Se è vero che gli scritti sono meno perituri e volatili del verbo parlato, vero è anche che nelle antiche tradizioni esoteriche, la comunicazione era orale… forse un motivo c'era.
Forse sapevano che, una volta "cristallizzate" delle opinioni, delle informazioni, delle sentenze o giudizi, una volta cristallizzate e fermate nel tempo, e nello spazio, per mezzo della parola scritta, allora tali informazioni avrebbero cessato di essere libere, cangianti e adattabili alla mutevolezza degli eventi e dei tempi, per diventare invece rigide, dogmatiche; precisi dogmi comportamentali, esatte descrizioni di cose e persone. Marmorei punti di vista sulla realtà, e su Dio.
Una forma definitiva e immutabile, come quella scritta, è perfetta per diventare attraente; magnetica e ammiccante alternativa alle scelte di coscienza.
Una volta che ci si presenta una regola ben strutturata, allora saremo tentati di mettere da parte la coscienza, con i suoi dissidi, per accettare tale regola quale regolatrice della nostra vita. Non ci sentiremo più responsabili per le nostre scelte, perché si è agito secondo "la regola", quasi come un soldato che, una volta accettata la regola della guerra e del patriottismo, non riflette più prima di determinare la morte ed il dolore di qualcuno.
http://www.youtube.com/watch?v=oF0MQ339Imc#t=03m11s
Ma oramai lo sappiamo, dovremmo infine essere edotti che dopo, una volta esercitata la scelta, o la non scelta (che è sempre una scelta), una volta "nutrita" la regola con la nostra osservanza, la promessa di serenità che essa ci ha fatto assume le sue vere sembianze: siamo stati truffati, ed il velo che copre la nostra responsabilità è trasparente. Vediamo attraverso di lui le conseguenze delle nostre scelte, come un monumento al nostro fallimento ed alla nostra codardia.http://www.youtube.com/watch?v=rxRl3QauJqQ
Le cose scritte vengono usate dagli avvocati. Le cose scritte "fissano" delle decisioni, delle affermazioni, delle opinioni di un preciso momento-vita, e le rendono immodificabili. E' come trasformarsi in pietra.
Così ciò che non è di questo mondo, come gli ideali, la bontà, la giustizia e l'amore, d'un tratto diventano statici, e fatti di parole. Misurabili, confrontabili tra loro; e quale assurda ed estrema conseguenza di ciò - un effetto collaterale che non avevamo previsto quando siamo stati tentati di scrivere dei nostri Cieli - le cose scritte, possono essere modificate!
Così gli umani hanno scritto di Dio, dei Cieli, e dell'Universo madre del creato, e ne hanno scritto trasferendo da dentro a fuori. Dall'interno di loro, verso la propria mente, e da questa al foglio di carta…
I loro figli, e i figli dei figli, ne hanno letto, trasferendo da fuori a dentro. Dal foglio di carta ingiallito alla mente, e da questa al loro interno, direttamente verso il loro "senso del Sé"…
E noi, i figli, siamo nati e cresciuti con concetti scritti belli pronti, utili a spiegarci e descriverci ciò che, senza parole, la nostra anima percepiva in risonanza all'universo.
Come in un gioco infantile, il passaparola, rotolando attraverso il tempo come pietra logora, si adattava alle esigenze ed ai capricci dell'Ego. Così Amore, Misericordia, Giustizia e Dio, venivano modificati ad immagine e somiglianza dell'uomo e delle sue miserie.

Noi, i figli, prima che aprissimo gli occhi alla vita, prima che potessimo accorgerci di essere dentro un solco, lo avevamo già percorso in avanti e indietro molte volte, collaborando al suo scavo.
Il solco è così alto che non possiamo scorgere le cose; il nostro sguardo è oramai sotto il margine della trincea, che diventa dispoticamente la nostra nuova linea dell'orizzonte.
E' per questo che non amo le cose scritte. Nelle cose che possiamo scrivere, l'unica cosa effettivamente "vera", l'unica informazione assoluta presente in TUTTO quello che scriviamo, siamo noi, è il nostro Ego.
Possiamo dire cose giuste o sbagliate, ma appariranno tali solo da un punto di vista relativo.
Per quanto, in un dato momento, la nostra opinione possa sembrarci inequivocabilmente "giusta", l'osservazione dell'esistenza umana nell'arco dell'eternità del tempo e dell'infinito spazio - della moltitudine di esistenze in ciclico avvicendarsi, e della vastità e molteplicità di forme assurgibili ad un unico organismo vivente - ci guida invece dolcemente verso la comprensione che nulla è oggettivamente giusto o sbagliato.
Lo è tuttavia per l'ego!...
Se comprendo questo, allora ho già eseguito una manovra dentro di me.
Ora sono l'osservatore, e mi rendo conto che le "ragioni" del "giusto" o dello "sbagliato", sono tali solo per l'ego, quindi esse mi parlano di lui, e della sua specifica forma.
Tali "ragioni", non sono tuttavia parimenti idonee a determinare la mia vita. Non possiedono autorità esoterica per poter decidere cosa fare o non fare di me.



Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.