mercoledì 9 novembre 2022

IL RECINTO DEL TONAL

 Ci sfugge forse qualcosa...
Cos'è un dormitorio?
O un oratorio, un parlatorio?
Cos'è la vita se non un procedere?
Ma un conto è viverla nel durante, un altro è viverla come un evento già spento in partenza, nell'attesa...

Quale incanto riescono a riunire, oscillando, questi due principi?

Uno vuole agire e influenzare il proprio intorno.

L'altro no. Vuole viverci, svelandolo...

La parte Yang di noi, quella maschile, lo Spirito, vuole realizzare. Passare da una condizione 1 ad una condizione 2. Persegue uno scopo.

Lo persegue entro un recinto. Il recinto della percezione è tutto ciò che abbiamo. Castaneda lo chiamava Tonal.



Proprio perché al di fuori del recinto della percezione, nulla è; per tale motivo l'al-di-fuori rappresenta lo Yin. In fondo, al di là del Tonal, tutto il resto infinito è Nagual.

Ciascuno sceglie il suo recinto della percezione. Inconsciamente, inavvertitamente, in modo sognante.

La realtà è un "sogno solido", recita il Buddhismo tradizionale.

Dentro questo sogno solido lo Spirito, Yang, Maschile, espande in creazione fino a consumarsi e spegnersi.

L'Anima dal canto suo, eterna ed infinita, giace lieta. Yin, femminile, infinita.

Pace Inverenziale


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venerdì 12 agosto 2022

LE SETTE FASI DEL DEGRADO DI TUTTE LE COSE - Eros Poeta

"Ogni cosa nasce ad Oriente e finisce ad Occidente"
[Samael Aun Weor]






FASE 1: GESTAZIONE DELL'AURORA

Una fonte di luce si approssima dissolvendo le tenebre, ed il cielo si rischiara, e con lui le cose del mondo, che rivelano la loro apparenza. I terrori notturni alimentati dalla paura dell'ignoto, si rasserenano.

Il Fuoco Celeste giunge ad inseminare gli Elementi materici.


FASE 2: INFANZIA DELL'ALBA

L'avvento della luce è abbagliante e magnifico, e rapisce la nostra attenzione. Ogni cosa del mondo pare prendere vita, e palesa la sua esistenza. Le forme proiettano lunghe ombre, entro le quali si avverte ancora la notte ed i suoi timori. Qualcuno ne approfitta per restare ancora un po' nel mondo dei sogni e continuare a dormire.

Il Fuoco Celeste trasmuta in Aria.


FASE 3: ADOLESCENZA DEL MATTINO

La luce ci invita a guardare verso il futuro. Il vigore si esalta nell'azione, e questa procede in forma audace e costruttiva seguendo una linea operativa fatta di innovazioni e cambiamenti, con mire di progresso. Il processo dall'ombra alla luce investe progressivamente ogni cosa. Man mano si avvicina il perigeo, le ombre residue si dissolvono, fino a scomparire completamente a mezzogiorno, e con esse l'impulso e le motivazioni trainanti. 

In questa fase, il lato soleggiato della collina (Yang) è ad est, il lato ombroso della collina (Yin) è ad ovest.

L'Aria trasmuta in Acqua.


FASE 4: MATURITA' DEL MERIGGIO

Superato il mezzogiorno, il ciclo torna ad allungare le ombre, ma il calore si sposta sul lato ovest della collina. Le cose sino a quel momento ancora in ombra si illuminano, mentre le prime ad aver ricevuto la luce del mattino sono anche prime nel ritrovarsi in ombra. Le azioni procedono in accordo alla linea d'azione tracciata lungo il mattino, ma le risorse si concentrano progressivamente sempre più sulla strutturazione di regole, con lo scopo di cristallizzare le innovazioni introdotte e poterne conservare l'operatività man mano vengono meno i relativi fuochi trainanti.

L'Acqua trasmuta in Terra.


