conversazione tra Silvana e Eros
D:
Silvana
21 marzo 2010 alle ore 20.06
Ciao Eros, mi permetto di scriverti, poichè ci sono alcune
cose che vorrei approfondire. Sto facendo un percorso di auto osservazione. Mi
sta succedendo una cosa molto strana (?). Spero di riuscire a spiegarmi. Ormai
quando faccio auto osservazione, mi sento come testimone di ciò che mi succede
o sto facendo. Nelle situazioni più semplici, ma anche in quelle più complesse.
Per esempio: sono una persona sportiva, mi è successo facendo una ferrata (
arrampicata), non solo mi vedo dal...di fuori, ma non sento più la sensazione
che provavo prima ( adrenalina, emozione, paura), così in mountain byke, non
sento più lo sforzo fisico. Mi succede ( perdona la mia audacia) anche facendo
l'amore. Mi vedo, ma non sono più presa dall'intensità, dall'emozione del
momento, ed anche il culmine del piacere non mi...invade più come prima. Come
se io fossi divisa a metà (schizofrenia?) Come se riuscissi a staccarmi dal mio
corpo e non solo, dalle emozioni. Sto impazzendo? Credo di no, ma mi piacerebbe
sapere se sto sbagliando: Anche se ormai è automatico. Però non riesco più ad
essere coinvolta pienamente in nulla. E questo mi spaventa un pò! Spero che tu
abbia tempo e desiderio di rispondermi. Grazie, Silvana )
R:
Eros Poeta
22 marzo 2010 alle ore 12.04
Ciao Silvana
Intanto vorrei osservare che, vivendo secondo quanto
suggerisce il nostro Ego, seguendo i dettami della società, ricalcandone i
falsi valori suggeriti, adottando condotta gregaria, facendo le cose come
"gli altri" si aspettano, eccetera, si rientra i quello che si chiama
"normale". In questo modo, tutto quello che non vi rientra diventa
"strano" o "non normale".
Però anche semplicemente il volersi sdraiare a fare un
pisolino sul pavimento diventa oggetto di stupore e disapprovazione, ironia e
persino timore, da parte dei "normali".
La normalità tuttavia da sicurezza all'Ego, che si sente
così in grado di individuare più facilmente un soggetto pericoloso dal suo
comportamento "strano".
La faccenda diventa convincente perché molto spesso l'Ego ha
ragione: una persona "strana" potrebbe essere tale in quanto cova
rancori patologici nei confronti della società, di una persona, di una razza...
una persona che non parla mai con nessuno spesso parla da sola, coltivando la
tendenza a vivere in un mondo proprio, nel quale egli è sovrano, con le proprie
leggi che potrebbero essere deliranti, rispecchiando tutte le pulsioni più
sinistre dell'io.
Ma esistono delle eccezioni: sono quelle persone strane
perché hanno trasceso piccole o grandi leggi, divenendo di-fatto esseri umani
differenti. Per tale motivo, le masse li guardano con timore, attribuendogli
magari potenzialità pericolose.
Chiunque, in un modo o nell'altro, effettui qualche
cambiamento spirituale interiore, profondo e definitivo, diventa
"strano".
E' per tale motivo che il praticante deve progressivamente
cessare di cercare negli altri approvazione per il proprio stile di vita,
iniziando anzi a tenere comportamenti di comodo, atti a non provocare reazioni
e a non destare troppa attenzione nella massa.
Vivere con il corpo nel sistema, ma con la testa fuori.
Applicare la "follia controllata" di Castaneda.
Tutte queste parole per dirti che il tuo stato E' strano, e
che questa stranezza verrà vista dal tuo Ego come qualcosa di preoccupante
(l'Ego si comporta esattamente come il sistema, come la massa).
Nella psiche esistono degli Ego che si occupano di tenere
sotto controllo altri Ego. Quindi alcune tendenze criminali, insite nella
nostra psiche, vengono controllate da io-poliziotti, i quali ovviamente
prendono di mira tutti i "tipi strani" che incontrano.
Per tale motivo, considera il fatto che ESISTE SOLO LA TUA
REALTA' PARTICOLARE. Solo quella è giusta e vera.
Qualunque cosa tu sia, è opportuno che si riveli.
E' possibile che questa tendenza sia anche di natura
pseudo-traumatica, ovvero sia venuta a maturazione una traccia karmica
(impressione) rimasta nascosta da tempo, magari attivata da qualche recente tua
esperienza.
