Visualizzazione post con etichetta alpha. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alpha. Mostra tutti i post

martedì 20 febbraio 2018

GENERAZIONI X - Y - Z millennial, centennials, neet e nativi digitali - cosa sono e cosa faranno


Iniziamo con qualche riferimento generico all'argomento.
Uso foto di attori per evitare che mi si richiedano diritti di sorta...

Generazione X è una locuzione diffusa nel mondo occidentale per descrivere la generazione di coloro che, approssimativamente, sono nati tra il 1960[1] e il 1980.[2][3] Fa seguito alla generazione del baby boom.

I confini demografici esatti della Generazione X non sono ben definiti e dipendono di volta in volta da chi usa questa parola, dove e quando.
Storicamente la Generazione X è inquadrata nel periodo di transizione tra il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda. Un'altra caratteristica prevalente nell'individuare gli appartenenti a questa generazione è la riduzione delle nascite tra il 1964 e il 1979, conseguente al Baby Boom tra il 1945 e il 1963. Una "generazione invisibile", piccola, inserita nella ricostruzione attuata dai figli del Baby Boom, che gli valse il titolo di "X", a rappresentare la mancanza di un'identità sociale definita.
Una volta giovani adulti, la Generazione X raccolse l'attenzione dei media tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, guadagnando la reputazione stereotipata di apatici, cinici, senza valori o affetti.
In aggiunta, la Generazione X è conosciuta come una delle generazioni più intraprendenti e tecnologiche della storia americana ed europea e a loro si deve in gran parte l'espansione di Internet.

La stessa Wikipedia nasce per iniziativa di persone appartenenti a questa generazione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_X



Con i termini Generazione Y, Millennial Generation, Generation Next o Net Generation si indica la generazione che, nel mondo occidentale o primo mondo, ha seguito la Generazione X. Coloro che vi fanno parte – detti Millennial o Echo Boomer – sono nati fra i primi anni Ottanta e metà degli anni Novanta o l'inizio degli anni anni Duemila [1][2].
Questa generazione presenta forti aumenti di natalità simili all'aumento delle nascite degli anni '50 e '60, i cosiddetti generazione dei baby boomer

Questa generazione è caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. In molte parti del mondo, l'infanzia della generazione Y è stata segnata da un approccio educativo tecnologico e neo-liberale, derivato dalle profonde trasformazioni degli anni sessanta.

Nel linguaggio giornalistico italiano il termine Millennial viene talvolta usato, in modo difforme dall'inglese, per indicare i nati dal 2000 in poi. 

 https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y



La Generazione Z o Centennials (conosciuta anche come iGen, Post-Millennials, o Plurals) identifica le persone nate dopo i Millennials. La generazione è generalmente circoscritta tra i nati dalla seconda metà degli anni novanta o dagli inizi del 1997 fino al 2010.[1][2]
 
Un aspetto importante di questa generazione è il suo diffuso utilizzo di Internet sin dalla nascita. I membri della Generazione Z sono considerati come avvezzi all'uso della tecnologia e i social media, che incidono per una parte significativa nel loro processo di socializzazione.
Alcuni studiosi hanno ipotizzato che crescere in un periodo di grave recessione dà loro una sensazione di instabilità e insicurezza, tuttavia sembrano essere i più desiderosi di aiutare il proprio paese e molto simili alla generazione del baby boom. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Z


Nativo digitale (dalla lingua inglese digital native) è una espressione oggetto di molte critiche e sempre meno accettata, coniata da Mark Prensky nel suo articolo Digital Natives, Digital Immigrants, pubblicato nel 2001. Il termine è stato più volte rivisto dallo stesso autore ed è stato oggetto di diverse critiche soprattutto perché nessuna delle proposte di Prensky è stata supportata da dati scientifici. Nella sua prima stesura il termine identifica una persona che è cresciuta con le tecnologie digitali come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3 facendo riferimento alle persone nate (negli USA) dopo il 1985 come nuovo gruppo di studenti che accede al sistema dell'educazione [1] [2]. Per contro chi non è nativo digitale ma utilizza le tecnologie sarebbe un immigrato digitale. Negli anni successivi, per rispondere alle diverse critiche che mettevano in evidenza il fatto che i più giovani non presentavano tutti diffuse competenze digitali, lo stesso Prensky ha proposto il concetto di saggezza digitale e ultimamente quello di residente digitale e visitatore digitale. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Nativo_digitale


NEET è l'acronimo inglese di "not (engaged) in education, employment or training"[1], in italiano anche né-né indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione[2][3]. Nelle zone di lingua spagnola sono indicati come Nini o Ni-ni (in relazione a Ni trabaja, ni estudia, ni recibe formación).

È stato usato per la prima volta nel luglio 1999 in un report della Social Exclusion Unit del governo del Regno Unito[4], come termine di classificazione per una particolare fascia di popolazione, di età compresa tra i 16 e i 24 anni[5].

In seguito, l'utilizzo del termine si è diffuso in altri contesti nazionali, a volte con lievi modifiche della fascia di riferimento: in Italia, ad esempio, l'utilizzo di né-né come indicatore statistico si riferisce, in particolare, a una fascia anagrafica più ampia, la cui età è compresa tra i 15 e i 29 anni, anche se in alcuni usi viene ampliato per i giovani fino a 35 anni, se ancora coabitanti con i genitori[1]

https://it.wikipedia.org/wiki/NEET

il suo corrispettivo in Giappone è Hikikomori: https://en.wikipedia.org/wiki/Hikikomori



Bene... sottolineo prima di tutto che l'atto di dare un nome ad una specifica generazione indica che siamo in presenza di un fenomeno senza precedenti.
Il passaggio dislessico da X a Z mostra invero anche altri problemi di senso...

