giovedì 30 giugno 2022

IL GRUPPO E LA LEGGE DEL MINIMO - TAO RELAZIONALE



".. vediamo se riesco a rappresentare questa cosa della legge del minimo.

Riguarda ogni volta che si lavora in collettività; cioè se a un dato momento una persona decide di non agire singolarmente ma agisce come entità collettiva insieme ad altri, a partire dalla coppia per arrivare un gruppo di persone, un gruppo di lavoro, etc, si deve rispettare la legge del minimo, che significa...
Esempio: mettiamo che si parli di dipingere una casa; un gruppo di cinque persone vanno lì a dipingere la casa: il livello di coscienza di ciascuna di queste persone determina la qualità del lavoro che loro sono in grado di esercitare.
La qualità non la quantità! Quindi dobbiamo uscire per un attimo dall'idea che ogni cosa può essere ridotta ad una regola. Oggi va molto di moda; è necessario perché tutti i sistemi sono gestiti da procedure di tipo informatico no?  ...quindi deve esserci una regola, uno standard...
Usciamo un attimo ed entriamo nello zen della questione. Lo zen dice che questa cosa che io vado a fare ha senso solo per me, ha senso per me e per la coscienza che riesco a esprimere, quindi sarà sempre sbagliata, perché non è mai esattamente nello zen, non è nel centro; solo quando riesco ad agire nello zen sono nel centro, però il cercare di andarci, il perseverare nel fare cose che sono sempre relativamente non-centro aiuta chi lo fa a cercare il suo centro, quindi lo zen diventa in questo modo una via per un'illuminazione, ma allo stesso tempo indica che ciascuno di noi ha un suo livello, una sua difettosità, ovvero tutto è relativamente sbagliato; non è tutto perfetto, bensì è tutto relativamente sbagliato, ma chi fa zen lo sa e per quello se ne accorge, se ne avvede molto rapidamente. Quando provo a fare lo zen devo fare una cosa bella armonica. Ecco però, se sono in gruppo, cosa succede considerando che ciascuno può dare quello che è al suo livello. Esempio: se tu hai un livello 10 e ti metti insieme con uno che ha un livello 6, con uno che ha un livello 12, con un altro che un livello 10, più con un altro il risultato finale [rispecchierà la legge del minimo - ndr].

Se arriviamo alla fine di questo lavoro della facciata della casa, e ci arriviamo consensualmente, quindi non abbiamo fatto un singolo passo [senza misurarci con gli altri - ndr] nella scelta del colore della vernice, nella scelta della tipologia di vernice, e tutto il resto, se noi ogni scelta l'abbiamo dovuta fare consensuale, rispetta la legge del minimo.
Ovvero perché tutti fossero soddisfatti di ogni singolo passo, dovevano capire quello che facevano, ovvero ogni singola persona tenderà a portare al suo livello tutto il resto.
Se si considerasse un'unica operazione, questo dell'esempio sarebbe dunque lo schema di coscienza che ciascuno avrebbe rispetto a quella singola operazione, perché qualcuno potrebbe essere più cosciente della chimica di un materiale e qualcun altro potrebbe essere più cosciente di altri aspetti, quindi se riguardo la chimica del materiale ci si confronta, questo è il risultato. Il livello [di qualità è determinato dalla - ndr] legge del minimo.

Se tu però alla fine di un lavoro trovi tutti scontenti tranne uno o due, è segno che il gruppo era squilibrato, disomogeneo dal punto vista della coscienza.
Questo accade molto spesso quando si inizia per esempio un progetto, però per spingerlo, per tentare a tutti i costi di farlo andare avanti, si fa molta politica, molta dialettica e molta diplomazia nel presentarlo: questo fa sì che vi siano delle adesioni al progetto per motivazioni tra loro eterogenee, diverse, quindi qualcuno veniva a fare quella cosa perché gli hai detto che avrebbe avuto una carriera, qualcun altro viene a fare quella cosa perché gli dici che c'è un team stimolante, qualcun altro partecipa quando gli dici che tanto non ha niente da perdere; quindi ognuno si aspetterà e richiederà da quel progetto delle cose differenti!
Alla fine del progetto solitamente sarà contento solo l'ideatore che ha utilizzato e strumentalizzato il resto del gruppo, quindi se è stato bravo in qualche modo avrà ricompensato gli altri per renderli soddisfatti.

Per questo sacrificio gli altri potranno ottenere soldi, o gloria, etc. ma non potranno ottenere una soddisfazione come quella dello zen.

Questo vuol dire anche che, se vogliamo portare lo zen nella nostra vita, che sia la nostra relazione di coppia, le nostre relazioni di amicizia, oppure i nostri progetti imprenditoriali, perché si ottenga armonia in questo progetto dobbiamo porre attenzione nello scegliere i nostri collaboratori, nel riunire un team.
Il team deve essere accomunato da qualcosa che sia omogeneo, e sto parlando proprio della coscienza. La coscienza del team deve essere omogenea, perché se noi abbiamo più o meno lo stesso livello di coscienza, ma viviamo in un mondo dove la coscienza è mediamente inferiore, il nostro progetto anche se rispetterà la legge del minimo avrà comunque un livello migliorativo della collettività.

In caso contrario, se il team non sarà omogeneo come coscienza dei membri, questo gruppo non produrrà qualcosa di migliorativo per la totalità della collettività, ma solo migliorativo relativamente a un minimo comun denominatore, quindi il consiglio è quello di cercare noi lo zen di noi stessi e quando entriamo in relazione con altri, che siano relazioni virtuose dove cerchiamo di far collimare con la massima trasparenza e schiettezza quelli che sono i nostri propositi, che chiaramente dovrebbero essere ancora una volta rivolti allo Zen."
[Eros Poeta - 2018]

https://youtu.be/83KH22hzOnM

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