Si tratta di una riflessione che tuttavia non vuole escludere alcun aspetto, prima di tutto quello spirituale.
Se qualcuno è capitato su questo post alla ricerca di qualche opinione altrui che possa farlo sentire più soddisfatto e compiaciuto, probabilmente resterà deluso.
I generi sessuali sono aspetti che competono il corpo fisico prima di tutto, e secondariamente i corpi sottili.
Esistono delle effettive differenze tra i veicoli esperenziali di tipo maschile e quelli di tipo femminile; ironia spicciola a parte, oltre alle differenze anatomiche esistono particolari differenziazioni nella disposizione dei chakra e nella configurazione energetica, che determina tra le altre cose anche le modalità con le quali ci relazioniamo con l'esterno.
Trattasi però esclusivamente di differenze tra i corpi!
L'Ente spirituale che vive la sua esperienza attraverso tali corpi NON ha genere.
Mi permetto infatti di contestare, se non anche biasimare, quei moderni "maestri" spirituali che arrivano a convincere i loro proseliti circa il "sesso" della loro parte spirituale.
"...il mio Essere è femminile..."
Sovente ci troviamo di fronte a qualche sgradito fenomeno di reclutamento; esseri umani gravati da ambizioni di potere e magia sviluppano rapporti simbiotici con entità lunari, dopodiché intraprendono la loro missione di ricerca adepti, ovvero persone adescabili (solitamente colte in un momento molto difficoltoso della loro vita...) da offrire all'entità in cambio di potere. Questo tipo di mitomani sono anche molto pericolosi. Situazioni simili ne ho incontrate di persona.
Ciascuno di noi sviluppa un senso del Sé dipendente dalla propria architettura egoica. L'Ego viene erroneamente avvertito come "ente esperente", e di conseguenza le sue funzioni diventano le nostre funzioni. L'Ego DEVE identificarsi in qualcosa, altrimenti non sperimenta alcun senso di identità.
Da qui generalmente le persone si identificano con il proprio corpo fisico, o talvolta con il corpo astrale (emozioni) o con il corpo mentale (pensieri). Se mi chiedo "io chi sono" o "dov'è il centro del Sé", la risposta fornita dall'Ego ci indirizzerà a pensare che siamo "nella testa", o comunque nel corpo.
La comune identificazione col corpo porta ad una serie di problematiche sociali che potremmo definire "peccati di immaturità": razzismo, sessismo, machismo, femminismo, eccetera.
L'immaturità umana rispetto a questa propria situazione non coincide tuttavia con la sua superbia; e così, nonostante il vuoto di consapevolezza e la mancanza di reale coscienza del ruolo della sessualità nell'esperienza umana, le nuove scimmie in fila davanti al cinema del transumanesimo inventano nuove identificazioni, assumendole come norma obbligatoria.
Non molto differente dall'oscurantismo medioevale o dal sessismo delle sette estremiste religiose, non trovate?
L'identificazione con un genere, al pari di quella per le mode o le ideologie, rappresentano rituali di sintonizzazione con i vari campi ideoplastici (egregor) che concorrono alla plasmatura della realtà.
Quando una persona non si riconosce nel genere maschile, sta processando un dissidio di tipo egoico. Quello in cui non si riconosce è il modello maschile proposto dalla società, non "la maschilità".
La maschilità è una funzione polarizzata dei corpi che può assumere infinite modalità operative e relazionali.
Credere che esista solo il "modello maschile" o femminile propostoci dal ristretto ambito sociale nel quale siamo venuti al mondo, è il primo errore.
Sarebbe come venire al mondo in un paese dove l'unico frutto conosciuto è la carruba, e decidere di voler assumere un abitudine alimentare priva di frutta.
"io sono un uomo", "io sono una lesbica", "io non mangio frutta"... è lo stesso. Si tratta di conclamati fenomeni di identificazione errata del Sé con aspetti egoici.
Sentirsi differenti in quanto non riusciamo ad identificarci con i modelli sociali che ci vengono proposti, è un fatto positivo, non un "problema". L'identificazione con tali modelli è un problema!
"Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati a una società malata."
[Jiddu Krishnamurti, nella foto con David Bohm]
Spesso condizioni difficili nell'adattamento sociale, specie quando compaiono sin da giovanissimi, rappresentano banali indicatori di un impulso spirituale fuori dal comune.
Questo tipo di individui erano tenuti in grande considerazione all'interno di molte realtà tribali, divenendo spesso guide, sciamani, curanderos, veggenti o capi tribù.
Il fatto che la società moderna si basi sull'omologazione e omogeneizzazione degli individui, è il segno della tensione transumanista, che spinge verso un architettura sociale simile a quella degli insetti, dove è indispensabile che ciascuno "faccia il suo lavoro" e non altro!
D'altronde nessun sistema informatico se la cava bene con la gestione degli elementi mutevoli. L'equazione ha bisogno di costanti, e diventa esponenzialmente più complessa ad ogni variabile inserita...
[Eckart Tolle, nella foto con Tenzin Gyatso]
Una direzione spiritualmente più evoluta è quella di TRASCENDERE il genere.
Trovare un senso di identità nell'identificazione con il "fare", e quindi con i corpi, è segno invece di immaturità, e rappresenta proprio quella tipologia di "enweaking" volta a dare prematuramente una risposta alle domande dell'anima umana.
In questo caso, la domanda è quella sottesa alle inquietudini di coloro che non trovano un senso di appartenenza e identità negli stereotipi sociali; "chi sono...?"
Proporre loro la soluzione "sei un gay" non risolverà il problema esistenziale della parte interiore, tuttavia metterà almeno provvisoriamente uno stop alla loro ricerca di senso.
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