“Se l'uomo non spera l'insperabile non lo troverà, poiché esso è introvabile e chiuso alla ricerca.” — Eraclito
Viviamo immersi in una realtà che crediamo di conoscere, una realtà che ci appare solida e coerente. Tuttavia, questa realtà è solo un frammento di ciò che esiste realmente, un piccolo spazio all’interno di un recinto di percezione che delimita ciò che possiamo vedere, sentire e comprendere.
Carlos Castaneda descrive questa barriera in modo incisivo:
"Siamo intrappolati all’interno della bolla di percezione e quello di cui siamo testimoni è un riflesso della nostra visione del mondo, la nostra descrizione."
Ma da dove nasce questa bolla? Perché non possiamo percepire oltre i nostri limiti?
Il Recinto di Percezione: La Realtà Che Possiamo Riconoscere
L'essere umano è in grado di riconoscere solo ciò che già conosce. Questo significa che la nostra mente opera con un inventario di realtà, una sorta di catalogo percettivo fornito dall’egregor a cui apparteniamo.
L’egregor è l’insieme delle credenze collettive che formano il nostro mondo interiore e culturale. È la matrice che ci nutre e ci guida nella costruzione della nostra esperienza del reale. Ciò che non rientra in questa matrice è per noi invisibile, introvabile, inesistente.
Questa è la trappola della nostra percezione:
Non possiamo cercare ciò che non sappiamo esistere.
Il Recinto di Percezione è un meccanismo fondamentale della Mente Computazionale, la nostra parte razionale e adattiva. Il suo compito è chiaro: proteggere la mente dall’ignoto, impedendole di confrontarsi con realtà troppo vaste o destabilizzanti.
La mente umana non può funzionare se esposta a un eccesso di informazioni inconcepibili. È per questo che la nostra percezione si autoregola, filtrando l’enorme quantità di dati che ci circondano e mostrandoci solo ciò che il nostro sistema è in grado di sostenere.
Questo mantra percettivo viene ripetuto ininterrottamente dentro di noi:
🌀 “Esiste solo ciò che so esistere, e null'altro.”
Ma questa barriera è una protezione o una prigione?
La Bolla di Percezione: Protezione e Prigione
Questa bolla, se da un lato ci protegge dall’ignoto, dall’altro ci imprigiona in un’illusione di completezza. Ci impedisce di esplorare le possibilità più vaste della coscienza, costringendoci a una visione ridotta e limitata della realtà.
Molti cercano di infrangere questa barriera con tecniche spirituali, meditazioni profonde o esperienze sciamaniche, ma bucare la bolla senza una strategia è pericoloso.
Chi si espone all’ignoto senza una guida o una preparazione adeguata può:
- Essere sopraffatto da forme di percezione troppo vaste, fino a perdere la propria stabilità mentale.
- Entrare in contatto con entità o energie sconosciute, senza essere in grado di difendersi.
- Perdersi in una frammentazione psichica, incapace di ricostruire un senso coerente della propria esistenza.
È per questo che le tradizioni sapienziali di tutto il mondo hanno sviluppato pratiche graduali di espansione della coscienza, costruendo percorsi di apprendimento e protezione.
L’illuminazione, la trascendenza e l’evoluzione spirituale non sono un salto nel buio, ma un viaggio che deve essere guidato con consapevolezza.
La Strategia dell’Espansione: Il Risveglio dell’Osservatore Silenzioso (OS)
Se vogliamo ampliare la nostra percezione senza esserne schiacciati, è necessario un approccio strategico.
Non si tratta di abbattere la barriera percettiva con la forza, ma di espanderla progressivamente, integrando nuove informazioni senza perdere l’equilibrio interiore.
E, tra le altre cose, ricordare e realizzare profondamente dentro di sé che la via spirituale non conosce la fretta.
La chiave per farlo è risvegliare l’OS – l’Osservatore Silenzioso della nostra Mente Olistica.
🧘♂️ Cos’è l’OS?
L’OS è la parte di noi che osserva senza giudicare, che rimane presente e vigile anche nei momenti di transizione interiore. È quella coscienza superiore che non si lascia travolgere dagli eventi, ma che comprende e integra senza smarrirsi.
La Meccanica Taoica Universale (MTU) descrive l'OS come "occhio della Coscienza". La sua mente è la Mente Olistica. La Mente Olistica è da intendersi come la nostra vera mente, simmetrica, complementare alla Mente Computazionale.
Allo stesso modo, l'Osservatore Silenzioso è dunque il complementare taoico al nostro abituale senso del Sé. Il famoso "ego" informatico.
Geometricamente, l'ego sta all'OS come la mente informatica o computazionale, che domina questo periodo evolutivo, sta alla mente olistica.
Dunque
Chi risveglia l’OS è in grado di:
✅ Ampliare il proprio Recinto di Percezione, ovvero Evolvere.
✅ Osservare la realtà con nuova lucidità, trascendendo il caos.
✅ Evitare di consumare il Ki lottando contro se stessi nel trogo.
Eraclito ci avvisa:
“Se l'uomo non spera l'insperabile non lo troverà, poiché esso è introvabile e chiuso alla ricerca.”
🌿 L’espansione della coscienza non è un atto di forza, ma un raffinamento del nostro modo di camminare nel mondo.
"SE CORREGGI LA TUA MENTE, IL RESTO DELLA TUA VITA CADRA' NEL SUO GIUSTO POSTO"
(Lao Tzu)

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