In questo inaudito e tetro scenario sociale, si innesta ora un ulteriore argomento all-in per la totale saturazione dell'infosfera, ovvero di quello spazio teorico di ampiezza non infinita, ovvero specificamente limitata, costituito dalla nostra idea individuale della realtà e del mondo: le frettolose elezioni da spiaggia di questa estate 2022.
Si aggiungerà a quei non-argomenti di questi ultimi due anni, ovvero quei pochi, pochissimi e tormentosi argomenti di cronaca che hanno invaso ogni mezzo di comunicazione negli ultimi anni in forma sempre più efficiente... quali?
Sicuramente gli ultimi sono covid, trump, ucraina...
Insomma da molti anni il 99% della nostra attenzione è stata assorbita da fatti e avvenimenti che paiono ingegnerizzati proprio allo scopo di non lasciare spazio a null'altro. Era impossibile dibattere seriamente sulla minaccia eugenetica mentre si duellava tra leoni da tastiera nel capire se le torri del WTC erano state abbattute dal deep state americano o dai cattivi terroristi, come era impossibile riuscire ad affrontare seriamente l'alienazione, depressione e suicidio degli adolescenti durante le torture e le repressioni del coronaevo mentre si era completamente assorbiti nel tentativo di arginare il fiume di balle sciorinate dai media confutandone i contenuti.
Insomma è diventato quasi impossibile non notare che gli eventi che hanno assorbito quasi totalmente la nostra attenzione negli ultimi anni paiono creati dalle stesse mani di coloro che li strombazzano in maniera ossessiva.
Tutti i dibattiti erano dunque totalmente incentrati su affermazioni da un lato, e argomenti per confutarle dall'altro.
Un po' come se una fidanzata rancorosa si mettesse d'un tratto a gridare "aiuto, questo maniaco mi sta picchiando"... tutta la piazza si volterebbe verso il ragazzo con aria minacciosa, e questi dovrebbe impegnare le sue risorse nel negare tali affermazioni. La sua difesa sarebbe concentrata nel dimostrare che NON E' VERO.
Estensivamente, possiamo intuire la natura del fenomeno etichettato come "negazionismo"... ma veniamo all'argomento di questo post.
Da molto tempo oramai, e ben oltre le misure della mia tolleranza intellettuale, i termini "comunista", "fascista" e "nazista" vengono strumentalizzati dialetticamente da qualunque fazione sociale.
Il bello è che il suo utilizzo in senso negativo avviene sempre alla luce del sole, mentre coloro che vi ravvisano suggestioni positive lo fanno nell'ombra... Freud probabilmente direbbe che così "si generano mostri nell'inconscio".
Come per altre parole-tormentone, anche di queste non è ammesso alcun vaglio critico, discussione epistemologica, accertamento storico, giudizio distaccato...
La caratteristica dei tormentoni è infatti quella di aver sovrascritto la semantica con suggestioni emotive.
La componente emotiva è infatti l'elemento primario di qualunque ideologismo di tipo fanatico, e possiamo includere tranquillamente i fan-club, i tifosi, i cinofili, etc.
Come per il calcio, non vi sono mai particolari ragioni per giustificare la possente mole di emozioni appassionate che evoca la squadra del cuore... in altre parole una squadra vale l'altra, ma ciascun tifoso, nell'allucinazione del proprio credo, potrebbe persino sentirsi nel diritto di darmi un pugno per una tale "blasfema" affermazione.
Infatti siamo già ben abituati a vivere nel non-sense di una socialità dove la maggior parte di individui appare gravata da forme di "psicosi legalizzata", e questa abitudine porta progressivamente a diffuse patologie a carico della cosiddetta "massa". Se la massa fosse dunque un individuo, sarebbe un malato di mente.
Entro questo scenario diviene quindi impossibile notare, ad esempio, che i sentimenti di stampo ideologico che accompagnano negativamente la parola "fascista" in Italia sono identici a quelli che accompagnano la parola "comunista" in USA.
In Bulgaria nessuno o quasi usa la parola "nazista" per indicare una dispotica dittatura, mentre al suo posto usa la parola "comunista".
Insomma una bella confusione, che sembra peraltro decisamente contraddittoria visto il forzato trend di omogeneizzazione culturale imposto alle masse dai potenti del mondo.
Come è possibile che nell'era della comunicazione non si ritrovino un italiano, un americano e un bulgaro in una stanza virtuale, svelando la verità sulla questione? Semplice: non è una questione, ovvero si tratta di un dogma.
Quando una parola sprofonda nella nostra mente dei dogmi, non è più confutabile. La materia grigia tace, mentre varie zone del cervello emozionale si attivano.
Un po' come dire che un tifoso del milan si emoziona allo stesso modo di un tifoso della squadra avversaria.
Non si tratta più quindi di due diversi fenomeni, ma dello stesso fenomeno.
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antifa a New York
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| evocazioni paranaziste - film The Wall |
Il rosso (marte) ed il nero (saturno), i principali pianeti malefici dell'astrologia Jyotish, appaiono dunque tanto nelle evocazioni cinematografiche che negli antifascisti.
Non si tratta dunque di diverse maniere di intendere il governo o la socialità, tra loro in lotta. Come per il calcio, tutti i tifosi sono d'accordo nel considerare tempo ben speso il trascorrere del tempo in gregge assistendo a della gente che corre dietro ad un pallone.
Non discutono neppure sul fatto che sia opportuno affidare l'organizzazione dei tornei ai commercianti e venditori di fumo.
Non dibattono ne il "cosa" ne il "come".
Si tratta solamente di una banale forma di fanatismo, e come tutti gli "ismi" dipendono ossessivamente dalle parole. Che ne sarebbe del Milan se si chiamasse Pippo? I milanisti diventerebbero pipponi? No, probabilmente si disperderebbero confusi, chiedendo in giro se qualcuno ha visto della gente a strisce marte/saturno...
