Ci sfugge forse qualcosa...
Cos'è un dormitorio?
O un oratorio, un parlatorio?
Cos'è la vita se non un procedere?
Ma un conto è viverla nel durante, un altro è viverla come un evento già spento in partenza, nell'attesa...
Quale incanto riescono a riunire, oscillando, questi due principi?
Uno vuole agire e influenzare il proprio intorno.
L'altro no. Vuole viverci, svelandolo...
La parte Yang di noi, quella maschile, lo Spirito, vuole realizzare. Passare da una condizione 1 ad una condizione 2. Persegue uno scopo.
Lo persegue entro un recinto. Il recinto della percezione è tutto ciò che abbiamo. Castaneda lo chiamava Tonal.
Proprio perché al di fuori del recinto della percezione, nulla è; per tale motivo l'al-di-fuori rappresenta lo Yin. In fondo, al di là del Tonal, tutto il resto infinito è Nagual.
Ciascuno sceglie il suo recinto della percezione. Inconsciamente, inavvertitamente, in modo sognante.
La realtà è un "sogno solido", recita il Buddhismo tradizionale.
Dentro questo sogno solido lo Spirito, Yang, Maschile, espande in creazione fino a consumarsi e spegnersi.
L'Anima dal canto suo, eterna ed infinita, giace lieta. Yin, femminile, infinita.
Pace Inverenziale

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