sabato 30 marzo 2013

METODO PER CALMARE LA MENTE - i cinque passi del Respiro Consapevole

Premetto che la tradizione vedica, come anche quella buddhista, non considerano le pratiche, o i metodi, allo stesso modo in cui vengono oggi considerati. Talvolta usano il termine "mezzi abili"...



L'esecuzione di un attività, o l'utilizzo di un Mudra o di un Asana, sono considerati come elementi funzionali ad attivare determinati processi dell'essere. Lo scopo è ottenere uno stato dell'essere, non un risultato materialmente misurabile.
Qualunque pratica porta ad un risultato indiretto, mentre il praticante maturo ottiene lo stesso risultato per evocazione diretta.
Per comprendere meglio, possiamo immaginare la differenza nell'utilizzare la concentrazione tra una persona immatura, che richiede l'attrattiva di numerose immagini suadenti (attenzione passiva o involontaria), ed una matura, in grado di direzionare volontariamente la propria attenzione in forma concentrata su un qualunque oggetto.
Il sensazionalismo nell'ostentazione di risultati "spirituali" è più frequente invece allorquando la spiritualità costituisce un bene di scambio, commercio, o semplicemente vanto personale.

Esistono comunque dei trucchi; essi sono utili soprattutto per giungere a sperimentare alcuni stati interiori, la memoria dei quali ci consente di rievocarli in forma diretta e volontaria.

IL RESPIRO INFLUENZA LA MENTE,
LA MENTE INFLUENZA LE EMOZIONI,
LE EMOZIONI AGITANO IL CORPO,
IL CORPO INQUIETA IL RESPIRO...

Il corpo e il respiro sono connessi. Il respiro viene chiamato, dai Buddhisti, "il condizionante del corpo".
Calmando il respiro, il corpo diviene anch'esso calmo, rilassato e tranquillo. La mente di conseguenza, ed altri esiti sottili si aprono...

Bene, per meglio comprendere, immaginiamo di voler catturare e domare un cavallo selvaggio.
Per riuscire nel suo intento, il cacciatore procede per fasi...

1 - Egli individua un branco di cavalli selvaggi. Ponendosi defilato, su un altura, li osserva con discrezione. Con attenzione stabile e paziente, inizia col SEGUIRLI, inseguendoli con lo sguardo nei loro spostamenti. In questo modo ne comprende le dinamiche collettive. Ora può scoprire i punti di riunione del branco, i luoghi di riposo, le radure dei giochi, gli angoli dell'amore. Egli ora conosce il territorio ed il percorso d'azione del branco.

[seguire il respiro senza interferire]
 

2 - Consapevole di questo egli, il cacciatore, SCEGLIE UN PUNTO LUNGO IL PERCORSO dove osservare accuratamente i singoli individui, per scoprirne il carattere, per comprenderne i punti deboli, le paure, le meccaniche ed il loro rapporto con la natura che li ospita. Poco a poco intimizza con essi, inducendoli a rilassarsi in un comportamento spontaneo; vivendo fra loro, ne comprende le dinamiche e gli istintivi segreti.

[osservare il respiro in un punto adatto ove è intenso e manifesto, solitamente la punta del naso]


3 - Restando costantemente in quel punto del percorso, egli annulla se stesso e l'essere cacciatore; diviene il centro immutabile del movimento del branco. Questo lo rende passivo e ricettivo; egli ora VEDE ciò che il branco vede. Fattosi cavallo, il cacciatore pensa allo stesso modo della preda, e riceve le immagini mentali del branco. Si accorge così dei loro desideri, dei loro moventi; scopre il perché delle loro azioni, scopre gli elementi di attrazione e repulsione che motivano la loro vita quotidiana.

[ricevere immagini mentali restando nel punto prescelto]



4 -Il cacciatore opera ora un inversione. Avendo creato un canale di ricezione, egli usa il medesimo canale per trasferire immagini al branco. Egli CREA IMMAGINI e le condivide col branco, e gioca con gli effetti di questa manipolazione attiva, sperimentando i vari effetti prodotti dal mutare di immagini create. Prosegue con curiosità fino ad intimizzare con questa nuova capacità, che diviene spontanea e naturale.