FASE 5: VECCHIAIA DEL TRAMONTO

La luce che guida le azioni assume toni sempre più caldi, perdendo il suo calore. Lunghe ombre si protendono sino ad illuminare anche gli ultimi luoghi restati in oscurità, e nel mentre costringe la nostra attenzione a volgere al passato. La passione e l'entusiasmo sono sostituite dal rigore, che man mano procede verso il ruolo di dogma. L'euforia dell'alba è quasi dimenticata, e fa la sua comparsa un nuovo fuoco che promette pace e riposo. Gli eventi procedono in un attesa fatta di abitudini e visioni retrospettive. La qualità della luce rassomiglia a quella dell'alba, e talvolta ne offre alcuni risvegli, che possono offrire varchi di trascendenza.

La Terra si asciuga.


FASE 6: OBLIO DEL CREPUSCOLO

Incapace oramai di qualunque adattamento plastico, lo sguardo fissa l'orizzonte con la malinconia di un addio. La conservazione del dogma perde il suo senso. La luce è flebile e diffusa, e un indefinita oscurità ammanta progressivamente ogni cosa, invitandoci all'oblio uterino del sonno. La materia non è più una condizione sostenibile, ed in ultimo si abbandona esausta all'immanenza del caos cosmico.

La Terra trasmuta in Fuoco Planetario

 

FASE 7: NIGREDO DELLA NOTTE

I principi che hanno esperito nella materia cessano di manifestarsi, riducendosi ad un sempre più vago e approssimato ricordo, sino a sintetizzarsi in forma simbolica. Talvolta il simbolo permane sino all'insorgere di una nuova alba, allo scopo di influenzarne le direzioni di progresso.

Il Fuoco Planetario disgrega i residui Elementi materici


 

Quando il processo di degrado in sette fasi investe un fenomeno esso produce una costante e progressiva sostituzione della coscienza, nel suo ruolo di misura e valutazione di scelte e azioni, con regole predefinite per ogni circostanza.
Ogni cosa viene inizialmente affrontata come nuova, per poi man mano essere trattata come elemento noto e preconcetto, giungendo infine allo stato di ideologia dogmatica e priva di coscienza.

La fase di ascesa del sole al perigeo è una fase progressista, la fase discendente è invece sempre più rigidamente reazionaria e conservatrice.

La discesa inizia trascorso il mezzogiorno, quando la qualità ha raggiunto il punto massimo possibile e si avvia a mutuarsi in quantità. 

Riducendosi ad elementi banalizzati, il processo produce un sempre maggiore ascendente in individui corrotti, con tendenza gregaria, o di dubbia qualità, che finiscono con l'impregnare il processo stesso, degenerandolo.

Possiamo ad esempio citare il principio della reincarnazione o metempsicosi, che banalizzato può suonare come "me ne occuperò nella prossima vita", oppure in "nella vita precedente ero una potente strega"; o anche il principio dell'equanimità di Dio, sfociato in "Dio te la farà pagare!".
Pensiamo poi ad alcune ideologie, dipinte come violente e dispotiche dai loro antagonisti, tanto da indurre molte persone ad avvicinarvisi per poter sfogare le loro brame e sadismi, fino a trasfigurare e degenerare la qualità originaria dell'ideologia stessa.

Se sei interessato a conoscere la MTU, il paradigma di mindfulness trascendentale di Eros Poeta, entra nel canale telegram! https://t.me/+IwMIV3buQA1iYTFk


domenica 7 agosto 2022

OLTRE FASCISMO E COMUNISMO: E' POSSIBILE?

 In questo inaudito e tetro scenario sociale, si innesta ora un ulteriore argomento all-in per la totale saturazione dell'infosfera, ovvero di quello spazio teorico di ampiezza non infinita, ovvero specificamente limitata, costituito dalla nostra idea individuale della realtà e del mondo: le frettolose elezioni da spiaggia di questa estate 2022.

Si aggiungerà a quei non-argomenti di questi ultimi due anni, ovvero quei pochi, pochissimi e tormentosi argomenti di cronaca che hanno invaso ogni mezzo di comunicazione negli ultimi anni in forma sempre più efficiente... quali? 
Sicuramente gli ultimi sono covid, trump, ucraina...

