mercoledì 20 aprile 2016

IL RISPETTO - Cos'è? Esiste veramente o è un invenzione dell'Ego?

La parola "rispetto" piace molto, è facile, versatile, universalmente in grado di mettere a tacere... in uso ai savi come agli stolti...
Cos'è il rispetto?

Prima di tutto il significato della parola "rispetto"; e qui i vocabolari sono tanti quante le forme mentali del mondo.


Rispètto (ant. respètto) s. m. [lat. respĕctus -us «il guardare all’indietro; stima, rispetto»].

[TRECCANI]

Per quanto ne so l'origine della parola poteva voler dire tutt'altro rispetto a quanto si possa penetrare con un indagine etimologica, classica, ovvero basata sulle fonti accreditate... poteva significare "prendi coscienza dei reali scopi dell'altra persona" durante una contrattazione, oppure "prendi coscienza delle conseguenze causali" in ambito filosofico-spirituale!


Ma il vocabolario è solo parte delle funzioni relazionali del campo che lo include. La comunicazione verbale è già di per se un rito di sintonizzazione del campo.

E il campo individuale?

Il campo individuale è a sua volta la risultante dell'attività cosciente dell'Ente, cosa estremamente rara, rendendo l'esistenza di un campo veramente individuale simile ad un mito.

Al pari di "io sono", "a me piace", "io credo che..." eccetera, il campo di una persona comune è la conseguenza dell'attività variamente programmata dell'Ego.

Filosoficamente "Ego" è solo la componente individualizzante della mente informatica, non anche la sua funzione. Se la gerarchia interiore fosse corretta, le funzioni della mente informatica non determinerebbero il nostro senso di identità, e conseguentemente non tenderebbero a congelare ogni cosa in una regola - come appunto viene comunemente ridotto il rispetto.


Porterei la riflessione su un altro piano: il rispetto può essere insegnato?


Io non credo sia insegnabile; la bontà neppure. Nei confronti del nostro prossimo possiamo solo togliere, non mettere. Quando aggiungiamo, adulteriamo ulteriormente, coinvolgendoci inoltre col karma individuale e collettivo.


Il rispetto ontologico non può essere insegnato, in quanto non riconducibile ad un mero "fare", mentre il rispetto funzionale si, ma è una regola, e come tale possiamo scriverla come vogliamo e sarà autoreferenziante.

Tipo: "guarda quel nero, cammina tranquillo in mezzo alla piazza, che sfacciato" (anni 20 Stati Uniti... quando lanciavano pietre per strada a Yogananda, nonostante fosse già amico del Presidente).

Il rispetto ontologico, al pari dell'amore, appartiene al regno dell'Armonia.

Ma l'armonia è qualcosa che compete l'Eterno, non il temporaneo; la mente informatica non può afferrarla. Esiste dunque una funzione della mente informatica che rende l'individuo incapace non di fare, ma di avvertire, lo stato armonico (allineamento col dharma). 

Le azioni che conseguono da una condizione di allineamento racchiudono giocoforza le qualità dell'Essere. Esse possono tuttavia essere fraintese, o persino criminalizzate, viste al contrario, giacché globalmente la misura di cosa è buono e cosa è cattivo dipende dalla programmazione locale (funzioni di campo) della mente informatica

Il problema dell'adulterazione è difatti frequente.

La parola "rispetto" viene maggioritariamente usata per ingenerare biasimi verso qualcuno che ha contravvenuto a qualche regola comportamentale "Tizio non rispetta gli animali" - magari perché non gli taglia i testicoli, o perché non gli somministra farmaci o vaccini di tutt'altro che universalmente conclamata utilità - "Caio non rispetta le culture altrui" - magari perché costringono una donna a cavarsi il clitoride con una vecchia forbice - insomma, per non incorrere in adulterazione, occorre sviluppare un alto livello di auto-coerenza.

3 commenti:

  1. abito a 3 km da casa tua e qui non si trova un cazzo di nessuno con cui parlare allegramente di cose serie.
    non ho trovato altro modo per contattarti, non mi pareva il caso di disturbare a casa.
    non amo i social media, per cui boh.
    ciao
    renzo

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    1. ahah ma va? però scrivimi a erpoeta@gmail.com
      dove abiti??

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    2. ho visto solo ora, avevi risposto poco dopo ma non sono praticissimo di blog.
      spedito email
      ciao grazie
      renzo

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