[creare immagini mentali restando nel punto prescelto, e giocare con i loro effetti]


5 - Gli esperimenti sono ora cessati. Egli è pronto a cavalcare. Il cacciatore SCEGLIE UN IMMAGINE appropriata, e la mantiene. Il cavallo è domato.
Il cacciatore ora sta cavalcando.

[scegliere un immagine mentale neutra, come un punto di luce, e mantenerla con serena concentrazione, calmando completamente il respiro]



Sull'argomento consiglio: "La consapevolezza del respiro - Buddhadasa"

giovedì 28 marzo 2013

L'ANIMA E IL VIAGGIO DELL'ACQUA


Il continuo sciogliersi e ridepositarsi del sale marino è il residuo di un esperienza; è il risultato di un viaggio dell'acqua nei quattro Regni, e del suo amoreggiare con fuoco, aria e terra...

Ella nei secoli vive come vento, correndo sui prati, volando sopra montagne dove ghiaccia, e riposa nella trasparenza ombrosa di luoghi che seguono il tempo delle rocce... finché una primavera, particolarmente focosa, la lancia in aria emozionandola e poi, poi giù precipitando fino al suolo, grasso di vita!  In esso si inebria di sensualità organica, compiendo più e più viaggi attraverso regni fantasmagorici: piante, animali... gocciolando da paglie di quarzo, le cui memorie si scorgeranno poi nelle galaverne di febbraio.

E così è il viaggio dell'Anima, che attraverso finestre di tempo immisurabile, accumula grani di luce; come in un ciclo di periodici ritorni ove il mare riporta puntualmente il proprio carico di sale, ma arricchito di doni di saggezza ed esperienza.

Evoluzione e involuzione sono parte del ciclo. Ma nel suo viaggiare, il testimone trasforma e distilla l'universo.

martedì 26 marzo 2013

RICORDI QUEL GIORNO... ERANO I TEMPI DELLA LUCE...

E' difficile, in questo periodo storico dell'umanità, mantenere sotto controllo la conoscienza. Questo è dovuto al fatto che il progresso di crescita della CO-SCIENZA è stato di molto rallentato rispetto a quello della CO-NO-SCIENZA.

Le motivazioni sono ravvisabili in quello che ho chiamato SPECIALISMO, già descritto in alcune mie conferenze e incontri pubblici...

Lo "specialismo" è la forma manifesta di un upgrade sistemico innestato nell'egregor collettivo, che ha fatto le sue prime apparizioni molti anni fa, almeno una dozzina di centurie... ma questo come dicevo è l'aspetto manifesto, apparente.

L'osservazione di questo fenomeno, una volta intuita la sua natura, porta all'agghiacciante constatazione dei suoi esiti a lungo termine: il transumanesimo.
http://es.wikipedia.org/wiki/Transhumanismo

Come si arriverà ad essere in-formatici, o in-formicai, non è dato saperlo, ma la direzione la possiamo intuire... ed è proprio la recidività nel operare omissioni di coscienza, nel preferire le scelte deresponsabilizzanti, nell'allontanare i bocconi amari, per preferire quelli dolci e suadenti... è proprio in questo il fattore sistemico, ed è in-terno.

Il buon senso è ingannevole.
Esiste ancora in noi l'Anima del mondo? Ricordiamo ancora quella luce?...






lunedì 18 marzo 2013

AGIRE E SOGNARE

Da un dialogo con un amico...
"Lo so che sei arrabbiato, e che senti desiderio di azione per attuare un cambiamento. So che ritieni che sia possibile, che sia possibile trasformare le cose in meglio; per te, per i tuoi cari, per coloro dai quali non vorresti mai separarti...
So che ti senti capace di immaginare scenari migliori, sociali, culturali, umani, e che ritieni utile lottare per il loro raggiungimento. So anche che il non agire è per te come una zavorra, e tutti coloro che potresti chiamare "menefreghisti" hanno il tuo biasimo.