In ogni caso, la generazione X e preX rappresenta gli albori emotivi dell'esaltazione per la tecnologia e la scienza materialistica.
Nuovi modelli sociali di presunto buon senso si avvicendavano nelle neo-democrazie mondiali.

Con questi, l'ombra del governo economico mostrava immediatamente i suoi domini.
Gli scienziati faticavano a trovare un sano riconoscimento, a meno di fornire un guadagno ai finanziatori.
Era iniziata l'Era della scienza mercenaria, e molti illustri scienziati capitolarono.

Nel frattempo i preX attraversavano gli anni 70. Questo già evidenzia grandi differenze in ragione delle differenti aree culturali. Gli anni 70 non sono stati gli stessi dappertutto...
In Europa significa che i preX erano i "figli del dopoguerra". Tutto era progresso, discussione, critica eclettica e ricerca di nuovi scenari.
La maggioranza della popolazione ha imposto quelli che saranno gli standard sociali del secolo successivo.
Inutile dire che gli ideali hippie hanno ricevuto il "premio di consolazione" di diventare un fenomeno da baraccone, talvolta persino vezzo estetico.

I loro figli, nelle aree "civilizzate" del mondo, vedono la luce assieme alla televisione a colori, dando l'inizio all'Era della videodipendenza. Negli anni 90, eminenti riviste internazionali riportavano allarmanti dati: un ragazzino di dieci anni mediamente, negli Stati Uniti, trascorreva 6 ore al giorno davanti alla TV.
Erano gli X.
Nello stesso periodo, il senso comune iniziava ad interessarsi a nuove attrattive, in gran parte derivanti dalle suggestioni televisive. I robot e le automazioni industriali sollevavano le sinistre politiche, mentre le destre si concentravano sul profitto e la competitività.
La televisione ed il falso mito di progresso hanno influito pesantemente sulla creatività degli X, che indolenti mostravano per la prima volta nella storia una certa refrattarietà allo studio.
La scuola non era più vista come lo era al tempo dei preX, ovvero una risorsa, un privilegio, bensì come un obbligo scomodo e inutile.
Se i preX restano come un esempio di come usare male le proprie risorse, agli X, oltre alla videodipendenza, dobbiamo l'invenzione del turismo di massa, della pornografia come molla sociale, dei centri commerciali e tante altre meraviglie (compreso Internet).

Stiamo parlando ovviamente della massa, e relativamente all'area... diciamo dei G8!

Non sono certamente differenziazioni legate strettamente all'età cronologica dell'individuo, bensì alla sua forma mentale, che deriva da molteplici fattori culturali, individuali e... perché no, spirituali.

E gli Y? ...effettivamente la loro presenza parrebbe asincrona, ma non dobbiamo immaginare l'incedere generazionale come un onda, ma come tante onde simultanee, che sommandosi talvolta convergono in fronti d'onda più evidenti e manifesti.
Ad esempio, l'avvento della televisione sulla cultura di una generazione è un evento straordinario, che determina un onda uniforme di modificazioni individuali ed, estensivamente, sociali.
Questa è una delle particolarità degli X.
Un altra certamente è quella di essere una generazione-ponte, da un Era meccanica ad una informatica.

Gli Y sono paragonabili ai "cuginetti" degli X.
Non essendo legati a tale generazione da discendenza diretta, gli Y hanno un approccio profondamente differente.
La loro visione del mondo e della socialità deriva fortemente dalle caratteristiche della loro prima infanzia. La maggioranza degli Y ha imparato ad usare un cellulare a sei anni o prima. Gli Y percepiscono la tecnologia come un evento naturale, qualcosa che appartiene alla "realtà", come la pioggia, il vento, il sole, il sapore di un arancia...
Partono estremamente avvantaggiati, come se fossero predisposti, nell'apprendere e portare nella quotidianità ausili tecnologici.
Nessuno di loro ha mai raggiunto gli obiettivi che si era convinto di voler raggiungere; tuttavia l'Y  è esperto nel rincorrere carote appese ad un bastone.

Gli Z sono i più temuti competitor degli Y.
Se gli X sono visti più che altro come delle mascotte, gli Z appaiono estremamente pericolosi, specie per un dettaglio: non sembrano condividere gli ideali di progresso, produzione e ricchezza materiale degli Y.
Essi sono fortemente portati alla tecnologia ed al suo utilizzo, dal reputarlo noioso.

I fenomeni NEET, SNEET e HIKIKOMORI ne sono un banale esempio, peraltro poco elegantemente portato in quanto evidenzia esclusivamente elementi dispregiativi, ovvero osservati da punti di vista decisamente superati e superabili.

I nuovi Z sono coloro che daranno vita ai fenomeni sociali di transizione, ovvero quelle forme culturali, comportamentali, esistenziali, che la società subirà nel prossimo futuro, quando la massa trascinerà, come storicamente ha sempre fatto, una parte della popolazione, sempre più resistente, verso il sogno transumano.

Fin qui il riepilogo sommario dell'argomento.

Commentate grazie