"Non è colpa mia" - diceva Jessica Rabbit nel celebre film 'chi ha incastrato Roger Rabbit?' - "è che mi disegnano così"!
Queste è invero anche la canzone psicologica della persona comune. In fondo, più o meno inconsciamente, nell'accettare e conformarci alla cultura di massa ci sentiamo profondamente sollevati dal compiere scelte autonome, e dalle relative responsabilità.
Ma non è necessario tirare in ballo questioni limite, come quelle del soldato che preme il grilletto "perché glielo hanno ordinato", lavandosene le mani alla Pilato.
E' sufficiente pensare ad una persona che compra le merendine al proprio bambino perché la TV ha detto che in questo modo cresce sano e forte, o persino a chi avvelena i propri animali domestici con mangimi industriali perché "la scienza dice che è un alimento completo, e io voglio bene al mio cane".
In realtà in entrambi questi semplici, ordinari, casi umani, il fattore importante è lo scarico di responsabilità: si preferisce credere che il venditore sia buono e onesto, e che grazie al denaro ci si può permettere il meglio.
Poco importano gli studi scientifici allarmanti, le cause delle associazioni di tutela dei consumatori, i fatti conclamati sotto i nostri occhi... non importano neanche le osservazioni dirette, i fatti cui assistiamo.
Dovremmo a questo punto voltarci e affrontare una questione chiave quanto immensamente e dolosamente trascurata da decenni: il placebo e come funziona. Ma l'argomento esige una disquisizione ampia e importante, e uno spazio adeguato, dunque per ora soprassediamo.
"L’uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere: padre, figlio, padrone, operaio, dirigente, impiegato, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, ecc. Per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adegua inconsapevolmente. E quindi non siamo mai individui autentici, ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi prodotti dalla società in cui viviamo. Persino nei comportamenti più intimi recitiamo in realtà dei ruoli precostituiti. L’inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos’è la verità e che cos’è la menzogna, soprattutto in se stessi."
[Georges Ivanovic Gurdjieff]
Dunque anche la persona comune è così perché la "disegnano" in questo modo. La disegnano le fonti autorevoli, o meglio, quelle che la persona è convinta che lo siano.
Dunque non stupisce se un affermazione, in bocca ad un calciatore in prima serata su Raiuno, risulti maggiormente autorevole per il pubblico rispetto ad una ricerca accademica. Il pubblico infatti, implicitamente, ritiene che se il calciatore sia giunto sul pulpito, sia perché il Sistema (giusto e obiettivo) tenga conto del fatto che il pubblico crederà a quanto afferma da tale pulpito. La persona comune dunque attribuisce, inconsciamente e automaticamente, un autorevolezza elevata a ciò che emana dal cosiddetto mainstream.
Ma che succede quando qualcuno in TV afferma una stupidaggine? Nessuna paura, ci pensa l'inconscio, adottando quello che in ambito tecnico viene chiamato "problem solving top down", ovvero trovare una soluzione a partire dalla risposta.
Per questo la maggioranza di "spettatori" non ascolta affatto con l'obiettivo primo di valutare se le affermazioni sono giuste o stupidaggini. La persona comune da per scontato sia vera, in quanto detta da un pulpito predisposto allo scopo dal Sistema. Quando dunque un affermazione gli sembra contraddire altri concetti, l'individuo ritiene opportuno rivedere tali concetti di base per far quadrare l'affermazione.
In altre parole, se in TV affermassero che i milanesi volano, la persona media inizierebbe a chiedersi come mai lui non ci riesce.
Questo è possibile a seguito di un evento originario, che spesso nella vita passa totalmente inosservato: l'abdicazione della coscienza.
Vi sono momenti nella vita dove una persona, per andare avanti, accetta determinate regole sociali ("dogma") e dentro tali regole trova rifugio alle proprie insicurezze e miserie interiori.
DOGMA: Nella teologia cattolica, verità rivelata da Dio e, come tale, proposta dalla Chiesa perché sia da tutti accettata in quanto verità soprannaturale, credibile, ma non giustificabile per la mente umana. Il dogma ha valore oggettivo e immutabile, e la sua rivelazione proviene dalla Chiesa stessa che si dice capace di estrapolare tale dogma dal Canone (i testi sacri).
[fonte: enciclopedia Treccani]
In tali casi lo Spettro distruttore emblematico da utilizzare è quello che annichilisce il Ki, il "sacro sangue": TAGLIARE.
Talvolta può essere persino necessario annichilire in profondità non solo il ruolo, ma persino lo Shen correlato, il motivo per il quale l'abbiamo accettato. In tal caso lo Spettro distruttore utile è BRUCIARE.
Il terzo Spettro distruttore - ROMPERE - in tal caso consisterebbe in un palliativo, sovente inutile e solamente temporaneo. Ciononostante, purtroppo la persona comune è quest'ultimo che usa, è quest'ultimo che ha il coraggio di affrontare.
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