sabato 10 febbraio 2024

LE ERE DEL DIVINO ALLEVAMENTO - SIAMO NELLO YUGA FINALE

Vogliamo comprendere la tanto vociferata "Kali Yuga"?

Nella cosmologia indù, uno "Yuga" rappresenta una delle quattro età dell'umanità. Congiuntamente durano oltre 4 milioni di anni, e sono segnate da un progressivo declino della vitalità e della morale umana.

[Dizionario inglese Collins. Diritto d'autore © HarperCollins Editori]

La parola "yuga" deriva dal Sanscrito, traducibile con: giogo, razza degli uomini, èra.

Come forse sappiamo, il sanscrito è una lingua molto ardua da tradurre in forma corretta. Come il tibetano e altre antiche lingue, le parole possono avere anche più significati, e persino diametralmente opposti tra loro. In altri casi frequenti, la reale traduzione comprende la somma di più diversi significati. In altre parole, tali lingue sono idonee a rappresentare diversi livelli di significato, a seconda del livello di consapevolezza e levatura spirituale di chi le legge.

Per contro, le lingue strumentali come ad esempio l'italiano moderno, o ancor più la neolingua transnazionale basata sull'inglese, tendono a semplificarsi per poter essere utilizzate e comprese anche dagli ultimi. In tal modo si giunge ad esempio, a confondere le parole "empatia" e "compassione", o le parole "èra" con "età". In quest'ultimo caso, possiamo ad esempio notare che la brutale semplificazione ha eliminato dei significati per poter essere rappresentata col termine "età". Un èra comprende infatti anche elementi esotici, spirituali, divini, simbolici, etc. che nella parola "età", strettamente riferita alla misura temporale, vengono erosi.

Dunque YUGA non significa affatto solamente un lasso temporale (età), bensì un "èra" entro la quale prende forma una specifica razza umana (specie coscientiva) entro un giogo (recinto della percezione).

Ma vediamo cosa sostiene il canone indù:



Possiamo vedere che il ciclo parte dal Krta o Krita o Satya (Oro) e termina col Kali, passando per Treta e Dvapara.

L'era finale del Kali rappresenta l'apice del degrado di questa emanazione di vita umana e spirituale.

Questo prima di tutto indica un processo che porta sempre ad un collasso della manifestazione fisica e antropologica. Il risultato spirituale è dunque altrove. In altre parole, l'evoluzione materiale secondo gli antichi Veda - esseri non umani pressoché omniscenti che divulgarono misteriose informazioni portando alla formazione di culti religiosi nell'area indiana - è un apparenza, e lo sviluppo progressivo di sempre più pervasive tecnologie rappresenta un segnale di degrado.

Per chi cercasse più sottili e profonde ispirazioni, è significativo osservare il periodo Dvapara:

  • "un misto di purezza e impurità, l'età del dubbio, tutte le cose sacre si dimezzano."
  • "...Micene appartiene alla tarda età del bronzo, nota anche come il Dvapara Yuga nel sistema Indù."
  • "La Realizzazione che è stata raggiunta nel millennio Satya attraverso la meditazione, nel millennio Treta attraverso l'esecuzione di diversi sacrifici, e nel millennio Dvapara attraverso l'adorazione di Krishna, può essere realizzata nell'Era di Kali semplicemente cantando i santi nomi."
  • "la Dwapara Yuga vide il declino della moralità e della pratica spirituale dello yoga. Man mano che le persone si allontanavano dal Divino, diventavano più competitive, zelanti, ingannevoli e alla ricerca del piacere. Il tenore di vita diminuì durante questo yuga, ma la scienza fiorì."
E proprio la scienza materialistica, che progressivamente va a sostituirsi alla scienza dello spirito trascendente, porta alla degenerazione dell'umanità. Tale visione è contestata solamente dagli autori più materialisti, che pretendono a tutti i costi un lieto fine che contempli "botte piena e moglie ubriaca".
Guenon, interpretato da Gaston Georgel, fissa il termine dell'ultima e più oscura parte del Kali Yuga nell'anno 2030.
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Le ere possono trovare una corrispondenza anche nel tipo di cultura spirituale, che passa da forme decisamente astratte, per poi passare alla forma orale, poi infine scritta, e in ultimo appaiono sotto forma di obblighi, di dogmi indubitabili equiparabili alla superstizione.

Ma se volessimo fare i precisi, come anticipavo, col sanscrito non andiamo d'accordo. La traduzione potrebbe portare a infinite discussioni semantiche: Dvapara, Dvāpara: 19 definizioni (wisdomlib.org)

Resta tuttavia abbastanza chiaro che il Dvapara Yuga sia il periodo entro il quale l'umanità ha fondato le principali religioni basate sulla forma orale, e nel contempo ci ha accompagnato sino alla cosiddetta era della ragione, dove le religioni si erano oramai trasformate in canone scritto, per poi giungere ad un completo annichilimento. Il principio ispiratore elevante è oramai scomparso, sostituito da credenze e suggestioni.

Lo Yuga del ferro ci conduce dunque ad un epilogo; un progressivo spogliarci di elementi misterico-spirituali, per affidarci invece a concetti razionali che man mano rivestono ogni cosa, incluso Dio.
In tal modo si giunge ad un sistema infinitamente frammentato e confuso.
Un ritorno agli elementi primari, basici, preludio di nuove forme di primitivismo.
I semi per il prossimo ciclo, per la prossima Era dell'Oro.

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