Insomma da molti anni il 99% della nostra attenzione è stata assorbita da fatti e avvenimenti che paiono ingegnerizzati proprio allo scopo di non lasciare spazio a null'altro. Era impossibile dibattere seriamente sulla minaccia eugenetica mentre si duellava tra leoni da tastiera nel capire se le torri del WTC erano state abbattute dal deep state americano o dai cattivi terroristi, come era impossibile riuscire ad affrontare seriamente l'alienazione, depressione e suicidio degli adolescenti durante le torture e le repressioni del coronaevo mentre si era completamente assorbiti nel tentativo di arginare il fiume di balle sciorinate dai media confutandone i contenuti.

Insomma è diventato quasi impossibile non notare che gli eventi che hanno assorbito quasi totalmente la nostra attenzione negli ultimi anni paiono creati dalle stesse mani di coloro che li strombazzano in maniera ossessiva.

Tutti i dibattiti erano dunque totalmente incentrati su affermazioni da un lato, e argomenti per confutarle dall'altro.
Un po' come se una fidanzata rancorosa si mettesse d'un tratto a gridare "aiuto, questo maniaco mi sta picchiando"... tutta la piazza si volterebbe verso il ragazzo con aria minacciosa, e questi dovrebbe impegnare le sue risorse nel negare tali affermazioni. La sua difesa sarebbe concentrata nel dimostrare che NON E' VERO.

Estensivamente, possiamo intuire la natura del fenomeno etichettato come "negazionismo"... ma veniamo all'argomento di questo post.

Da molto tempo oramai, e ben oltre le misure della mia tolleranza intellettuale, i termini "comunista", "fascista" e "nazista" vengono strumentalizzati dialetticamente da qualunque fazione sociale.
Il bello è che il suo utilizzo in senso negativo avviene sempre alla luce del sole, mentre coloro che vi ravvisano suggestioni positive lo fanno nell'ombra... Freud probabilmente direbbe che così "si generano mostri nell'inconscio". 

Come per altre parole-tormentone, anche di queste non è ammesso alcun vaglio critico, discussione epistemologica, accertamento storico, giudizio distaccato...

La caratteristica dei tormentoni è infatti quella di aver sovrascritto la semantica con suggestioni emotive.

La componente emotiva è infatti l'elemento primario di qualunque ideologismo di tipo fanatico, e possiamo includere tranquillamente i fan-club, i tifosi, i cinofili, etc.

Come per il calcio, non vi sono mai particolari ragioni per giustificare la possente mole di emozioni appassionate che evoca la squadra del cuore... in altre parole una squadra vale l'altra, ma ciascun tifoso, nell'allucinazione del proprio credo, potrebbe persino sentirsi nel diritto di darmi un pugno per una tale "blasfema" affermazione.

Infatti siamo già ben abituati a vivere nel non-sense di una socialità dove la maggior parte di individui appare gravata da forme di "psicosi legalizzata", e questa abitudine porta progressivamente a diffuse patologie a carico della cosiddetta "massa". Se la massa fosse dunque un individuo, sarebbe un malato di mente.


Entro questo scenario diviene quindi impossibile notare, ad esempio, che i sentimenti di stampo ideologico che accompagnano negativamente la parola "fascista" in Italia sono identici a quelli che accompagnano la parola "comunista" in USA.
In Bulgaria nessuno o quasi usa la parola "nazista" per indicare una dispotica dittatura, mentre al suo posto usa la parola "comunista".

Insomma una bella confusione, che sembra peraltro decisamente contraddittoria visto il forzato trend di omogeneizzazione culturale imposto alle masse dai potenti del mondo.

Come è possibile che nell'era della comunicazione non si ritrovino un italiano, un americano e un bulgaro in una stanza virtuale, svelando la verità sulla questione? Semplice: non è una questione, ovvero si tratta di un dogma.

Quando una parola sprofonda nella nostra mente dei dogmi, non è più confutabile. La materia grigia tace, mentre varie zone del cervello emozionale si attivano.

Un po' come dire che un tifoso del milan si emoziona allo stesso modo di un tifoso della squadra avversaria.

