Senza pretesa di essere esaustivo, vorrei condividere una constatazione personale riguardo la Natura.
Molti avvertono un effetto benefico dal contatto con la natura; ciò si manifesta in vari modi e forme, dalla distensione del sistema nervoso con i suoi effetti a cascata sul corpo, alla rivitalizzazione energetica, eccetera.
Alcuni per contro potrebbero persino provare disagio; per la temperatura, l'umidità, gli insetti... la mancanza di qualcosa cui si è abituati...
Tagliando legna ci si potrebbe invece accorgere di alcuni dettagli; ad esempio, un dettaglio fondamentale è che se si sbaglia colpo con l'ascia o con la sega, si rischio di danneggiare gravemente il corpo.
Questo viene avvertito in forma molto "fisica", istintiva: se sbaglio, sono guai!
Lo stesso non si può dire di lavori "di concetto", dove l'errore porta al contrario a conseguenze di tipo emozionale o mentale.
Le conseguenze fisiche di un errore durante un calcolo contabile non sono infatti dirette, e questo tipo di conseguenze vengono consapevolizzate solo a livello mentale. In altre parole la parte istintiva-vitale non riesce a collegare le due cose.
Col tempo può sorgere una specie di programma nel centro istintivo, che produce ansia e disagio in caso di errore, ma si tratta di una parte del centro istintivo che, come ho spiegato in altre occasioni, rappresenta la parte mentale del centro istintivo, e non la parte "atavica".
Questo tipo di programmi sono molto presenti e invadenti nella persona comune, moderna, metropolitana. Essi sono la causa di una serie innumerevole di conseguenze negative, sfuggenti e dannose per lo sviluppo della coscienza e consapevolezza umana.
Tornando alla natura, essa attua la sua maggiore e migliore azione quando entriamo in "modalità sopravvivenza", allorquando dunque interagiamo con essa allo scopo di sopravvivere.
Il lavoro fisico nella natura viene vissuto in questo modo; molti centri di cura "alternativi" ottengono grandi risultati con il lavoro nella natura, specie nella cura delle malattie psichiatriche o delle dipendenze.
Raramente tuttavia viene compreso il legame tra gli elementi psicologici, raramente si comprende veramente il meccanismo che guarisce.
Per comprenderlo, pensiamo ad una giornata comune in una città. Si prende un autobus, si entra in un bar, ben vestiti e con denaro in tasca.
In questo tipo di esperienza la parte mentale attua la sua tipica chiacchiera, pensando al futuro, al passato, e attivando numerose forme di emozione.
Possiamo notare che quando la mente indulge in pensieri spiacevoli, ad esempio pensiamo a nostro padre maleducato, alla nostra compagna che ci ha tradito, nascono corrispondenti emozioni, che generalmente la newage chiama "emozioni negative".
In presenza di queste emozioni, è facile che il nostro intorno si deteriori, per entrare in risonanza con questo stato emotivo: il barista è sgarbato e distaccato, la coda in Posta non sembra diminuire, non trovo un parcheggio, eccetera.
Il disagio che ne consegue è di tipo EMOTIVO e MENTALE. Non si tratta di un disagio istintivo, quindi non produce reazioni vitali.
In altre parole: NON CI PREOCCUPIAMO DI INDULGERE IN EMOZIONI E PENSIERI NEGATIVI.
Non ci preoccupiamo di farlo anche perché la connessione tra il nostro STATO INTERIORE e gli EVENTI ESTERIORI che stiamo vivendo è vago e sfuggente. Di conseguenza raramente proviamo una netta sensazione che le due cose sia strettamente collegate, e questo viene migliorato solo lievemente dalla lettura dei moderni polpettoni newage.
Quando invece si fa un lavoro pericoloso e impegnativo, sopratutto nella natura, possiamo notare che se tagliamo un ramo con la roncola mentre abbiamo un pensiero rancoroso, immediatamente accade qualcosa più o meno grave.
Il colpo non va bene a segno, una scheggia ci schizza in faccia, un legno ci cade su un piede, la mano inavvertitamente si ferisce...
Il legame tra questi due eventi assume connotazione fisica; in questo modo, la parte istintiva ha una prova tangibile, quasi indubitabile, della connessione tra i due eventi, e si modifica di conseguenza: la mente si sforza di mantenersi limpida, vuota, concentrata. Le emozioni sono leggere, placide...
