televisori in Italia:
In Italia nel 2008 i beni tecnologici più diffusi sono il televisore, presente nel 95,4% delle famiglie e il cellulare (88,5%).
Periodo di riferimento: Anno 2008 | Data di pubblicazione: 27 febbraio 2009
Tipo di documento: COMUNICATO STAMPA ISTAT
https://www.istat.it/it/archivio/televisione?page=2

5 milioni di televisori venduti in Italia nel 2015.
Triplichiamo per semplicità riferendoci così anche al 2014 e 2016:
15.000.000 di televisori venduti prima del 2017*
*notasi che dal 2017 in poi si sono continuati a vendere i vecchi televisori con offerte speciali ancora per molto tempo, dunque queste cifre sono probabilmente inferiori alla realtà.
Aggiornamento nuovi standard 2020
NOTA: il passaggio al codec MPEG4 (codec video per nulla nuovo, nato nel 1996 e finalizzato nel 1998) non riguarda teoricamente l’hardware, bensì il software. Tuttavia le casemadre non hanno venduto prodotti aggiornabili, dunque sono da buttare anche se perfettamente funzionanti e tecnicamente NON obsoleti.
“Nella prima fase del passaggio, i canali DTT abbandoneranno lo standard MPEG-2 per usare esclusivamente l’MPEG-4 (attualmente impiegato solo dai canali HD, quelli dal 500 in su). La transizione definitiva invece avverrà a luglio del 2022 con il passaggio allo standard HEVC.”
https://www.altroconsumo.it/hi-tech/televisori/news/.......mi



Dunque facciamo i calcoli:
almeno 15.000.000 di televisori da cambiare
X 1000 € a televisore nuovo acquistato
oppure
X100 € a decoder acquistato
= da 5 a 15 Miliardi di euro di guadagno per le multinazionali.
= da 5 a 15 Miliardi di euro persi dall’economia nazionale direttamente estratti dalle tasche degli italiani per obbligo governativo.
= almeno 100 milioni di kg di televisori da smaltire
(50 milioni di kg solo in Lombardia nel 2011, trend in crescita costante)
= almeno 1 milione di kg di sostanze gravemente inquinanti immesse nell’ambiente.
E tutto questo senza migliorare l’hardware, ovvero SENZA ALCUN MIGLIORAMENTO SULL’IMPATTO AMBIENTALE, che attualmente produce almeno 1 Kg di CO2 al giorno.

Guardate questo video, uno dei pochi trapelato dalla Cina:https://www.popoffquotidiano.it/2015/04/14/il-lago-nero-di-baotou-video-e-foto/

Alla luce di ciò, i 151 Milioni di euro di contributo statale per sostituire il vecchio televisore, sono come sparare sul morto! (...sempre con soldi della gente)

martedì 12 novembre 2019

SOGNAVO, POI HO APERTO GLI OCCHI (IN UN ALTRO SOGNO)


Risultati immagini per osservatore
"Era solo un sogno, e poi ho aperto gli occhi..."
Questa frase è emblematica di uno specifico momento, che a molti è capitato vivere... ma la maniera usuale di interpretarne il senso è errata.
Solitamente si intende infatti rimarcare la differenza tra una condizione “non reale” causata da una sorta di sogno allucinatorio, ed un altra “reale” cui si giunge dopo aver “aperto gli occhi”.
Eppure io vi dico che se avessimo gli occhi veramente aperti scopriremmo che la realtà stessa è un sogno.
Vi dico anche che ogni “realtà” è soggettiva, e ciascuna assume un valore assoluto proprio in ragione di una sorta di identificazione allucinatoria. Una realtà è “vera” perché crediamo lo sia.

Ho sentito la frase in questione, o sue varianti, in numerose situazioni differenti:
- Ho provato a trovare un lavoro meno umiliante, ma poi ho dovuto accettare il fatto che sono nato povero e morirò povero.
- Ho provato a curarmi senza andare dal medico, e per poco non morivo. Fortuna mia moglie mi ha aperto gli occhi e ora che mi sono tolto le tonsille sto bene.
- Ho provato a pensare che fossi solo stressato, ma alla fine la mia psicologa mi ha aperto gli occhi sulla mia malattia bipolare, e ora grazie ai farmaci posso fare una vita normale.
- Credevo nell'amore e nella fedeltà, ma dopo l'ennesima delusione ho capito che si sta meglio da sole/i, e che posso trovare compagnia facile su badoo quando voglio.
- Credevo veramente si potesse cambiare qualcosa, ma col tempo ho capito che bisogna farsi i cavoli propri, e mi sono alleato al miglior offerente.

