Quindi nel caso del labialis si tratta di emozioni non espresse oralmente, o comunque fisicamente attraverso i punti di contatto. E’ come se la pelle avesse l’ordine di “bloccare” una certo tipo di energia in uscita, energia espressiva, yang (fuoco)…
Tuttavia l’energia transita sempre da un polo al suo negativo, dallo yang allo yin.
Immagina: se tengo in mano il polo positivo + della corrente ad alta tensione, ma resto fluttuando nell’aria, non sento alcuna scossa… se però in qualunque punto del corpo, mi tocca un polo negativo – (come una piccola pianta che costituirebbe appunto la messa-a-terra…), IN QUEL PUNTO SI PRODUCE UN USTIONE DA FOLGORAZIONE.
Ciò si spiega, nel caso di incidenti con la corrente, con il fatto che quel punto viene attraversato da un intensità troppo alta in ragione DELLA SUA RESISTENZA ELETTRICA come conduttore.
Se infatti il corpo conduttore non opponesse resistenza (teoricamente, come un superconduttore) al passaggio della corrente, questo non si “surriscalderebbe”…
E’ solo una riflessione… ma seguendo la stessa logica:
L’Erpes rappresenterebbe un "ustione relazionale".
L’ustione sarebbe quindi prodotta dal concorso di tre fattori, entrambi direttamente proporzionali all’acutizzarsi della patologia:
1 – la quantità di energia in movimento, secondo la legge del minimo tra:
- A) Come energia potenziale + da parte del soggetto attivo (yang) esposto alla patologia
- B) Come energia potenziale – da parte di un soggetto passivo (yin)*
2 – il “livello” di resistenza (resistere al transito dell’energia yang) della pelle.*****
Da non confondersi con la “robustezza”. Infatti, le aree della pelle destinate a relazionarsi in maniere più intensa sono anche quelle più sensibili, ma per essere sensibili risultano delicate e vulnerabili.
I genitali e la bocca ad esempio sono aree cutanee sensibili, spiccatamente capaci di attivare energie emozionali, sensuali e sessuali molto intense.
Anche le mani costituiscono un area di relazione interpersonale sensibile e intensa, ma più grossolana, e meno “esposta” sul piano emozionale. Difatti la pelle delle mani, pur essendo splendidamente cosparsa di sensori tattili, è molto robusta.
L’ustione si verifica, esemplificativamente, quando un soggetto che HA QUALCOSA DA ESPRIMERE, incontra un altro soggetto che ACCETTA/RICHIEDE QUEL TIPO DI COSA.
La loro interazione fisica può avvenire in modo misurato, con transito di energia non eccessivo.
Può però anche avvenire in modo troppo precipitoso, come un “arco elettrico”, specialmente se la cosa da esprimere è stata trattenuta, volontariamente o meno, per del tempo, aumentandone la carica potenziale (fattore 1A).
E’ la sensazione che si prova a re-incontrare la persona amata dopo un forzoso distacco…
Si potrebbe pensare di concentrare la cura nel tentativo di rendere la pelle più resistente, ma oltre a risultare probabilmente fuori dalla reale portata delle scienza attuale (implica la considerazione delle energie sottili), un simile approccio potrebbe apparire superficiale e solo temporaneo, in quanto le "emergenze relazionali" probabilmente si riorganizzerebbero per superare qualunque sbarramento... in altre parole, ad esempio, nel caso di emozioni trattenute e represse, esse trovano sfogo quando si "buca" la pelle; ma se la pelle fosse più robusta, la "pressione" emotiva potrebbe raggiungere livelli più alti, superando la soglia della fiamma, per toccare quella dello scoppio.La PRIMA CAUSA è pertanto da ricercarsi nella maniera di comunicare le nostre emozioni, troppo brusca e insicura.
Ma è anche possibile che la cosa da esprimere non venga mai “lasciata libera”. In tal caso, essendo che tale energia viene trattenuta proprio dalla pelle, vi è il rischio che il contatto ravvicinato con un elemento passivo-ricettivo “bruci” la parte che tratteneva l’energia, lacerandola ed esponendola ad un ustione erpetica.
La SECONDA CAUSA, probabilmente il 90% o più dei casi, è quindi reprimere le nostre emozioni.
E’ opportuno considerare separatamente queste cause, in quanto, sebbene simili, danno luogo a conseguenze differenti.
La prima causa è infatti correggibile con facilità, e da luogo a manifestazioni temporanee; ovvero tendenti col tempo a scomparire in quanto il corpo, ovvero la pelle, si adatta alle caratteristiche degli eventi relazionali.