Non si tratta più quindi di due diversi fenomeni, ma dello stesso fenomeno.

antifa a New York

evocazioni paranaziste - film The Wall

Il rosso (marte) ed il nero (saturno), i principali pianeti malefici dell'astrologia Jyotish, appaiono dunque tanto nelle evocazioni cinematografiche che negli antifascisti.

Non si tratta dunque di diverse maniere di intendere il governo o la socialità, tra loro in lotta. Come per il calcio, tutti i tifosi sono d'accordo nel considerare tempo ben speso il trascorrere del tempo in gregge assistendo a della gente che corre dietro ad un pallone.
Non discutono neppure sul fatto che sia opportuno affidare l'organizzazione dei tornei ai commercianti e venditori di fumo.
Non dibattono ne il "cosa" ne il "come".
Si tratta solamente di una banale forma di fanatismo, e come tutti gli "ismi" dipendono ossessivamente dalle parole. Che ne sarebbe del Milan se si chiamasse Pippo? I milanisti diventerebbero pipponi? No, probabilmente si disperderebbero confusi, chiedendo in giro se qualcuno ha visto della gente a strisce marte/saturno...

Ed è proprio nella fissazione sulla parola che la patologia mentale si illumina come una lucciola, mostrando in tutta la sua evidenza quanto sia priva di sostanza, e costituita di materia emotiva. Questa materia emotiva è tuttavia capace di innescare potenti sconvolgimenti fisiologici. Come tutti gli elementi oggetto di fanatica credenza, le parole "fascista", "comunista" e "nazista" generano enormi sommovimenti mentali, energetici, fisiologici... insomma dei veri e propri pulsanti di attivazione di meccanismi automatici.

Nella campagna elettorale di questa estate sul baratro della recessione, si ripete dunque il generoso titillarsi a piene mani su chi sia fascista, comunista, entrambi o una fantasia a pois dei due.

Ma come sopra ho già spiegato, in merito non dibattono ne il cosa ne il come, perché su questo si trovano inconsapevolmente (lo sono tutti i fanatici) d'accordo.

Come per altri duelli ideologici, come quello sul genere sessuale, la mia indole asciuttamente acquariana mi impone di ristabilire il senso corretto applicando un progressismo filosofico di base. In altre parole, entro direttamente nel merito partendo dalla base, fuori dai reami dogmatici della mente intermedia, luogo del più cieco e bigotto conservatorismo.

La chiave per andare oltre gli ISMO connessi con tali parole, è quella di riaccendere nuovamente la materia grigia, la mente razionale, per sottoporre a vaglio critico proprio il COSA ed il COME.

Se una coalizione politica si presenta come basata sul buon senso, sulla verità, sulla giustizia e sul rispetto dei sentimenti più sani dell'animo umano, deve dunque rigettare ogni scontro di tifoseria.

Se lo facesse, scoprirebbe senza bisogno di alcuna overdose di fosforo che questi termini presentati come antagonisti hanno più cose in comune di quante in contrasto.

scolari fascisti
ragazzi deformati dall'indottrinamento - film The Wall


scolari cinesi

Devo davvero mettermi ad elencare i "cosa" ed i "come" che fascisti/nazisti/comunisti sono d'accordo col proporre?
Non lo farò. E' banale, e sono certo che sia benefico che ciascuno usi questo stimolo per riaccendere la mente ed emanciparsi dai propri fanatismi strutturali oramai radicati nel subcosciente.

Evidenzio solo questo: il duellare tra fa e antifa è una infantile perdita di tempo. Entrambi amano fondamentalmente una cosa: LE REGOLE
Non è sfuggito a tutti, infatti, che anche la parola "anarchia", sequestrata dalla sinistra oramai da molti anni, poteva suonare credibile solo laddove, e fintanto che, la sinistra si collocava come anti-sistema.

Abbiamo infatti notato tutti che durante il coronaevo, governato da un sistema democratico di sinistra, tutte le flange "anarchiche" tacevano compostamente mascherate...