Ma mi sento di dirti questo... nella mia vita ho attraversato esperienze che mi hanno fatto consolidare una visione differente.

Il mondo è per me un sogno solido; denso e coinvolgente, intenso e parimenti pericoloso, ma pur sempre un sogno, dove qualcuno sogna inconsapevole di sé, dando sempre troppa importanza ai contenuti del sogno, che ovviamente lo includono come oggetto creato, e non creatore.

I fenomeni del tempo, il mondo delle forme ed i loro caroselli ripetitivi; i vortici dei sentimenti e la loro caducità. La morte, le morti, i mille mondi, la linea sottile della ragione, l'amore... in qualche modo sono tutti dentro di me.
Ed è in me che si consumano contrasti, attriti e conflitti. E' dentro di me che devo sistemare il mondo, e per farlo ho bisogno di tutta la mia attenzione, di sobrietà d'intento e di un enorme quantità di energia.

Sii ispirato. Sii fuoco"

lunedì 11 marzo 2013

AUTOPROTEZIONE - anche in questo il Cammino è un filo di rasoio




La prima cosa che la persona deve ammettere, per iniziare un rapporto sincero con se stessa, è che non sarebbe al mondo senza i propri istinti di autoprotezione.

Però non bisogna confondere le aberrazioni dell'io che interpretano tali istinti come meccanismi, con la regalità di questi istinti in sé...
Uccidere il corpo a volte è quello che vuole l'io. L'io non è solo tuo, ma anche clonato in tutti gli altri, e macroscopicamente, ci vivi dentro. Come è in alto, così in basso.

Così il tuo mondo sei tu. Il tuo mondo sei tu in Anima e in Ego (o io, o me stesso, o autoidea, ecc.). Il tuo mondo è entrambi. L'ego interpreta a proprio comodo, l'Anima anche.
Se vuoi salvare capra e cavoli, finisci sempre col dar ragione all'ego, perché l'ego E', l'Anima no. L'Ego è Yang e manifesto. L'Anima è yin, ed è solo Curiosità di Vita, e potenzialità d'esperienza...

Su questo l'ego ha già vinto. E secoli hanno mostrato gli infiniti movimenti orizzontali dell'umanità, che in questo tentativo di salvare capra e cavoli girano a vuoto, apparentemente senza compiere alcun movimento verticale, ma solo delineando un evoluzione che poco a poco definisce il dominio di un mondo informatico, fatto di strutture logiche simbiotiche tra macroego egregorici e piccoli ego installati nelle singole persone.
...questo tranne alcuni umani, dei quali la storia ovviamente non può parlare se non in termini comprensibili all'ego stesso, finendo inevitabilmente in quel processo di "normalizzazione" delle conoscenze intuitive che da luogo, nella sua forma più evidente, alle grandi e piccole religioni. Che altro non sono che altri macroego egregorici.

Anche in questo, il Cammino è un filo di rasoio.

mercoledì 6 marzo 2013

COSCIENZA E REALTA' - vivere il presente modifica il mondo

DOMANDE RISPOSTE
tra G.C. e Eros Poeta

G.C.: Ho visto la conferenza di Eckhart Tolle che avevi tradotto e doppiato. Egli fa una lunga digressione sulla questione della "quietudine" e sulla totale accettazione incondizionata del momento presente. Verso la fine della conferenza si afferma che questa resa interiore, automaticamente, attua una trasformazione dell'evento osservato. In che modo avviene questa trasformazione? Svela o spiega l'operazione che la Coscienza svolge per penetrare la realtà e modificarne la struttura...che poi, più che digressione, era proprio il concetto principale!


