sabato 10 marzo 2018

CREATIVITA' PERDUTA: l'errore storico divenuto cronico

Alcuni studi neurologici recenti hanno identificato aree del cervello implicate nel "primo contatto", ovvero quel momento in cui un individuo incontra una situazione nuova, che gli impone un elaborazione "cosciente" per decidere la sua risposta comportamentale, esteriore ed interiore.
Da questa dipenderanno molte cose. Tra queste cose, vi sarà anche il suo modo di considerare quel tipo di situazione.
L'area cerebrale del momento nuovo è indicativamente posteriore dx.
L'area che invece ospiterà il medesimo pattern neurale, ovvero lo schema di pensiero originariamente elaborato in risposta alla novità nell'area posteriore dx, è invece quella anteriore sx.
Interessante, sebbene probabilmente si basa su un osservazione statistica tutt'altro che assoluta.
Resta però il fatto che le aree cerebrali implicate sono differenti a seconda si tratti di "cosa nota" o "cosa ignota".

Ora valutiamo questa eventualità:

Premessa: un qualsiasi essere vivente è programmato per identificare prima di tutto gli elementi costanti nell'habitat natale, allo scopo di poterli dare per scontato e occuparsi di altro.
Così scopre prima di tutto che l'aria è infinitamente disponibile (concetto leggermente errato, ma di solito lo si raffina differenziatamente col tempo), o che "da più in alto si cade, più rilevante è la conseguenza"...
Ok?

Lo stesso vale per qualunque elemento ignoto che portiamo entro il nostro "noto".
Prendiamo in mano un cacciavite per la prima volta nella vita... whoow! ...che sarà?
Ok, capito.

Ma poi che accade? Abbiamo due casi emblematici, per comprendere le modalità in cui avviene questo fraintendimento epocale.

Caso 1: cacciavite usa e getta marchiato "standard attuale".
Caso 2: cacciavite in lega d'acciaio quasi immortale.

Dopo averlo usato, avremo due differenti percorsi di esperienza individuale:
1- ogni volta che devo prendere un cacciavite, ne acquisto uno differente (è un esperienza nuova) che porta tuttavia allo stesso risultato (esperienza vecchia), sebbene vissuto diversamente*, derivandone una sensazione di scoperta quotidiana.
2 - ogni volta che devo prendere un cacciavite, prendo IL cacciavite (esperienza vecchia). E' appunto quell'attrezzo che ho imparato a brandeggiare con sicurezza, scoprendo che posso usarlo anche come scalpello (esperienza nuova), o per piantare i bulbi d'aglio... (esperienza nuova), derivandone una sensazione di scoperta quotidiana.
* il riscontro tra l'esperienza presente ed il nostro bagaglio storico di esperienze, conferisce all'evento in corso un attributo di "novità".

Dunque possiamo notare che in entrambi i casi l'individuo vede soddisfatta la suo ricerca del nuovo, con una sensazione di scoperta quotidiana.
La differenza però è ugualmente chiara:
- nel primo caso l'atto creativo è prodotto altrove, da un non ben compreso "dio" che ogni giorno ci propone qualche nuovo mestiere, oggetto tecnologico, modello di costume, approccio sociale, modello sessuale, eccetera. Questo demotiva ogni pulsione creativa, e atrofizza l'intuizione, il pensiero trasversale, la penetrazione filosofica.
- nel secondo caso l'atto creativo è prodotto da noi, derivandone un costante stimolo. L'individuo accerta così, istante per istante, la correlazione tra impegno creativo e esperienze nuove, impegnandosi nella misura che sente sostenibile e armonica.

Se immaginiamo quella sensazione di meraviglia che ci coglie quando scopriamo qualche piccola meraviglia della natura, dobbiamo anche prendere atto del fatto che lo stile di vita cui ci stiamo sottoponendo ci allontanerà sempre più dal provarla.








1 commento:

  1. La Creatività è figlia della Noia. La Noia è un elemento indispensabile si parla poco della Noia, poco e male. Morire di Noia, questa è l'alchimia

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