Insomma, portare l'essere umano a doversi impegnare per sopravvivere, sarebbe una delle cose più salutari e utili che potrebbero accadere, anche con riguardo alla propria crescita spirituale, e in particolar modo per lo sviluppo di specifiche e utilissime qualità di attenzione e concentrazione.
venerdì 25 dicembre 2015
domenica 20 settembre 2015
LA BUFALA DELL'ANTIBUFALA - diventare vittime della dialettica
Oggi è "ufficiale"! Esistono bovini in giro nel web!...il tormentone delle bufale sul web è nato assieme al proliferare di news che come caratteristica fondamentale hanno un semplice elemento: non sono allineate alla censura operata dalla stampa ufficiale.
Ed ecco che compare subito il termine "ufficiale"; come vedremo è essenziale.
Si parla di una ventina d'anni fa. Allora nel web vi erano ancora quasi esclusivamente due tipi di notizie: quelle ufficiali, e quelle di "controinformazione".
I social network non costituivano ancora un surrogato della rete; oggi sono luoghi dove avvengono il 99% delle interazioni tra internauti.
La loro presenza ha originariamente costituito un rischio. I s.n. erano infatti un luogo dove in tempo reale rischiavano di circolare notizie "scomode", e talvolta la cosa in effetti accadeva.
La contromossa appariva scontata, e scontatamente precisa e funzionale.
Anche senza entrare nel merito delle "evoluzioni" dei motori di ricerca, che sostanzialmente oggi servono per lo più a restituire redditi a coloro che investono in pubblicità (e non parlo solo di prodotti...), è comunque evidente che sui social network la maggioranza di notizie di controinformazione sono inserite ad hoc per screditare le notizie vere. Chi non se ne fosse accorto, è invitato a ritirarsi in un luogo del mondo dove non gli sia concesso fare danno in alcun modo, ad esempio votando. Il suo voto sarebbe per l'appunto pilotabile dal marketing, pregiudicando i principi democratici in via originaria.
Nonostante la mia ironia amara di cui sopra, resta l'evidenza del fatto che la maggioranza di persone tende ancora a considerare le notizie "ufficiali" come più meritevoli di fiducia e più attendibili rispetto alle notizie "non ufficiali".
Difatti la parola UFFICIALE è d'uso quotidiano agli addetti ai lavori, ovvero quei giovani impiegati negli uffici stampa delle agenzie di web-marketing che ininterrottamente si ardimentano per scovare parole ad effetto; parole che, quando lette, inducono l'utente a cliccarvi sopra, spinto da un "bisogno emotivo".
Una volta bastava il porno. Oggi probabilmente il web, e la forma pensiero comune, ne risultano talmente impregnati da mitigarne gli effetti attraenti per la cd. "attenzione involontaria".
Ora la seconda mossa: l'introduzione del termine "bufala" per identificare una notizia falsa, e la diffusione di tale termine in modi tali da far sentire, coloro che vi credono [...alla notizia], dei tonti! Delle persone che credono alla prima cavolata che leggono!...
Ma osserviamo meglio.
Una bufala oggi è definita tale non perché qualcuno, ad esempio un politico, un giornalista o uno scienziato, sia stato REALMENTE testimone della sua "non autenticità".
Al contrario: una bufala è quella notizia che viene sbufalata da un sito antibufala!
La differenza dovrebbe saltare agli occhi dei normodotati.
Il sito antibufala è un sito...
UN SITO!
Un sito come un altro, con dietro delle persone tutt'altro che preparate sull'argomento, che non fanno altro se non verificare, tra le fonti UFFICIALI, la conferma o smentita UFFICIALE della notizia.
...Quindi la notizia dovrebbe essere falsa solo perché le fonti ufficiali non la confermano??
Ciò è tanto ridicolo da apparire persino comico.
Delle persone che in fondo ancora credono (spesso solo inconsciamente, mentre in apparenza pensano di essere molto svegli, smaliziati e anticonformisti) all'autenticità ed alla buona fede degli organi di informazione ufficiali, controllano se una notizia NEMICA delle fonti ufficiali sia vera o no cercando conferma dalle fonti ufficiali stesse???
La verità è che la maggioranza delle notizie sbufalate sono create e fatte circolare apposta per essere poi ridicolizzate. Questo trasforma i siti "antibufala" in sfacciati complici della quotidiana disinformazione, in fonti sostitutive della nostra propria coscienza critica, ne più ne meno di quanto non facessero vent'anni fa le fonti di informazione ufficiale.
