Si, perché la gerarchia nel modello sociale "informatico" deriva dal rango, dai titoli, dalla casta... insomma è volontariamente priva di elementi oggettivi, anzi, surroga l'oggettività qualitativa in numeri, tempo, titoli... quantità.
Ma poi mi resi conto che esiste una gerarchia innata, autentica, utile ed elevante. E' quella che mi faceva appiccicare gli occhi addosso a quelli che, nella squadra, possedevano la reale autorevolezza, quella che emerge nelle situazioni critiche.
Un momento "reale" richiede coscienza, non chiacchiere.
Vidi anche che in molti casi la routine sociale evita i momenti critici, proprio per consentire ai "falsi veterani" di poter continuare a conservare il loro rango.
E qui vediamo la natura dello specialismo.
Ma andiamo per ordine: immaginiamo due ingegneri che si conoscono al tavolo e iniziano a discutere.
Il primo, senza accertare le competenze del secondo, inizia a spiegare (yang) come si fa un determinato lavoro.
Il secondo, che invece quel lavoro lo ha svolto per molti anni con grande successo e attenzione, si trova vagamente invaso da una sensazione. Questa sensazione è traducibile come un univoca proposta di subordinazione: il primo ingegnere sta vantando le sue capacità per apparire "superiore" all'altro, sentirsi meglio...
Ma il secondo ingegnere interviene: ...scusa ma non è così come dici".
E' guerra. Yang contro Yang.
Per questo tra le prime capacità relazionali utili da apprendere, secondo Natura, vi è quella di identificare, ovvero svelare (Yin), le reali capacità della persona che abbiamo di fronte. Dobbiamo capire come porci gerarchicamente di fronte a lui.
Questo passaggio è obbligato; intendo dire che chiunque oggi compie questa specie di misura e negoziazione quando conosce qualcuno; solamente che lo fa usando parametri informatici, ovvero preconcetti (routine informatica).
E' anziano? Ha girato il mondo? Conosce gente importante? Quanti anni ha studiato?... etc
Dunque non c'è da stupirsi che quasi tutti tendano sin da subito a vendersi mostrando prima di tutto le loro esperienze, le cose che sanno...
Nell'attuale errato modello relazionale parametrico, ciascuno è ciò che riesce a persuadere l'altro di essere.
Dunque esistono costanti gerarchie, basate su parametri tutt'altro che oggettivi, ovvero tutt'altro che in grado di qualificare la persona con cui ci stiamo relazionando. Per riuscirci dovremmo prima di tutto essere Yin.
Per questo stesso motivo, alcune persone vivono le gerarchie come qualcosa di insulso.
Per il medesimo motivo, molte persone difendono e consolidano tale modello.
Per il medesimo motivo appare molto gratificante, per l'amor proprio, il modello specialistico, dove ciascuno si concentra sul perfezionare un unica conoscenza o mestiere, non importa quanto piccolo e relativo sia, fino ad arrivare ad un livello quantitativamente misurabile come elevato.
In questo modo, i due ingegneri dell'esempio non avranno più guerra. L'ingegnere acustico riconoscerà la superiorità dell'ingegnere ottico, e viceversa. Nessuna delle due valutazioni sarà autorevole, in quanto l'acustico non capisce una cippa (ammette di non essere esperto di luci) di fotoni, e l'ingegnere ottico (ammette di non essere esperto di suoni) non capisce una cippa di decibel e risonanza acustica.Chiaramente questa soluzione porta all'atrofia della coscienza, ovvero della capacità di distinguere chi è superiore gerarchicamente da chi non lo è, e genera surrogati di gerarchia basati su elementi per nulla realmente distintivi, quali la web-reputation, o semplicemente il conto in banca.
La percezione della propria individualità seguirà il calcolo informatico, facendoci sentire inferiori senza un reale motivo, o superiori, e di conseguenza superiore o inferiore l'altro.
L'adulazione, il servilismo, il fanatismo, l'affascinazione... sono tra le conseguenze di questa errata posizione esistenziale nel relazionarci con le cose.