Anarchici bulgari


Gianni e Pinotto, assieme a Franco e Ciccio e persino a Bud Spencer e Terence Hill, si accoppiano dunque bene quanto comunisti e fascisti nel concepire un mondo migliore a suon di regole e omologazione sociale.

Possiamo facilmente immaginare l'itterizia che dovrebbe venire ad un vero anarchico...

Questo è il vero dilemma di questo secolo: le regole migliorano la società?
E' una questione di farne di giuste, oppure sono proprio le regole ad esercitare un effetto castrante sotto il profilo evolutivo?
Si tratta di una questione profondamente filosofica, che evoca atmosfere persino buddiste o advaita.

Se dunque si volesse fare un passo in avanti nell'evoluzione della Polis, questo dovrà consistere nel far sedere assieme tifosi del milan e della juventus, e previa consapevolizzazione dell'effimero valore del proprio fanatismo ideologico, procedere con una serena discussione su quali e quante regole si debbano introdurre.

"L’effetto prodotto dall’errata discriminazione è considerato reale per tutto il tempo che persiste la condizione dell’errore. Quando nel sonno proiettiamo l’universo-sogno, per riconoscerlo come evento illusorio ci occorre cambiare lo stato di coscienza perché fino a quando sogniamo non ci è possibile farlo; è solo al risveglio, con una nuova presa di coscienza, che noi possiamo dire: il sogno era illusione. È bene considerare un’importante caratteristica del Vedanta e tenerla presente se si vuole comprendere tutto il processo realizzativo Advaita. Il Vedanta sostiene che per riconoscere l’errore in cui si dibatte un essere e scoprire la verità, occorre uscire da una simile condizione di coscienza illusoria. L’uomo è tormentato da indefiniti conflitti, specula su ciò che è semplicemente il frutto delle sue immaginazioni, è attanagliato dalla condizione del bene e del male e da tutte le dualità relative allo stato particolare di consapevolezza in cui vive. D’altra parte tende in maniera inconscia alla perfezione, a migliorare il suo destino e quello del prossimo. Di continuo si trova di fronte problemi insolubili: sul piano religioso, scientifico, educativo ed economico-sociale. Per ovviare a questa modalità di vita, tenta di trasformare strutture, regimi, filosofie e costumi, ma non tocca l’essenza, causa recondita di questo stato di cose; in altri termini non trasforma se stesso. A che vale fare una rivoluzione, allontanare dal potere una particolare classe di individui quando questi sono sempre avidi di ricchezze, di desideri materiali incontrollati, intrisi di cupidigia, di orgoglio e separatività?"
[Raphael - dal commento al Vivekacudamani - Edizioni Asram Vidya]

dipinto di Zdzislaw Beksinski



Se può interessarti, Eros Poeta ha avviato un audace progetto bioetico: https://t.me/+ZXQhGE8W2DI1YmI8

giovedì 30 giugno 2022

IL GRUPPO E LA LEGGE DEL MINIMO - TAO RELAZIONALE



".. vediamo se riesco a rappresentare questa cosa della legge del minimo.

Riguarda ogni volta che si lavora in collettività; cioè se a un dato momento una persona decide di non agire singolarmente ma agisce come entità collettiva insieme ad altri, a partire dalla coppia per arrivare un gruppo di persone, un gruppo di lavoro, etc, si deve rispettare la legge del minimo, che significa...
Esempio: mettiamo che si parli di dipingere una casa; un gruppo di cinque persone vanno lì a dipingere la casa: il livello di coscienza di ciascuna di queste persone determina la qualità del lavoro che loro sono in grado di esercitare.
La qualità non la quantità! Quindi dobbiamo uscire per un attimo dall'idea che ogni cosa può essere ridotta ad una regola. Oggi va molto di moda; è necessario perché tutti i sistemi sono gestiti da procedure di tipo informatico no?  ...quindi deve esserci una regola, uno standard...
Usciamo un attimo ed entriamo nello zen della questione. Lo zen dice che questa cosa che io vado a fare ha senso solo per me, ha senso per me e per la coscienza che riesco a esprimere, quindi sarà sempre sbagliata, perché non è mai esattamente nello zen, non è nel centro; solo quando riesco ad agire nello zen sono nel centro, però il cercare di andarci, il perseverare nel fare cose che sono sempre relativamente non-centro aiuta chi lo fa a cercare il suo centro, quindi lo zen diventa in questo modo una via per un'illuminazione, ma allo stesso tempo indica che ciascuno di noi ha un suo livello, una sua difettosità, ovvero tutto è relativamente sbagliato; non è tutto perfetto, bensì è tutto relativamente sbagliato, ma chi fa zen lo sa e per quello se ne accorge, se ne avvede molto rapidamente. Quando provo a fare lo zen devo fare una cosa bella armonica. Ecco però, se sono in gruppo, cosa succede considerando che ciascuno può dare quello che è al suo livello. Esempio: se tu hai un livello 10 e ti metti insieme con uno che ha un livello 6, con uno che ha un livello 12, con un altro che un livello 10, più con un altro il risultato finale [rispecchierà la legge del minimo - ndr].