Eros Poeta: 
Senza riguardarmi la vecchia confe di Tolle, ti dico due cose per spiegare:
1 - noi viviamo consciamente in un mondo creato inconsciamente, ma non sapendo di esserne artefici, spesso lottiamo contro gli eventi come se avessero un esistenza propria, autonoma: è come tentare di spostare una sedia sulla quale, senza avvedercene, siamo seduti.
2 - alla base del processo di creazione del mondo, vi sono le reazioni di attrazione/repulsione, che spesso generano esiti in direzione di ciò che aumenta la nostra attenzione, in particolare in direzione di ciò che temiamo.
Se quindi modifichiamo l'1 mediante la coscienza del momento presente, che si traduce in una manovra di spostamento dell'osservatore in una posizione neutrale dalla quale assistiamo a "noi stessi che creiamo" assieme a "noi stessi che esperiamo la vita", modifichiamo anche il 2, smettendo di produrre fenomeni causali logoranti e inutili.
La resa interiore è lo stato che consegue alla presa di coscienza del punto 1, la trasformazione dell'evento consiste nel sovvertimento del punto 2.




G.C.: Madò, e io che avevo paura di aver fatto una domanda che implicava una risposta troppo complessa per essere discussa qui. Hai il dono della sintesi, non c'è che dire:)
    Ieri notte non ho chiuso occhio, ero in crisi nera. Ogni volta che nella mia vita ho provato a interrompere o a non identificarmi con il flusso dei pensieri, osservavo che una volta essermi emancipato dagli strati più superficiali di questo flusso subito emergevano strati più profondi che non riuscivo a controllare o osservare con la stessa nitidezza dei primi. Andando sempre più in profondità nel silenzio vedevo l'orrore della stratificazione dei pensieri. Esistono strati di "discorso" o "chiacchiericcio" mentale che sono pressochè inafferrabili perchè usano una grammatica che la coscienza ordinaria non riesce a leggere. Il guaio è che sono attivi tanto quanto quelli più superficiali. Questo mi da un senso di impotenza terribile perchè sono costretto a subire la visione di un film che, consciamente, non ho scelto. Quando Tolle invita ad accettare il corso degli eventi come se lo avessimo scelto noi, senza interferire e senza interpretare, promuove un modello "Yin" che va in controtendenza col modello "Yang" che propugnano certi insegnati della "manifestazione" moderni. Laddove oggi si insegna ad aggredire volitivamente l'evento osservato penetrandolo a suon di emozioni positive, Tolle insegna (come nello Zen) a lasciare che sia l'evento a penetrare in noi.
    Ok, fin qui va bene... ma non riesco a inserire in questo discorso la meccanica delle stelle. Cioè, ho notato che praticamente tutti gli eventi del film-vita trovano esatte corrispondenze col movimento dei pianeti che a loro volta si relazionano ai 5 elementi (includiamo l'Akash). Sto approfondendo gli influssi planetari e con loro gli influssi degli elementi (un giorno faremo una chiacchierata interessante su questo argomento) e mi chiedo in quale misura il subire la manifestazione sia da attribuire all'inconscio o ai movimenti elementali-planetari. Se accettiamo l'idea che il Cosmo è dentro di noi e non è all'esterno allora mi chiedo quale sia il punto di congiunzione fra il nostro inconscio e i pianeti-elementi.
    Mi sento di vivere come in una prigione con le sbarre invisibili, in un sistema carcerario cosmico dove qualcun'altro decide per me.
    Ultima cosa: Tolle dice di accettare la Natura, di non andarle contro... a me pare che lo gnostico, invece, tenda a dichiarare guerra alla natura e al suo sistema di sfruttamento energetico.
    Uno di questi giorni dobbiamo assolutamente parlare...



Eros Poeta: la meccanica delle stelle è banalmente uguale a tutte le altre meccaniche che agiscono simultaneamente; in verità non si tratta di molti eventi, ma di un unico evento-significato; il conscio non vuole vedere alcune cose dell'inconscio, stante il fatto che l'Ego esiste solo mantenendo il rapporto del punto 1 di cui sopra.
Così l'ego crea un installazione non-conscia, che potremmo chiamare subconscio; la sua natura, e la sua maniera di essere rilevata sottilmente dal conscio (...quello strano sentore sfuggente...), sono le medesime delle verità contenute nell'inconscio. Questo strato (subconscio) si frappone tra il conscio e l'inconscio; è anche la sede delle credenze, con le quali l'umanità resta dormiente; la gnosi la chiama "mente intermedia"
 Se una cosa che l'inconscio vuole dirci, il conscio non la vuole vedere, o non la può vedere a causa del firewall del subconscio, allora facciamo i tarocchi, interpretiamo i sogni, leggiamo le stelle... in fondo ogni cosa siamo noi e parla di noi; così l'inconscio può parlarci.
Però nasce il problema che queste "letture" vengono poi interpretate dalla mente conscia, la quale potrebbe facilmente essere gravata e viziata dagli stessi ego che creano il firewall. Così nascono interpretazioni di comodo, semplicistiche, facilone, o semplicemente gratificanti per l'ego; così i grandi insegnamenti degenerano in religioni rette da potenti egregor, che agiscono come condizionatori sul corpo mentale conscio, che massimamente è Ego.