Potrebbe certo ripresentarsi, ma solo a seguito di modificazioni rilevanti nell’intorno sociale del soggetto (cambiare fidanzata, cambiare lavoro e colleghi, un trauma emotivo, ecc.).

La seconda causa è invece tendente alla cronicità. La persona che si produce le ustioni non comunica, ma si limita a reprimere, alcuni moti relazionali yang, anche sul piano meramente verbale (cose-non-dette).
La pelle col tempo, o con l’abitudine ad incorporare elementi esterni, creme, eccetera, va verso uno stato di insensibilità, che si relaziona con la durezza. Va da se che poi, allorquando il soggetto desiderasse manifestare un emozione perché non rientra tra quelle “represse”, la pelle non possiede più le caratteristiche di elasticità richieste dalla legge della mimica relazionale; la pelle, secca e rigida, tende a spaccarsi.
Una terza causa secondaria, che ricorre in associazione ad entrambe le due principali, è ravvisabile nella tendenza al rimuginare, più frequente nei soggetti introversi.
Il rimuginare (chiacchiera mentale) produce infatti l'accumulo di energia. Credo addirittura che, in mancanza di "chiacchiera mentale", gli erpes labialis non si presenterebbero mai!***
Entrambe le cause sarebbero affrontabili, per una guarigione, se il soggetto comprendesse, per mezzo di autosservazione sincera, serena e imparziale, quali sono gli elementi che ha deciso di non esprimere, e a chi, o a quale tipologia di persone. Potrebbe trattarsi di una categoria: i genitori. Oppure: gli uomini. Oppure: i capi. Eccetera…
Il “perché” reprimiamo la manifestazione yang risulta invece, a mio avviso, un terzo elemento pericoloso da considerare…
Infatti l’individuazione degli elementi che blocchiamo, e delle “persone vietate”, è da sé sufficiente ad isolare gli elementi psicologici che causano la maldestra azione repressiva (traumi, impressioni negative, rancori, ecc.).
La loro comprensione, eliminazione, trans-valorizzazione o scioglimento, è la cura.
Indugiare mentalmente sulle motivazioni della repressione (il “perché”, appunto), ci porrebbe in identificazione con i traumi o le impressioni negative, impedendoci cosi di averne una visione chiara e di eliminarli, al contrario: per esempio, ricordarsi del perché siamo arrabbiati con una persona, rafforza il rancore nei suoi confronti, e ci aumenta il potenziale da reprimere (fattore 1A in principio elencato).
L'autosservazione richiede infatti la creazione di un "testimone" interiore imparziale; non partecipe, pertanto, al duellare di "giusto" o "sbagliato", di "buono" o "cattivo"...
In quanto meri testimoni, non possiamo farci coinvolgere dalle chiacchiere!
Quindi, per quanto ci sembri “giusto” e “giustificabile” il reprimere delle forme espressive nei confronti di una persona o di una tipologia di persone**, se vogliamo cessare di essere “quelli con la febbre”, dobbiamo deciderci ad essere sinceri e diretti, con noi stessi ed estensivamente con gli altri**.
Secondariamente, dobbiamo imparare ad autosservarci e ridurre la tendenza alla cogitazione ossessiva introversa.
...oppure possiamo chiuderci in casa, perché che ogni contatto (anche visivo****) potrebbe procurarci un ustione!
*ritengo che il soggetto passivo non sia effettivamente esposto al problema dell’ustione relazionale.
** il discorso, seppur complicandosi, ritengo si applicabile non solo alle persone, ma a qualunque “cosa” possa relazionarsi con noi.
*** l'assenza di chiacchiera o dialogo interno è descritto in molte tradizioni esoteriche come uno stato di Realizzazione, di assenza di meccanicità psicologica (ego).
**** il contatto visivo scatena la creazione di scenari nel campo immaginativo, scenari di contatto fisico virtuale nei quali, specialmente un introverso, potrebbe sperimentare dei coinvolgimenti con conseguenze quasi pari ad i contatti fisici reali.
***** nota aggiunta il 12/01/2012: qualunque terapia basata sull'assunzione di sostanze, come medicinali, erbe, o diete particolari, funziona intervenendo sui due fattori primari. Tuttavia, l'ottenimento di risultati rapidi ed evidenti potrebbe essere il segno che il rimedio in corso sta agendo più sul medium (la pelle) che non sul magma energetico sottostante. Risultano certamente utili, per una terapia più profonda, quei rimedi che agiscono direttamente (fiori di bach, fitoterapia intuitiva, meditazione, aromaterapia, cromoterapia, visualizzazione creativa, ecc.) o indirettamente (alimentazione a base vegetale, controllo acidi/basi, diete iposodiche, rilassamento e respirazione cosciente, ecc.).



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