domenica 25 marzo 2018

FAKE NEWS, FALSE NEWS, TRUE NEWS - come concentrarsi sull'aspetto sbagliato...ancora dolosamente

Molti articoli di recente riferiscono ad uno studio considerato "maximum", che descrive alcuni numeri statistici relativi al fenomeno in questione con l'accuratezza interpretativa di un pettinatore di bambole professionista.

Tra quelli più interessanti, non tanto per l'accuratezza di cui sopra, piuttosto per l'eleganza con cui si fa beffe del lettore, trovo vi sia l'Internazionale.

Testata riconosciutamente moderna e all'avanguardia, molto amata dai "cittadini" giovani e dagli studenti-viaggiatori. Parimenti considerata "autorevole" anche dalla generazione X, che ne apprezza soprattutto l'oroscopo di Rod, resta il giornale del politically correct, araldo di neoculture liberiste google-based.
Insomma, leggere l'Internazionale fa molto "aggiornato" e al passo coi tempi.

Si può dunque dire senza tema che la sua influenza sulla cultura europea sia estremamente alta.

Proviamo a buttare li dei numeri ipotetici: da 1 a 10, quanto influenza la cultura europea il giornale "Leggo", e quanto "L'Internazionale"?
Diciamo il primo 1, il secondo 10?

Dunque se una cosa la scrivo io sul mio blog, possiamo immaginare che non ne verrà certo una rivoluzione culturale, mentre se il "Times" o  il "Lancet" o "L'Internazionale" propongono un articolo con focus su un tema caldo che tocca tutti, la sua influenza potrebbe fare la differenza.
E ovviamente è il caso di "Science", autore del citato "rapporto epocale sulle fake news":
http://science.sciencemag.org/content/359/6380/1094

L'Internazionale lo rimbalza con ulteriori conclusioni molto proprio dell'autore, che tuttavia propone come assodate (del tipo: "come,sei ignorante e non lo sai?").
Tra queste fa epoca questa: "...paura e disgusto, bisogna ricordarlo, orientano a destra".

Cos'è, e con quale autorità, che questa giornalista vorrebbe ricordarci?

Secondo la psicologia relazionale, non è affatto vero. Dunque è fake news?
Il disgusto è difatti utilizzato molto di più a favore delle sinistre, che abbisognano di attivismo sociale come motore di consolidamento (sessismo, razzismo, animalismo, ecologismo...). Le destre puntano invece sull'intimidazione, minacciando ogni forma di "proprietà" (i nostri figli, le nostre donne, la nostra casa...).

Molti oggi puntano il dito sul "vero" e "falso", ma è decisamente un errore, dunque è ragionevole ritenere che sia un errore voluto.

Anni fa stava difatti trapelando anche fuori dagli addetti ai lavori il principio dell'influencing.
E di questo si tratta ancora! Influenzare non significa per forza dare notizie FALSE.
Nell'influencing si PAGA per aumentare o persino inibire o boicottare la circolazione di qualche notizia o OPINIONE.
Difatti anche uno stupido capirebbe che una notizia assume più o meno il colore di chi la scrive, come dell'esempio dell'Internazionale.
E' facile notare come al termine del citato articolo appaiano altri articoli che però mostrano evidente polarizzazione a sinistra; la vicenda dei vandalismi a Firenze è emblematica nel suo contrapporsi a quella correlata del ragazzo di colore ucciso. Se dunque voglio spingere a destra, titolerò "guardate cos'hanno fatto alle nostre proprietà"; se invece voglio spingere a sinistra, scriverò: "parla la moglie dell'uomo ucciso a firenze".

Se una cosa non viene riportata dai media, non esiste. Se riportata dai media, esiste.

Il problema dell'autenticità è il vero fake!

Sarebbe sufficiente tracciare la notizia in modo che vi sia sempre un autore responsabile, ma questo esporrebbe tutti i giornalisti-influencer ad essere smascherati.
Dunque si tenta di puntare il dito verso il pubblico, come se fosse quest'ultimo l'autore delle "falsa notizie", ben sapendo che non è affatto vero.

Non si tratta di cosa si dice, ma di come!
Una notizia diventa influente sul pubblico quando gli tocca delle corde psicologiche, quando lo emoziona, spaventa, eccita...

La definizione corretta sarebbe difatti "captious-contents".
Tra questi possiamo trovare:
- fake-news (notizie inventate dolosamente)
- ads-news (notizie sponsorizzate, ovvero create per influenzare il pubblico)
- fake-opinion (opinioni false di personaggi influenti)
- fake-images (immagini ritoccate per indurre reazioni)
- stir-campaigns (campagne sociali tendenziose per sobillare)
- dialectical-cheat (adozione e/o creazione di termini offensivi per etichettare correnti di opinione)
- back-news (contenuti vecchi offerti come nuovi, atti a generare reazioni errate)
...and many more!

Ovviamente, è frequente l'utilizzo di una combinazione di due o più "cap-con" simultaneamente.

Le false-news invece sono irrilevanti. Ci sono sempre state, come risultato dell'impossibilità di verificare le fonti, che talvolta sono viziate dalla corruttibilità dell'animo umano.

Per questo tradizionalmente, dall'invenzione dei giornali, le persone mature educavano i giovani nel prendere le notizie "con le pinze" ed a "pensare con la propria testa".

Oggi la cultura ama invece esaltarsi nell'ideologia dell'informazione libera, abbassando ingenuamente la guardia.
Il fenomeno chiamato capziosamente "fake news" non è altro che il maleodorante e manipolato scenario che deriva da tale ingenuità.








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