Chi vuole sapere la verità, non deve far altro che affrontare il difficoltoso e fumoso sentiero del pensiero autonomo, svincolato dai limiti delle "credenze".
Purtroppo la maggiore difficoltà di quest'operazione è ciò che esotericamente si chiama "restituire i giocattoli al diavolo".
I giocattoli altro non sono, in questo caso, che le nostre comode abitudini.
Le certezze sulle quali poggiamo il nostro equilibrio psicologico senza il quale probabilmente non riusciremmo neanche ad alzare il culo la mattina per andare a cercar successo nella società.
...non dimentichiamo che la Bayer ha reso tossidipendente il mondo per un secolo, proponendo l'eroina come un farmaco miracoloso "privo di qualsiasi effetto collaterale".
Sull'argomento "attenzione e concentrazione":
QUATTRO MODALITA' DI ATTENZIONE - Eros Poeta
venerdì 26 giugno 2015
I NUOVI TURISTI DELLA VITA [Egregor]
"Anni fa, di ritorno da un viaggio nelle Ande venezuelane con una combriccola di gnostici in cerca di un senso, mi ritrovai a condividere impressioni con un passeggero in volo con me su un 747 di bandiera spagnola.
Si trattava di una donna, che lasciava il suo compagno sudamericano alla sua vita di operatore sanitario volontario. Raccontava di lui, di loro... dei mesi appena passati e delle difficoltà incontrate.
Interessanti i racconti di Cuba, e dei ghetti per malati di AIDS, oltre a quelli riservati a patologie più classiche...
Interessante la maniera con cui i turisti riescono ad evitare, glissare, scivolare altrove, a tutto ciò che possa toccare la loro sensibilità.
Ogni 1000 turisti che voracemente invadono Cuba scambiando beni di dubbio genere, indicativamente uno solo avrà una certa consapevolezza della realtà umana del posto; non parlo di numeri e informazioni intellettuali, ovviamente.
La massa (la Specie Madre connessa massimamente al Campo Egregorico di Massa CEM) ha una filosofia di vita molto evidente, sfacciata: evita il dolore e cerca il piacere.
E questo è quasi atavico, infatti il grande balzo e conseguimento della massa, quasi un miracolo, è un altro, è il riuscire a non avvertire più un sentore di sbagliato in questa tendenza, che si riassume nell'espressione gurdjieffiana "seguire la via di minor resistenza".
Quel sentore appartiene alla parte di noi che nella massa si sta perdendo; quella connessione con l'Origine...
Oggi sento molti amici dire, abbracciando una filosofia ben specifica, che elimineranno "i contatti di facebook che mettono in bacheca notizie negative"...
Alcuni di questi sono arrivato a capirli... ma altri direi proprio che dovrebbero riflettere un pochino prima di assecondare una filosofia di autogiustificazione.
Il processo è lungo e progressivo; così per ciascuno di noi. Il processo che porta ad incontrare cambiamenti in noi stessi presenta uno sviluppo molto personale, ma generalmente alcune parti di noi e della nostra psiche, collegate simbolicamente con l'elemento Terra, per cambiare abbisognano di specifici requisiti di tempo e spazio, quasi nella necessità di adempiere qualche esotica legge della fisica trascendentale [branca della fisica purtroppo riconducibile a fantascienza spirituale - ndE] attualmente ignota.
Le abitudini, il senso profondo del Sé, il rapporto col nostro corpo, la suscettibilità a determinate patologie fisiche o psichiche... cambiano con una certa difficoltà, mostrano una specie di inerzia.
L'essere umano ha diritto, quasi dovere, di essere felice. Il fatto che noi o altri siano tristi o soffrano, non impone a tutti gli altri di essere tristi a loro volta; tuttavia, il carico emotivo viene a riversarsi sul CEM, che "dovrebbe" ripartirne squisitamente gli effetti....
La condivisione di carico emotivo rappresenta infatti il "pegno di fratellanza" della specie: se non sei disposto a condividere il mio carico interiore, non sei della mia specie!
Ma il CEM, ancora una volta, stupisce risolvendo magistralmente il suo problema, con l'acume di un cervello androide: compartimentando i dipartimenti.
