mercoledì 21 agosto 2013
EGOCENTRICO O... TEOCENTRICO??
"Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono."
[Carl Gustav Jung]
Sempre splendidamente umano Jung!...
Quando diciamo "sono", possiamo anche assumere lo stato di essere come un elemento dinamico, sicché lo stesso divenire del nostro crescere come esseri umani rappresenta un continuum di stati ed eventi che, osservati dal di fuori, appaiono inscindibili tra loro ed immutabili persino nel loro avvicendarsi.
Da questo molti hanno forse tratto il loro convincimento nell'autorità del Destino, e da questo nasce anche la necessità di definirlo come "il MIO destino", in quanto sarebbe inevitabile identificarci con quel Sé che cammina e rotola lungo la vita... (egocentrico).
Differente però sarebbe se considerassimo la realtà come un plasma di potenzialità (Yin), una realtà di base che, al pari di cellule ancora indifferenziate, non può considerarsi ancora "esistente" quale elemento attivo (Yang), e considerassimo invece ciò che è "manifesto" non come una realtà oggettiva, bensì come una semplice possibilità espressiva della realtà di base (Yin), un manifestazione significativa di tali potenzialità.
In tal modo il Destino diverrebbe una qualità della realtà di base, ovvero una caratteristica individuale metatemporale, originaria, e presente in ogni singola particella del nostro vivere perché questa caratteristica è il nostro Essere (teocentrismo gnostico).
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