Gli umani non sono una specie, bensì moltissime, al pari di qualunque altro essere vivente in natura.
La riduzione della biodiversità è correlata con un eguale fenomeno entro la sfera umana.
Tuttavia, in mancanza di una consapevolezza della biodiversità umana, resta impossibile da rilevare.
Le centinaia di migliaia di specie umane si stanno riducendo per omogeneizzazione e selezione artificiale, al pari dei polli e del grano che mangiamo.
""Nel cosmo esistono 8.400.000 forme di vita, 900.000 delle quali sono acquatiche, 2.000.000 sono costituite da alberi e piante; 1.100.000 sono piccoli esseri viventi come insetti e rettili; 1.000.000 di volatili; 3.000.000 sono animali ed infine 400.000 sono specie umane.""
[dal Padma Purana]
Non parliamo affatto, ovviamente, di ciò che confusoriamente gli scienziati definiscono "specie", ovvero il concetto di specie biologica, fisica, materiale.
Chi non riesce ad elevare il concetto di "umano" e di identità al di sopra del mero involucro di carne, è a ragione definibile "materialista". E' una religione, e come tale impone fanatismi dogmatici per impedirne la deriva. Questo livello di riflessione non è pertanto accessibile a tali persone.
Dunque evitate di titillarvi col fact-checking: se scrivete "biodiversità umana" si parla sempre di carne e materia, mai di spirito o psiche o senso della vita o quant'altro della carne si serve ma non è.
SPECIE significa SPECIE COSCIENTIVA
La coscienza evolve, la coscienza muta. Il corpo è un riflesso della coscienza. Le forme di speciazione sono fenomeni di pertinenza della coscienza.
Le specie artificiali hanno una peculiarità: non sopravvivono in natura, e non appartengono ad una biocenosi, non si inseriscono in un equilibrio.
La selezione artificiale è un processo industriale, massivo, livellante e controllato. Ogni giorno migliaia di persone lavorano nel settore, ed i loro metodi di selezione artificiale sono sovrapponibili ad i modelli di marketing e di influencing sociale.
Basta solo guardare, e chiunque potrà notarlo.
Ripristinare o incentivare il ripristino delle biodiversità è un azione prima di tutto di coscienza, che deve avvedersi del "come" tutto ciò accade, e delle sue ripercussioni e connessioni trasversali.
Non basta piantare due alberi di essenze antiche qui e la. Occorre comprendere che tra un bosco ceduo ed un bosco in biocenosi vi è la stessa differenza che possiamo trovare tra un pollo in un allevamento ed un gallo cedrone in libertà.
Questo vale per tutti noi, e ci tocca a ciascuno in misura differente, ma ci tocca!
E se ci sembra invece che non ci tocchi, che non riguardi noi, osserviamo meglio...
Se ad esempio riduciamo le persone a ciò che materialmente rappresentano per noi, o possono darci e toglierci, stiamo facendo selezione artificiale, e al pari del pollo, lo stiamo selezionando pensando che sia nient'altro che un paio di chili di carne.
Attualmente l'habitat sociale è artificiale. La nostra specie individuale è sostanzialmente un animale selvatico ridotto in cattività, che progressivamente sta dimenticando la sua natura per trasformarsi in un ibrido artificiale, che al pari dei polli si imporrà come unica specie massiva, a discapito delle specie umane naturali, ovvero perdendo l'umana biodiversità.





