venerdì 11 maggio 2012

UMANI CON REDINI E BRIGLIE

Il "morso" è una parte dell'imbragatura che l'animale umano ha studiato, servendosi del suo intelletto analitico, per rendere più controllabile l'animale cavallo, e poterlo dominare senza rischi.

Il morso si afferra ai lati della bocca del cavallo, mediante una forte traversa metallica, operando una pressione regolabile che diviene TANTO PIU' DOLOROSA QUANTO PIU' L'ANIMALE MOSTRA SEGNI DI RIBELLIONE AL DOMINIO.

Se il cavallo fa il bravo. Se l'animale mostra di aver accettato "il suo ruolo" di servo. Se non ha "grilli per la testa". Se "fa quello che gli si dice": Allora il morso viene allentato, fino anche al punto di evitargli ogni dolore (sempre ovviamente che l'animale si sia fisicamente adattato a vivere con una sbarra di ferro che gli attraversa la bocca!...).

Anche i "paraocchi" hanno un utilità simile, in quanto evitano distrazioni o anche, in altre parole, un incremento di consapevolezza spaziale.
Questo infatti produrrebbe come conseguenza l'attivazione di scelte autonome (disobbedienza, dubbio, autodeterminazione...).

Sappiamo però che talvolta gli abusi, il disagio, e il dolore, possono addirittura risultare stimolanti proprio per quei moti passionali di forza ribelle utili a "rompere le gabbie"...
E' anche una riflessione utile a comprendere che, finché non si sente disagio, negli esseri viventi non si pongono in movimento energie di ribellione.
Ci si può ribellare solo a qualcosa che limita, blocca, impedisce, costringe... non ci si può ribellare a qualcosa che non si avverte, che non si percepisce.

Vi sono pertanto due differenti possibili reazioni al dolore o disagio:
1 - ribellione (Yang)
2 - adattamento (Yin)



Il morso è progettato per produrre dolore in modo tale da essere ritenuto INCONTRASTABILE dall'animale, suggerendogli quale unica scelta la seconda: accettazione e adattamento.
Di fronte ad una forza superiore alle proprie possibilità, la natura ha infatti solamente due scelte: rompersi o piegarsi.
Questo evidentemente dipende dall'indole dell'animale. Alcuni animali, messi in gabbia, si lasciano morire; altri vengono abbattuti e macellati perché "indomabili"...

NOTA 1: il morso non preme sulla parte frontale, o laterale, della bocca. Preme sulle sue due estremità molli. Nello studio della vultugnomica  avanzata, quella parte della bocca indica la nostra "capacità di dolcezza" e anche "pazienza e tendenza assecondante". Rappresenta la relazione che abbiamo con gli ambienti deboli, indifesi, inoffensivi.
In altre parole, quella è la parte YIN della bocca.
La parte centrale della bocca rappresenta invece il suo opposto: "capacità di durezza, forza" e anche "resistenza, caparbietà, reattività e ribellione". Rappresenta la relazione che abbiamo con cose e ambienti minacciosi, offensivi, forti, pericolosi. Quindi la parte YANG.
Si potrebbe quindi dire che il morso "opera sui punti deboli"...

NOTA 2: il morso non si limita a produrre dolore, ma lo fa in modo da obbligare l'animale, per ridurre il dolore, ad ABBASSARE LA TESTA.
L'atto di abbassare la testa coincide con la scelta Yin-accettazione.
L'atto contrario, "a testa alta", è la tipica postura di chi ha deciso di combattere stoicamente fino alla morte (Yang-ribellione).



Approfondimento completo sulle irrorazioni artificiali in atto da decenni
Ciò che indica agli esseri viventi la presenza di una "costrizione" è la sensazione di DISAGIO, che si può percepire in molte forme differenti.

Quali sono le nostre briglie, i nostri morsi?

Quando al mattino guardiamo il cielo azzurro, cosa ci impedisce di vivere con disagio il suo progressivo trasformarsi in una pallida e biancastra coltre di irreali nubi striate?

Cosa ci impedisce di ALZARE LA TESTA?

Sono i nostri problemi quotidiani?
I nostri "impegni"?...

Alcuni esperti di Programmazione Neurolinguistica (PNL) affermano, con giusta consapevolezza, che la sfera degli ideali coincide con un involontario movimento degli occhi VERSO L'ALTO, mentre i pensieri di preoccupazione, dolore, angoscia, producono al contrario un movimento degli occhi VERSO IL BASSO.


Come cavalli, il "morso" delle preoccupazioni, del razionale "buon senso", ci obbliga ad abbassare la testa, ponendoci in uno stato di INFERIORITA' rispetto all'ambiente nel quale viviamo, e conseguentemente obbligandoci ad assumere un atteggiamento remissivo, obbediente, assecondante...
Per evitare di soffrire di questa situazione di schiavitù e prigionia, preferiamo non guardare, per evitare la responsabilità che comporterebbe il prendere coscienza dei fatti che ci circondano (paraocchi volontario).

L'essere umano è addomesticato.

Se qualcuno ha ancora il ricordo della vita selvaggia, e ne avverte il possente ardore, allora non serve dire che DEVE RIFIUTARE IL MORSO.
Deve rifiutarsi di accettare i parametri che il "buon senso" sociale gli suggerisce per essere felice, perché in cambio dovrà accettare redini e briglie.
Deve cercare in sé il senso delle cose.
Deve astenersi da inutili lotte con i propri simili, per sostenere opinioni prese in prestito da altri.
Deve rifiutare le lusinghe dolci e coercitive.
Deve rifiutare l'inganno di un viaggio piacevolo solo guardando col paraocchi.

Rammentare la nostra natura selvaggia, ci consente di riprendere un reale cammino di evoluzione interiore.
Quel cammino si interrompe completamente quando l'umano vive come un animale domestico.

Se poi penso che la maggior parte delle persone non solo accetta le briglie e il morso, bensì le desidera!!...


Il nostro "padrone" è veramente astuto, se è riuscito a produrre questo in noi!

Ma questo è anche splendido perché mostra che il "padrone", per controllarci, ha bisogno di mantenerci incoscienti. Forse in fondo, egli ci teme.

lo sfidante
un altro modo di vedere la cosa, di Carlos Castaneda




Alcuni Vangeli Apocrifi narrano l'origine dell'uomo in maniera differente da come insegnano in catechismo. Un Arconte dispotico, vanitoso e crudele, ha creato l'essere umano per farsi servire. Ma al di sopra di lui, forze impersonali e giuste, avvedendosi della sua meschinità, lo hanno ingannato, facendo si ché nell'uomo sia nascosta una forza a lui potenzialmente superiore. Così l'Arconte Jaldabaoth, adirato, ha prodotto una deformazione nella coscienza umana, affinché questi non possa giungere alla coscenza di se stesso, e servirsene per raggiungere i Cieli, scavalcando i suoi domini.
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Siate liberi, sorridete in potenza alla Vita e al suo mistero!




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