Ricorda il mito del bel giovane povero, che deve decidere se credere possibile per lui, umile maniscalco, poter ambire alla mano della principessa...

Ma se pensiamo che questa situazione psicologica sia espressiva di un passaggio da una condizione di maggior inganno ad una di minor inganno, ci sbagliamo. E' un evento interiore molto conosciuto in ambito religioso. Dopo la conversione, si afferma: "ero cieco, e ora vedo chiaro. La luce di Dio mi ha illuminato. Correvo dietro ad una felicità effimera, e ora ho capito che non importa cosa possiedo, se ho Dio nel cuore".

Ma persino nelle sette motivazionali più pericolose, quelle che chiedono migliaia di euro per "essere dei nostri", si afferma di aver avuto un risveglio, e puntualmente che "ora sono molto più felice".

Questi esempi dovrebbero bastare a mostrare la vera natura di questo fenomeno, che rappresenta null'altro che il momento di passaggio da un paradigma esistenziale ad un altro, ovvero da un sistema di appoggi psicologici a un altro: un cambio di egregor e relative simbiosi psicologiche.

Potrei per esempio passare da un paradigma dove i medici vengono visti come degli sconosciuti soggetti alla corruzione come tutti, dunque pericolosi, ad un altro dove in ogni caso si vive meglio fidandosi dei medici anziché sospettandone, e che pertanto è opportuno attribuire implicitamente ad un camice bianco una sorta di intimità familiare.
Oppure, tipicamente, passare da un paradigma dove l'esperienza dell'amore di coppia sia la cosa da perseguire, ad un altro dove viene considerato impossibile, dunque accontentarsi di contatti effimeri sia la chiave della felicità.
In entrambi i casi, il cambiamento è nel modo di guardare le cose, e questo dipende sempre dagli elementi con cui entriamo in contatto e sui quali poggiamo il nostro equilibrio psicologico: se d'un tratto scopriamo che esiste la musica punk, potremmo avere la "rivelazione" che quella rock non è affatto la migliore, ma è veramente una scoperta oggettiva? Eppure comprendiamo facilmente che la musica viene apprezzata solo se dentro di noi emotivamente "risuona", e che dunque la musica che esprime rabbia risuona in chi è arrabbiato, etc. Potremmo infatti vivere immersi nella musica punk, ma non notarla affatto sin quando dentro di noi non iniziamo a provare sentimenti similmente collerici, violenti e decadenti...
Ad esempio, è frequente che l'omosessualità venga sperimentata come "alternativa" dopo una delusione sentimentale, a dimostrare che proprio il terreno emotivo insicuro tipico della situazione rende più aperti all'eventualità omo.
Quando si prova disagio, è naturale volersene liberare il prima possibile, e questo ci rende decisamente più tolleranti. Nessuno desidera cambiare qualcosa che sta apprezzando: "squadra vincente non si cambia"... ma quando la squadra non vince, molti decidono di cambiar gioco anziché migliorare la squadra, affermando che era un gioco nel quale non si poteva vincere.
E qui chiamiamo la volpe, che quando non riesce ad arrivare all'uva decide di reputarla troppo acerba... è facile infatti che questa situazione, questo cambiamento, ottenga come risultato una diminuzione del carico esistenziale. 

Soluzioni? Non ha senso parlarne, perché questo tipo di cambiamenti sono naturali ed inevitabili.

E' giusto e sacrosanto cercare di porsi in una condizione interiore ed esteriore più felice, costruttiva e corrispondente a ciò che siamo e pensiamo in quel dato momento della nostra vita.
Ricordiamo però che ogni volta che ci siamo convinti di una realtà, avevamo l'errata convinzione di trovarci di fronte a qualcosa di oggettivo. Questo ci può mostrare che non lo era. Non è mai oggettivo. Dunque la scelta non può essere guidata esclusivamente dalla fuga dal dolore, ma richiede una riflessione intima e personale. I vari "consiglieri" che ci circondano, non possono far altro che passarci se stessi e la loro visione del mondo, e lo fanno attraverso il medesimo percorso logico che sostiene la loro scelta. In questo caso, senza un punto fermo dentro di noi, un elemento autentico e indubitabile, siamo purtroppo foglie al vento. La mente lineare non può ignorare le informazioni una volta introiettate, dunque ci consiglierà di accettare la proposta. Questa parte di noi è prevedibile, e conduce al materialismo esistenziale.

Resta poi la raccomandazione dei saggi: "se fai qualcosa, cerca di scoprire veramente perché, altrimenti potresti scoprire che le ragioni che ti spingono sono temporanee, e non corrispondono a ciò che in te è eterno."

Sogniamo inconsapevolmente un mondo dentro cui camminiamo, tra gioia e dolore.