sabato 27 ottobre 2018

ARTI-FICIALE O ARTE-FECALE? Della serie: tecnologia pigliatutto

E' stata venduta da Christie's, a New York, un "opera d'arte" realizzata tramite un sistema di Intelligenza Artificiale per 432.500 Dollari.

ll quadro, Portrait of Edmond Belamy, è una stampa quadrata 70 x 70 cm realizzata da un soggetto parigino di nome Obvious utilizzando una Gan (Generative Adversarial Network), una modalità di intelligenza artificiale.

La IA ha "scopiazzato" 15.000 ritratti, dipinti tra il XIV e il XX secolo, grazie ai quali l’intelligenza artificiale è riuscita a rappresentare uno stile vagamente simile a quello dei pittori a cavallo tra il Seicento e il Settecento.
Un algoritmo al posto della firma...

Ecco dunque i primi esempi di quanto molti studiosi, compreso il sottoscritto, hanno indicato come strada obbligata: il computer sostituirà OGNI ATTIVITA', e nient'affatto solo quelle "brutte" come ci ha venduto la propagando pro-tech degli ultimi vent'anni.

Ieri operaio, oggi "addetto alla fresatura", oppure "addetto all'imbottigliamento", ecc.
L'elemento chiave è il FARE.

Dal punto di vista dell'attuale cultura dei consumi, fomentata implacabilmente dai media e relativi addetti che di ciò vivono, il fare è direttamente mutuato nel termine "realizzare".
Dunque viene riconosciuto il medesimo merito nel realizzare una cosa direttamente a mano, o farla per mezzo di apparati robotici. "Bravo, ottimo lavoro".
Ma se crediamo che siano solo i lavori manuali ad essere in lista per l'estinzione, sbagliamo.

Gli osservatori economici e sociali hanno già spiegato che i prossimi mestieri in lista sono quelli impiegatizi: avvocati, commercialisti, notai, e persino giudici non serviranno più.
I giovani spietati non hanno dubbi:

La prossima vittima è certamente l'arte, prima di tutto quella audio visiva.
Musica, video, e ora anche pittura, create non da un individuo dotato di particolare sensibilità e capacità rappresentativa, ovvero un artista, ma da un gruppo di sordi programmatori, bravi ad isolare, come nel caso in questione, gli autori (veri) più apprezzati per copiarne il talento.

Se dunque è notorio che la maggior parte di "creativi", creativi non sono, in quanto si limitano a prender cose già fatte e personalizzarle, è anche vero che in quest'orgia è il pubblico ad elevare o ad abbattere.
E' il pubblico che (purtroppo) oggi decide se tu sei reputabile un artista oppure no.
Come lo fa? Con i soldi!

Provate voi ad acquistare un Renoir per 20 €!

E dunque questo è il fatto saliente: il pubblico si è comportato come nelle previsioni. Essendo progressivamente smottato in una condizione mentale di apatia critica, è giunto a pagare quasi MEZZO MILIONE DI DOLLARI non un idea, non un software, non una startup, bensì una singola opera. Un opera che seppur unica, è stata creata con un click, e dunque se ne potrebbero creare milioni... quale valore reale potrebbe mai avere? Ma la vanità umana dall'arrivismo passa al collezionismo, dando un'altra spintarella verso l'INVOLUZIONE DOLCE.

Io la chiamerò certamente #artefecale

I prossimi stupidi passi imminenti saranno:
- attori artificiali (con tanto di sfruttamento dei diritti d'autore...).
- cantanti artificiali
- giornalisti artificiali
- blogger artific... ah no, quelli ci sono già da un po'
- politici e leader sociali artificiali (questo sarà la fine)

Not in #argolands ;)



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