La verità? L'individuo, anche come gruppo o collettività, non può più costruire niente, perché non può più programmare niente.
Il contesto infatti cambia, è mutevole, e non può più rappresentare una base su cui costruire. Lo stesso vale per i rapporti umani.
Il contesto infatti cambia, è mutevole, e non può più rappresentare una base su cui costruire. Lo stesso vale per i rapporti umani.
Oggi è normale dire che ti piacciono i fiori, e successivamente appassionarsi per i diserbanti.
Non si realizzano più società DI INDIVIDUI, neppure in ambito imprenditoriale; l'associazione diviene una pura formalità.
Nessuno vuole più prendersi impegni che dipendono da altri, in quanto anche il nostro miglior amico può rincoglionirsi sotto i nostri occhi, in qualunque momento!
Nessuno vuole più prendersi impegni che dipendono da altri, in quanto anche il nostro miglior amico può rincoglionirsi sotto i nostri occhi, in qualunque momento!
Dunque bello tutti assieme, ma solo se si tratta di una "relazione aperta", dove ciascuno in qualunque momento possa concedersi qualunque vagheggiamento, qualunque comportamento incoerente e distruttivo, nei capricci dell'ego, preda dei venti.
Non ci si unisce per uno scopo comune, ma per un fine molto transitorio e a breve termine. Così troviamo chi vuole aderire al progetto X per noia, chi per flirtare, chi perché si sente solo, chi perché vuole comandare, chi perché vuole poi venderlo e guadagnare, chi per fama, chi per superbia... ma mai per uno scopo comune.
E per rendere cronico questo errore, via via si è imparato ad evitare tassativamente proprio di approfondire in fase di negoziazione... "ok, apriamo un bar assieme, ma io voglio farlo per avere alcool gratis ad ogni ora, tu perché vuoi farlo?"
Magari scopriamo che in verità il suo scopo è far soldi (scopo conflittuale), fare il fico (scopo conflittuale), fare salotto con amici (scopo potenzialmente conflittuale), conoscere ragazze (scopo potenzialmente conflittuale)... e così via.
Accade anche in noi, quando vogliamo fidarci, vogliamo crederci, vogliamo pensare di aver capito male... tutto per evitare il gusto amaro della responsabilità sulla nostra esistenza.
In quindici anni di attività come ricercatore spirituale, filosofo e scienziato nel campo delle nuove tecnologie, sono entrato in contatto con molti gruppi relazionati con più o meno sensati progetti sociali alla ricerca di nuovi modelli "sostenibili" ed evolutivi.
La verità è che molti di loro, paradossalmente, HANNO LO STESSO SCOPO FINALE, ma si contrastano negli effimeri scopi celati dei loro sostenitori, ovvero i loro ego (superbia, invidia, lussuria, etc) non riescono ad accordarsi.
Uno dei conflitti più frequenti tra gruppi, è il banale conflitto di potere.
Se i "capi" si mettono d'accordo, allora i gruppi lavorano assieme, altrimenti tutti dovranno subire i capricci dei capi, e lavorare maldestramente separati anche se i gruppi hanno lo stesso scopo finale. Ma anche i singoli partecipanti hanno il loro ruolo nel qualificare negativamente il gruppo, portandovi le proprie contraddizioni anziché chiarezza di intento, utile a costruire.
Se i progetti evolutivi fossero bambini, dovranno attendere ancora per molto nel limbo dei non-nati, in attesa di un terreno affidabile dove poter attecchire e prendere vita.

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.