G.C.:  Il problema resta l'accettazione, la resa. Sono abbastanza sensibile per cogliere certi segnali sincronici che l'inconscio mi sta inviando, compreso i sogni... il punto è che ci sono cose che non riesco ad accettare. I segnali attorno a me, le sensazioni, spesso mi parlano di cose non molto piacevoli. Cose che magari so che potrebbero creare dolore a me o a qualche persona che mi sta vicino. Tutto questo è estremamente banale perchè talvolta mi basta osservare i transiti planetari (evidentemente è un tipo di linguaggio al quale la mia parte conscia si è abituata) per predire con una certa esattezza l'andazzo di certi eventi. Questa cosa è pericolosa per due motivi: 
1 - si rischia di cadere nel determinismo 
2 - la conseguenza del determinismo è il nichilismo più abbietto
Una parte di me è tentata di voler reagire per modificare il corso degli eventi, magari per salvare una persona in difficoltà (è un pò la sindrome del santo: quando qualcosa non va ecco che ci vuole mollare il miracolo). Questa reazione però rischia di farmi agitare tanto per nulla... infatti più si fa resistenza e più si affoga, come nelle sabbie mobili.
Finora ho notato che quando decido di stare fermo, di non opporre resistenza e di accettare, sorgono in me derive nichiliste accompagnate da un senso di solitudine, di impotenza e di accettazione negativa (come la pecorella che accetta il suo ingresso al mattatoio).
E' come pretendere che un bambino sia costretto a guardare la scena truculenta di un film horror senza che istintivamente metta le mani davanti agli occhi.
Tolle mi ha dato l'ultima speranza che la semplice osservazione senza giudizio possa cambiare la regia del film. Questo significherebbe dominare gli stessi elementi, insomma, essere un Mago.
Come si può entrare nell'accettazione nel senso positivo del termine?
 



Eros Poeta: considera questo: mentre noi sognamo il mondo, con tutti i loro abitanti, anche gli abitanti sognano, e sognano di noi; significa che esiste un intensità di radianza causale, che talvolta va in competizione, altre volte in associazione risonante costruttiva.
Malanga usa il termine "conflitto di coscienze", e lo reputa impossibile in via generale. Credo che sia più giusto dire che la coscienza (che è 1) non può andare in conflitto con se stessa, tuttavia la coscienza frammentata (Ego) va in conflitto volentieri, sia tra se e se, sia tra se e gli altri, sia a livello fisico, che a livello energetico e causale...
Per questo più persone allineata dal punto di vista yang-causale generano effetti molto più evidenti.
Per questo gli egregor più grandi hanno più potere, anche di plasmare la forma mentis collettiva, le mode, le culture, eccetera.
Per questo il mondo per come lo conosciamo, è un Super Egregor
.
 Ciò significa che da un lato siamo completamente responsabili (lato yang) non solo di cosa accade a noi, ma anche di ciò che accade a chi ci sta attorno, e dall'altro, non lo siamo affatto (lato yin).
 

L'apparente paradosso è risolvibile solo con la terza forza. E' il Tao.
 






La posizione è nel centro; l'osservazione è libera, non deterministica, oggettiva.
L'azione è diretta, pura, ispirata. Yang.
L'accettazione è totale, incondizionata. Yin.
L'osservatore è esterno ad entrambe, e gioca con l'esperienza. Ora lui è Anima. TAO, coscienza consapevole.