Se arriviamo alla fine di questo lavoro della facciata della casa, e ci arriviamo consensualmente, quindi non abbiamo fatto un singolo passo [senza misurarci con gli altri - ndr] nella scelta del colore della vernice, nella scelta della tipologia di vernice, e tutto il resto, se noi ogni scelta l'abbiamo dovuta fare consensuale, rispetta la legge del minimo.
Ovvero perché tutti fossero soddisfatti di ogni singolo passo, dovevano capire quello che facevano, ovvero ogni singola persona tenderà a portare al suo livello tutto il resto.
Se si considerasse un'unica operazione, questo dell'esempio sarebbe dunque lo schema di coscienza che ciascuno avrebbe rispetto a quella singola operazione, perché qualcuno potrebbe essere più cosciente della chimica di un materiale e qualcun altro potrebbe essere più cosciente di altri aspetti, quindi se riguardo la chimica del materiale ci si confronta, questo è il risultato. Il livello [di qualità è determinato dalla - ndr] legge del minimo.

Se tu però alla fine di un lavoro trovi tutti scontenti tranne uno o due, è segno che il gruppo era squilibrato, disomogeneo dal punto vista della coscienza.
Questo accade molto spesso quando si inizia per esempio un progetto, però per spingerlo, per tentare a tutti i costi di farlo andare avanti, si fa molta politica, molta dialettica e molta diplomazia nel presentarlo: questo fa sì che vi siano delle adesioni al progetto per motivazioni tra loro eterogenee, diverse, quindi qualcuno veniva a fare quella cosa perché gli hai detto che avrebbe avuto una carriera, qualcun altro viene a fare quella cosa perché gli dici che c'è un team stimolante, qualcun altro partecipa quando gli dici che tanto non ha niente da perdere; quindi ognuno si aspetterà e richiederà da quel progetto delle cose differenti!
Alla fine del progetto solitamente sarà contento solo l'ideatore che ha utilizzato e strumentalizzato il resto del gruppo, quindi se è stato bravo in qualche modo avrà ricompensato gli altri per renderli soddisfatti.

Per questo sacrificio gli altri potranno ottenere soldi, o gloria, etc. ma non potranno ottenere una soddisfazione come quella dello zen.

Questo vuol dire anche che, se vogliamo portare lo zen nella nostra vita, che sia la nostra relazione di coppia, le nostre relazioni di amicizia, oppure i nostri progetti imprenditoriali, perché si ottenga armonia in questo progetto dobbiamo porre attenzione nello scegliere i nostri collaboratori, nel riunire un team.
Il team deve essere accomunato da qualcosa che sia omogeneo, e sto parlando proprio della coscienza. La coscienza del team deve essere omogenea, perché se noi abbiamo più o meno lo stesso livello di coscienza, ma viviamo in un mondo dove la coscienza è mediamente inferiore, il nostro progetto anche se rispetterà la legge del minimo avrà comunque un livello migliorativo della collettività.

