sabato 15 marzo 2014

INNAMORAMENTO VS AMORE... forse abbiamo capito tutto al contrario

Oggi sento sempre più di frequente parlare di amore universale.
O meglio, ascolto e leggo descrizioni che affermano la necessità di scoprire in se il vero "amore", che non è quello rivolto a qualcosa o qualcuno, bensì un "amore disinteressato", privo di attaccamento per l'oggetto, privo di dolore o possessività.

Bene... ma questo non è l'amore umano. Questo è banalmente [si fa per dire] la descrizione dell'amore divino, allegorizzato dagli albori [il termine casca a fagiolo] dell'Umanità mediante il SOLE. Il sole che illumina tutti, belli e brutti... senza chiedere nulla.

I culti mitraici, il Ra egizio...

Bene, l'amore umano è invece altro.

La costituzione psicologica di una persona qualunque, persino fosse qualcuno molto saggio, o erudito, sfiora appena questa realizzazione di amore incondizionato.
Ne sente il profumo, a tratti forse la "intende"... ma un conto è sperimentare una cosa, un altro ESSERLA.

Viceversa, una cosa squisitamente umana è l'INNAMORAMENTO.

La parola stessa suggerisce un fenomeno più che altro subìto, che ci accade... è perfetto!

L'innamoramento ha tutte le carte in regola per divenire un elemento di crescita. L'amore, viceversa, affatto.
L'assumere un atteggiamento di vita che rifugge l'innamoramento equivale a voler fuggire una malattia, cercandone scampo in rimedi esteriori, al solo scopo di evitarne i rovesci.
Come una malattia, l'innamoramento è un indicatore.
Non è la causa del dolore, o delle polarizzazioni deviate o totalitarie della psiche, come la gelosia, la possessività, eccetera.

Al contrario: l'innamoramento ed i suoi sintomi sono il mezzo attraverso il quale è possibile, seguendone a ritroso il percorso verso le profondità dello spazio e del tempo psicologico esoterico, giungere a realizzare in se la consapevolezza delle cause stesse della nostra vulnerabilità, incompletezza e devianza.

E' un dono divino, o se vogliamo il risultato di una matematica iniziatica.
Ridurlo ad un fenomeno "inferiore" evidenzia proprio l'opposto; chi lo fa, finisce in un pantano, un pantano privo di dolore, in cui ci si rifugia per pavidità.

martedì 11 marzo 2014

COS'E' IL DOLORE - contrasto tra sogni ideoplastici

...il dolore... strana combinazione tra sogno esoterico, sogno desiderato e sogno exoterico...

Ogni entità umana possiede da una parte l'esigenza esserica che ha motivato l'avvento esistenziale, dall'altra quella dei desidèri di vita a misura dei molti io, apparsi quali avversari spronanti, luciferi matematicamente funzionali all'esigenza esserica stessa.

Ed il sogno della vita, lo scenario esperenziale, appare come risultanza di una competizione tra coesistenti enti umani, che condividono una stessa bolla di creazione, ciascuno con specifiche proporzioni tra la parte esserica e quella luciferica.

Il dolore si misura come non-compimento degli scopi esserici da un lato, oppure come desideri disattesi dall'altro; in entrambi i casi, opera la legge del contrasto, dell'attrito...
Attrito tra il sogno interno, esoterico, che vuole plasmare il mondo e noi stessi secondo le alternanti richieste dell'essere o dell'ego, ed il sogno exo-terico derivante dalla coesione risonante di un umanità intera, che determina per legge di maggioranza e predazione la forma del mondo e perfino i limiti dell'Uomo.

Non esistono contrasti tra cose o persone, o ideali, o opinioni... esistono solo contrasti tra sogni.
Le infinite forme di dolore sperimentate come mentali, emotive o fisiche, non sono altro che contrasti...
tra desideri e realtà, tra aspirazioni e realtà, tra desideri e aspirazioni.

La cessazione di uno stato di dolore è SEMPRE accompagnata da un cambiamento. Un cambiamento dei propri desideri, o delle aspirazioni interiori, o dello scenario esterno.







venerdì 7 marzo 2014

domanda: perché le donne non fanno conferenze per il risveglio della coscienza?

Domanda di M.T.:  ...perkè non ci sono donne ke fanno quello ke fai tu, CD, RB, GP, MF...(in forma diversa, ma uguali nella sostanza), nonostante la dottrina gnostica dia rilievo alla figura femminile..perkè nelle donne ke vedono rivalutare la loro essenza nell'universo non emerge la volontà di sposare la causa del terzo fattore?


 Io credo che non si sia nulla di strano, se non agli occhi di una forma di pensare errata che è stata innestata più o meno in tutto il tessuto sociale e culturale. La parola "rilievo" credo possa essere indicatrice...
ad esempio, si è portati automaticamente a pensare che se qualcuno è in grado di fare qualcosa, da fuori questo dovrebbe essere rilevabile. In verità no. Immaginiamo una persona che è in grado di costruirsi interamente una casa da solo, dagli scavi, alle strutture, agli impianti, alla cottura dei mattoni, eccetera. Perché dovrebbe per forza dirlo agli altri? Perché è dato per scontato che per lui sia importante farlo? Osserviamoci, perché?...




Questo si spiega con una semplice valutazione: malgrado la creazione sia totalmente dipendente dall'interazione di forze Yang-azione-materia e Yin-motivanti-materia oscura potenziale, solo lo Yang è manifesto e visibile, pertanto la società considera solo questo come esistente. Nessuna azione Yin viene rilevata dal mondo. Sebbene sovente lo stare fermi produca un infinità di conseguenze e fatti, nessuno si accorge di qualcuno che sta fermo.
I veicoli esistenziali femminili posseggono spiccati talenti Yin, e scarsi talenti Yang. Nella storia tuttavia, ogni valutazione circa la rilevanza ("rilievo") delle donne nella società è stata effettuata misurando le sue azioni, le sue creazioni, la sua influenza Yang...
questo ha maschilizzato la personalità femminile. Sono nate numerose tipologie di personalità femminile, tutte studiate per essere in grado di apparire Yang. Questo ha inibito e atrofizzato la magia, che è massimamente collegata allo Yin e non allo Yang.
Le personalità, tutte, si formano per emulazione. Le contese sessiste hanno catalizzato la clonazione di personalità maschili in esseri femminili, e queste ultime si sono poi propagate in differenti varianti, impregnando il tessuto sociale a più livelli
per quanto mi riguarda, se non avessi incontrato le donne che ho incontrato, non avrei avuto il fuoco per diventare quello che sono diventato
il potenziale che mi hanno messo a disposizione è stato massiccio
riconoscere le dinamiche relazionali assumendone consapevolezza, produrrebbe come conseguenza la cancellazione totale di tutti i concetti che abbiamo riguardo donne, uomini, gay, lesbiche, coppia, affermazione sociale, femminismo e maschilismo, sessualità, masturbazione, genitorialità, amicizia...
Vedi anche http://erospoeta.blogspot.com/2012/11/donna-vs-uomo-il-maschifemminismo.html