martedì 29 novembre 2016

PARA-ADVAITA - si può vivere senza ego?

GM (interrogante)
Ciao, cosa ne pensi di questo articolo?
https://ilblogdellanimale.com/2016/11/24/la-liberta-oltre-la-ricerca-karl-renz/
Credi sia possibile vivere concretamente nel quotidiano usando la nostra personalità e, nel contempo vivere su un livello di Coscienza del genere?
Grazie, in ogni caso.

EP (Eros Poeta)
...allora, si ma il tuo tentare di immaginarlo è fallimentare già "a tavolino".
Nell'esempio in questione, il sig. Karl Renz sta parlando come se ciò che dice riguardasse e investisse tutto se stesso (stato dell'essere), ma l'evidenza dice che portando gli occhiali ha delle gravi tensioni inconsce totalmente da lui inaccessibili (vedasi il paradigma di W. Bates sui difetti visivi... da non confondersi con le illazioni becere sulla sua scienza sbandierate dagli sciacalli post mortem). Dunque egli è semplicemente identificato in un insieme di ego che, al pari di un sofisticato algoritmo adattivo di programmazione di un dispositivo I.A., hanno appreso a formulare un paradigma di descrizione della realtà basato sulla strenua negazione dell'esistenza intrinseca, giustificandolo con l'assenza di prove empiriche risolutive che dimostrino l'esistenza della materia e della realtà.

Ci sono molti autori oggi che ostentano una dialettica Advaita in stile Maharaj; alcuni iniziano a scrivere così da un giorno all'altro, previa ovviamente massiccia lettura di testi in argomento.
Avverto tuttavia l'evidenza del fatto che le loro parti istintive sono ancora perfettamente soggette all'illusione del sogno solido e dell'ego, che lo reputa oggettivamente esistente (esistenza intrinseca) sebbene non lo sia.
Ciò che oggettivamente esiste è solo lo yin, ma è inavvertibile se non dall'essenza profonda della nostra anima. Non appena si cerca di afferrarlo con le parti yang (corpo fisico, vitale, astrale, mentale, detti "quaternario") della coscienza, massimamente dominate dai concetti (software) dell'ego (mente informatica), non appena l'oggettivo viene afferrato dal soggettivo o dipendente, l'oggettivo stesso diviene soggettivo. Ma tra elementi manifesti, ovvero soggettivi, esiste un interazione rigida e stretta, che la mente informatica chiama "realtà"!
La mente informatica considererà sempre reale l'irreale (realtà soggettiva Yang) e irreale il reale (realtà oggettiva Yin), per questo la mente informatica ci spinge a cercare quello che chiama "felicità", mentre oggettivamente andiamo alla ricerca di una "ininfelicità", ovvero uno stato di soluzione alle mancanze, che sono lo stato di infelicità conosciuto dalla mente informatica.

GM
Grazie per la Tua generosa attenzione. Ma si potrebbe vivere senza Ego nella materia...?
Cosa accadrebbe se fossimo del tutto Yin? Saremmo pura Coscienza, svaniremmo nell'infinito?

EP
La mente informatica è come un computer. Castanedianamente possiamo definirlo come strumento per ordinare il Tonal, oppure pensare erroneamente che possa guidarci attraverso il Nagual, verso l'ignoto, verso l'evoluzione della coscienza, cosa che ovviamente non può fare giacché ciò che è informatico può solo riconoscere ciò che conosce, ed è incapace di riconoscere ed elaborare il "nuovo".
Con la corretta configurazione delle nostre risorse, la mente informatica non sarebbe un problema più di quanto non lo possa diventare il tetto della nostra casa.
Ma lo scenario esistenziale non è qualcosa che possiamo immaginare dal nostro attuale punto di vista, dove la mente informatica filtra ogni cosa (tendenza centrifuga della psiche).

GM
Saremmo pura realtà, forse come successe ad Atlantide... sì, credo di capire.