giovedì 17 ottobre 2019

Gandhi: "una satanica moltiplicazione dei bisogni"


Gandhi, politico, mistico e filosofo indiano, promotore della tolleranza tra popoli e della nonviolenza, esprime con forza la sua visione concretamente bottom-up.
Era circa il 1940. E' facile intendere che oggi Gandhi non approverebbe affatto lo slancio liberista del neo-consumismo ideologico, anzi, per usare le sue parole, lo detesterebbe con tutta l'anima.

"Non credo che la moltiplicazione dei bisogni [oggi perpetrata sempre più - ndr] e tutto il meccanismo messo in opera per soddisfarli faccia avanzare il mondo di un solo passo sulla via del suo fine naturale.
Detesto con tutta l'anima questo folle desiderio di annullare il tempo e le distanze, di accrescere gli appetiti animali e di correre fino agli estremi confini della terra per cercare di soddisfarli.
Se la civiltà moderna significa tutto questo, come mi è parso di capire, io la chiamo una civiltà satanica.
Civiltà, nel senso autentico del termine, non significa moltiplicazione dei bisogni, ma volontaria e deliberata riduzione di essi [ogni nuovo
bisogno è accompagnato da un nuovo disagio - ndt]. Soltanto questo porta alla felicità e al vero appagamento, e rende più idonei al servizio degli altri."

[tratto da "L'Arte di Vivere" - Gandhi]

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