In caso contrario, se il team non sarà omogeneo come coscienza dei membri, questo gruppo non produrrà qualcosa di migliorativo per la totalità della collettività, ma solo migliorativo relativamente a un minimo comun denominatore, quindi il consiglio è quello di cercare noi lo zen di noi stessi e quando entriamo in relazione con altri, che siano relazioni virtuose dove cerchiamo di far collimare con la massima trasparenza e schiettezza quelli che sono i nostri propositi, che chiaramente dovrebbero essere ancora una volta rivolti allo Zen."
[Eros Poeta - 2018]

https://youtu.be/83KH22hzOnM

sabato 7 maggio 2022

L'EMPATIA SE NE VA, COSI' SCOPPIA LA GUERRA

L'empatia è una funzione atavica. Serve a ripartire il carico di problemi del singolo con il branco.

Il problema è che il branco oggi è stato reso artificiale.
Siamo stati educati nel modo sbagliato. L'educazione ci ha detto che tutti gli essere umani sono il nostro branco, creando una sovrapposizione tra le funzioni della compassione e quelle dell'empatia.

L'empatia si attiva solo quando l'altro ci appare come della nostra specie, ma oggi siamo convinti di essere tutti di un unica specie, e questo fa cadere in equivoco il sistema empatico.

Inoltre se da un lato ci dicono che tutti sono della nostra specie, nel contempo veniamo abituati ad ignorare i disagi delle persone che ci circondano, tanto che riusciamo a far shopping allegramente per la città scavalcando i barboni che dormono per terra ignorando la loro miseria e disperazione.

Dunque l'empatia è sostanzialmente atrofizzata nella maggior parte della popolazione, e le sue funzioni vengono surrogate dalla compassione, che invece si basa esclusivamente su convinzioni mentali.

Questa condizione è tipicamente di preludio alle guerre.

Se infatti a posteriori può apparire assurdo che delle persone ammazzino brutalmente altre persone che non hanno fatto nulla di male, appare invece evidente il perché, oggigiorno, vediamo medici indifferenti al dolore altrui, magari perché nella mente di questi medici è stato inserito il codice "i no-vax non meritano di vivere".

In altre parole, il sistema atavico utilizza l'empatia per riconoscere la propria specie e consentire anche di nutrirsi di altre specie. La compassione ha usurpato questo ruolo, rendendo gli individui ignoranti circa la loro specie coscientiva, e incapaci di distinguere istintivamente i propri simili come anche i propri predatori o nemici.

In questo momento tale distinzione viene operata dalla mente, mediante l'elaborazione delle informazioni ad essa fornite dalla società.

Non è affatto raro che una persona sviluppi compassione a distanza per fenomeni con i quali non è mai entrato affatto in contatto, e che potrebbero essere potenzialmente inventati o falsati. Ciononostante, la compassione attiverà tutti i processi atavici come se tali fenomeni fossero reali.

In questo modo non sarà difficile inviare ordalie di giovani inferociti e sanguinari contro qualcuno. Se ad esempio questi soggetti fossero stati educati a considerare le persone residenti in russia come "di altra specie", non proverebbero alcun disagio nel brutalizzarli o ucciderli.
Durante le guerre è stato sempre applicato questo metodo, ovvero il discredito forzato del nemico: "sono delle bestie, e vogliono stuprare le vostre figlie".
Per capirci, proprio di recente un democratico americano di colore, infastidito e preoccupato dalla recente acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, ha educato le folle per mezzo del medium televisivo a diffidare di Elon Musk dicendo "non lo lascerei da solo con mia figlia". Questa illazione ha il solo scopo di persuadere gli sprovveduti che il "nemico" è un mostro e non merità pietà, ovvero "non è della nostra specie".

Rispetto alle altre specie possiamo essere educati a sentirci prede (come ad esempio la persona comune rispetto ai Vip), simbionti, predatori, dominatori o dominati, etc.

La perdita di empatia è un segno di imminente estinzione di una specie. In mancanza di empatia ogni individuo resta visceralmente solo, isolato. Egli sviluppa altissimi livelli di ansia interiore e stress, con conseguenze gravissime sul piano riproduttivo, tra le quali appunto la perdita di interesse e affezione alla prole, che rischia di venir divorata, stuprata, etc. come possiamo riscontrare nelle progressive degenerazioni liberiste della società, oramai prossima ad eliminare non solo il reato di omicidio prenatale (aborto), ma persino anche il degrado della pedofilia, da più lati praticata al pari di una qualunque variante di lascivia sessuale autorizzata.