Ed è proprio nella fissazione sulla parola che la patologia mentale si illumina come una lucciola, mostrando in tutta la sua evidenza quanto sia priva di sostanza, e costituita di materia emotiva. Questa materia emotiva è tuttavia capace di innescare potenti sconvolgimenti fisiologici. Come tutti gli elementi oggetto di fanatica credenza, le parole "fascista", "comunista" e "nazista" generano enormi sommovimenti mentali, energetici, fisiologici... insomma dei veri e propri pulsanti di attivazione di meccanismi automatici.
Nella campagna elettorale di questa estate sul baratro della recessione, si ripete dunque il generoso titillarsi a piene mani su chi sia fascista, comunista, entrambi o una fantasia a pois dei due.
Ma come sopra ho già spiegato, in merito non dibattono ne il cosa ne il come, perché su questo si trovano inconsapevolmente (lo sono tutti i fanatici) d'accordo.
Come per altri duelli ideologici, come quello sul genere sessuale, la mia indole asciuttamente acquariana mi impone di ristabilire il senso corretto applicando un progressismo filosofico di base. In altre parole, entro direttamente nel merito partendo dalla base, fuori dai reami dogmatici della mente intermedia, luogo del più cieco e bigotto conservatorismo.
La chiave per andare oltre gli ISMO connessi con tali parole, è quella di riaccendere nuovamente la materia grigia, la mente razionale, per sottoporre a vaglio critico proprio il COSA ed il COME.
Se una coalizione politica si presenta come basata sul buon senso, sulla verità, sulla giustizia e sul rispetto dei sentimenti più sani dell'animo umano, deve dunque rigettare ogni scontro di tifoseria.
Se lo facesse, scoprirebbe senza bisogno di alcuna overdose di fosforo che questi termini presentati come antagonisti hanno più cose in comune di quante in contrasto.
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| scolari fascisti |
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| ragazzi deformati dall'indottrinamento - film The Wall |
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| scolari cinesi |
Devo davvero mettermi ad elencare i "cosa" ed i "come" che fascisti/nazisti/comunisti sono d'accordo col proporre?
Non lo farò. E' banale, e sono certo che sia benefico che ciascuno usi questo stimolo per riaccendere la mente ed emanciparsi dai propri fanatismi strutturali oramai radicati nel subcosciente.
Evidenzio solo questo: il duellare tra fa e antifa è una infantile perdita di tempo. Entrambi amano fondamentalmente una cosa: LE REGOLE
Non è sfuggito a tutti, infatti, che anche la parola "anarchia", sequestrata dalla sinistra oramai da molti anni, poteva suonare credibile solo laddove, e fintanto che, la sinistra si collocava come anti-sistema.
Abbiamo infatti notato tutti che durante il coronaevo, governato da un sistema democratico di sinistra, tutte le flange "anarchiche" tacevano compostamente mascherate...
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| Anarchici bulgari |
Gianni e Pinotto, assieme a Franco e Ciccio e persino a Bud Spencer e Terence Hill, si accoppiano dunque bene quanto comunisti e fascisti nel concepire un mondo migliore a suon di
regole e omologazione sociale.
Possiamo facilmente immaginare l'itterizia che dovrebbe venire ad un vero anarchico...
Questo è il vero dilemma di questo secolo: le regole migliorano la società?
E' una questione di farne di giuste, oppure sono proprio le regole ad esercitare un effetto castrante sotto il profilo evolutivo?
Si tratta di una questione profondamente filosofica, che evoca atmosfere persino buddiste o advaita.
Se dunque si volesse fare un passo in avanti nell'evoluzione della Polis, questo dovrà consistere nel far sedere assieme tifosi del milan e della juventus, e previa consapevolizzazione dell'effimero valore del proprio fanatismo ideologico, procedere con una serena discussione su quali e quante regole si debbano introdurre.
"L’effetto prodotto dall’errata discriminazione è considerato reale per
tutto il tempo che persiste la condizione dell’errore.
Quando nel sonno proiettiamo l’universo-sogno, per riconoscerlo
come evento illusorio ci occorre cambiare lo stato di coscienza perché fino
a quando sogniamo non ci è possibile farlo; è solo al risveglio, con una
nuova presa di coscienza, che noi possiamo dire: il sogno era illusione.
È bene considerare un’importante caratteristica del Vedanta e tenerla
presente se si vuole comprendere tutto il processo realizzativo Advaita.
Il Vedanta sostiene che per riconoscere l’errore in cui si dibatte un
essere e scoprire la verità, occorre uscire da una simile condizione di coscienza illusoria. L’uomo è tormentato da indefiniti conflitti, specula su
ciò che è semplicemente il frutto delle sue immaginazioni, è attanagliato
dalla condizione del bene e del male e da tutte le dualità relative allo stato
particolare di consapevolezza in cui vive.
D’altra parte tende in maniera inconscia alla perfezione, a migliorare il suo destino e quello del prossimo. Di continuo si trova di fronte
problemi insolubili: sul piano religioso, scientifico, educativo ed economico-sociale. Per ovviare a questa modalità di vita, tenta di trasformare
strutture, regimi, filosofie e costumi, ma non tocca l’essenza, causa recondita di questo stato di cose; in altri termini non trasforma se stesso.
A che vale fare una rivoluzione, allontanare dal potere una particolare
classe di individui quando questi sono sempre avidi di ricchezze, di desideri materiali incontrollati, intrisi di cupidigia, di orgoglio e separatività?"
[Raphael - dal commento al Vivekacudamani - Edizioni Asram Vidya]
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| dipinto di Zdzislaw Beksinski |
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