Può darsi che il circuito del cervello emozionale venga
by-passato come risposta protettiva, per evitare il contatto con l'evidenza di
tale traccia karmica.
Ma è anche possibile che autosservandoti tu abbia posto in
quarantena alcuni Ego, che erano anche quelli che detenevano una parte
rilevante delle tue emozioni abituali, che pertanto ora non si presentano più.
Qualunque mia osservazione, non può che essere superficiale.
Però se ti può essere utile, possiamo continuare a
confrontarci per stimolare la tua intuizione e riflessione profonda, e
quantomeno per non restare sola con questo dissidio.
Inizia col verificare se il tuo stato di "distacco"
può essere associato ad una sensazione di pace, oppure solo di apatia.
........................................................................
D:
Silvana
Inviato: mercoledì 24 marzo 2010 21.41
ciao Eros, eccomi qui.
Volevo chiederti, tutti gli accadimenti della vita, ciò che
succede, soprattutto quelli negativi ( traumi infantili, abbandoni, violenze) toccano
solo la personalità, oppure incidono più profondamente nella nostra anima? Non
ho avuto una bella infanzia, che mi ha segnata un pò, ma voglio capire che è
successo e perchè! Ciaoooo!!!!! Silva
R:
venerdì 26/03/2010 13.32
Eros Poeta:
Per la tua domanda, posso dire che gli accadimenti non hanno
mai una caratteristica reale di “positivo” o “negativo”. Assumono tale
caratteristica a causa del “come” vengono vissuti”. Ovviamente, un certo tipo
di eventi vengono generalmente vissuti come “negativi”; ciononostante, per
qualcuno perdere il lavoro, o perdere il compagno/compagna, potrebbe risultare
anche positivo!...
Detto questo, risulta più evidente il fatto che, per la
Coscienza, che appartiene al dominio dell’Eternità, che considera la vita e
l’esistenza come un movimento perenne, una vibrazione edificante, non esistono
eventi positivi e negativi, ma solo eventi-in-se.
Per l’Ego, invece, ogni evento è positivo o negativo, e
mantiene una memoria risultante che ne definisce il comportamento e la tendenza
futura.
Quindi, si può dire che qualunque evento esiste in forma
“oggettiva” sia per l’ego che per la coscienza profonda, per l’Essenza animica,
ma mentre per l’ego ogni evento vissuto da luogo ad una IMPRESSIONE, che
costituisce la base per nuovi ego, per rimorsi, per complessi, per nodi
psicosomatici, per conflitti interiori, eccetera,
per l’essenza animica invece ogni evento rappresenta una
misura per auto conoscersi, un modo per il Creatore di conoscere se stesso,
così Dio osserva se stesso dal di dentro, attraverso gli occhi della nostra
anima, che come una goccia d’acqua mostra al suo interno il Sole.
Per questo motivo la strada dell’autoconoscenza inizia con
“l’agire cosciente”. Portare consapevolezza in ogni nostro gesto, pensiero,
emozione, porta l’Essenza in tale gesto, che come tale non produce più
impressioni, che avvelenerebbero presente e futuro.
Rifletti… prendi coscienza della tua particolarità; ciò che
sei non sarebbe potuto realizzarsi diversamente. Il giudicare tutto quello che
ci capita, allorquando ci capita, è un’azione che produce IMPRESSIONI.
Guardati i filmati video che ho doppiato di Eckhart Tolle:
UNA NUOVA COSCIENZA
ESSERE QUIETUDINE
Le impressioni del passato ci coinvolgono nel presente,
producendo a loro volta nuove impressioni, e segnando il nostro futuro.
Inventa un nuovo modo di considerare il presente; un modo
completamente libero dal passato. Tu non sei obbligata ad essere il risultato
di ciò che hai provato nel passato, perché altrimenti equivarrebbe a proibirti
di cambiare e di migliorare.
Devi rinunciare al passato; ciò che hai provato in passato,
ripulito dalle impressioni dolorose che lo accompagnano, resta semplicemente un
evento, neutro e interessante.
Nessuna ferita profonda per l’anima; la nostra anima è qui
da tempo immemore. E’ qualcosa di eterno, adatto a vivere nell’eternità, e non
potrebbe farlo portando ferite per ciascun evento.
…
Intanto ti saluto…
Eros


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