Ma le guerre hanno anche un lato positivo. Esse fanno riscoprire agli individui le misure della propria specie, e risvegliano la voglia di vivere e di riprodursi, come accaduto appunto nel recente dopoguerra, con la generazione detta "baby boomer". 


venerdì 29 aprile 2022

BUTTARE I LIBRI - un azione di speciazione

 "Non ho mai avuto problemi ad esprimere opinioni fuori dal coro, altrimenti sarei dovuto stare zitto da tutta una vita"

Quella che ripeto ultimamente è questa, e offre anche una spiegazione di una celebre parabola di Gesù: «36 Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio. 37 E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. 38 Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. 39 Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».
[Luca 5,25-6,8] Per uscire da una linea temporale involutiva occorre spostarsi in un altra che risulti ALLINEATA all'evoluzione cosmica.
Per spostarsi in un altra occorre CAMBIARE SPECIE coscientiva.
Per produrre una SPECIAZIONE occorre rinunciare a qualunque tipo di DIPENDENZA dalla specie da cui ci si vuole emancipare.
Non avere dipendenza significa realizzare AUTONOMIA sul piano fisico, emozionale e mentale.
Realizzare autonomia sui tre piani esistenziali tridimensionali occorre un NUOVO SHEN di specie (obiettivo), verso il quale far confluire il nostro Ki (energia vitale), mediante il nostro Jing personale (risorse fisiche, emozionali e mentali).
Perché il nostro Jing possa servire allo scopo occorre un HABITAT ad esso congeniale.
Perché si manifesti un nuovo Shen è necessario "restituire i giocattoli al Diavolo" e cessare di identificarsi (Ego) nella propria STORIA PERSONALE.
La storia personale è parte della storia collettiva, la quale per mezzo della memoria ci trasmette un FALSO e limitato senso di identità (Ego).
La storia collettiva è in realtà la storia di UNA collettività, non dell'intera rosa di specie coscientive umane. Essa determina il senso di identità e COSTRINGE l'individuo all'interno di una specifica specie, e di uno specifico modo di intendere l'esistenza. La storia si perpetua naturalmente mediante il LIGNAGGIO e la trasmissione coscientiva genitori-prole e tra individui della stessa specie, ma può essere alterata limitando tale modalità di trasmissione e sostituendola con una trasmissione non-empatica e basata sulla comunicazione razionale, come quella scritta. In tal caso la storia può essere trasmessa anche ad individui di altre specie, modificando il loro senso della vita e relativi sogni e obiettivi (Shen). All'interno dell'allucinazione mentale conferita dal bagaglio di informazioni pregresse (storia), appaiono giuste e scontate opinioni e azioni anche quando profondamente contrarie all'ordine tacito che consente l'EVOLUZIONE COSMICA.
Ogni informazione è una pietra per la MENTE INFORMATICA (Ego). Essa non può non tenerne conto, e anche non credendoci resta sempre una pietra.
La forma scritta in particolare, per la sua natura rigida, unidirezionale e immutabile nel tempo, è la più idonea ad essere MANIPOLATA ad arte; manipolando la storia si manipola una specie coscientiva. Anche i media ("mediatori" tra la realtà oggettiva e la realtà soggettiva individuale) manipolano il nostro senso della realtà (infosfera) per orientare la specie e manipolarla. Se dunque "la storia la scrivono i vincitori", anche i libri li scrivono i vincitori. Per trovare una nuova alba evolutiva per una nuova specie ("vino nuovo"), occorre dunque un habitat fisico, emozionale e mentale vergine ("otre nuovo"), idoneo ed esclusivo, e l'oblio della nostra storia personale e collettiva ("vino vecchio"). Altrimenti si finirebbe col mettere "vino nuovo in otre vecchio" oppure "vino vecchio in otre nuovo".