Masse di persone ai margini del mondo vivono infiniti tormenti, ma chiusi nel loro dipartimento restano energeticamente segregati come appestati in ghetti egregorici, impediti nel poter poggiare il loro carico emotivo sulla restante parte del CEM e sulle centinaia di altri dipartimenti di cui è composto.
Assieme a questo "peso", il resto dell'umanità avrebbe però anche ricevuto il "dono" di Conoscienza e consapevolezza costituito dal dolore e dalle esperienze interiori di questi esseri umani, attraverso la condivisione non relativistica che avviene all'interno di una specie.
Immaginate di osservare i grandi alberi venire abbattuti con gli occhi dei nativi... immaginate le spine nel cuore...
Pensate cosa accadrebbe alla massa, alla specie madre, se un manager o una casalinga osservassero il parquet con quegli stessi occhi...
L'entanglement consente alla specie di non agire ciecamente.
Le reazioni che talvolta abbiamo di fronte a questi "contatti" con dipartimenti egregorici pieni di dolore potrebbero anche osservarsi in altro modo, dove il giustificare la solita filosofia della "minor resistenza" potrebbe farci sentire simili a quei turisti, che di visita a Cuba borbottando lungo le eleganti vie del centro città, guardano un tizio vomitare e bofonchiano "dovrebbero farli arrestare, è indecente...".
Ma oltre questo... chissà, ad un certo punto il dolore del mondo può essere accolto tutto dentro di noi, dopodiché sarà decisamente indifferente guardare, non guardare, bannare...".
[Eros Poeta - EGREGOR note]
Si trattava di una donna, che lasciava il suo compagno sudamericano alla sua vita di operatore sanitario volontario. Raccontava di lui, di loro... dei mesi appena passati e delle difficoltà incontrate.
Interessanti i racconti di Cuba, e dei ghetti per malati di AIDS, oltre a quelli riservati a patologie più classiche...
Interessante la maniera con cui i turisti riescono ad evitare, glissare, scivolare altrove, a tutto ciò che possa toccare la loro sensibilità.
Ogni 1000 turisti che voracemente invadono Cuba scambiando beni di dubbio genere, indicativamente uno solo avrà una certa consapevolezza della realtà umana del posto; non parlo di numeri e informazioni intellettuali, ovviamente.
La massa (la Specie Madre connessa massimamente al Campo Egregorico di Massa CEM) ha una filosofia di vita molto evidente, sfacciata: evita il dolore e cerca il piacere.
E questo è quasi atavico, infatti il grande balzo e conseguimento della massa, quasi un miracolo, è un altro, è il riuscire a non avvertire più un sentore di sbagliato in questa tendenza, che si riassume nell'espressione gurdjieffiana "seguire la via di minor resistenza".
Quel sentore appartiene alla parte di noi che nella massa si sta perdendo; quella connessione con l'Origine...
Oggi sento molti amici dire, abbracciando una filosofia ben specifica, che elimineranno "i contatti di facebook che mettono in bacheca notizie negative"...
Alcuni di questi sono arrivato a capirli... ma altri direi proprio che dovrebbero riflettere un pochino prima di assecondare una filosofia di autogiustificazione.
Il processo è lungo e progressivo; così per ciascuno di noi. Il processo che porta ad incontrare cambiamenti in noi stessi presenta uno sviluppo molto personale, ma generalmente alcune parti di noi e della nostra psiche, collegate simbolicamente con l'elemento Terra, per cambiare abbisognano di specifici requisiti di tempo e spazio, quasi nella necessità di adempiere qualche esotica legge della fisica trascendentale [branca della fisica purtroppo riconducibile a fantascienza spirituale - ndE] attualmente ignota.
Le abitudini, il senso profondo del Sé, il rapporto col nostro corpo, la suscettibilità a determinate patologie fisiche o psichiche... cambiano con una certa difficoltà, mostrano una specie di inerzia.
L'essere umano ha diritto, quasi dovere, di essere felice. Il fatto che noi o altri siano tristi o soffrano, non impone a tutti gli altri di essere tristi a loro volta; tuttavia, il carico emotivo viene a riversarsi sul CEM, che "dovrebbe" ripartirne squisitamente gli effetti....
La condivisione di carico emotivo rappresenta infatti il "pegno di fratellanza" della specie: se non sei disposto a condividere il mio carico interiore, non sei della mia specie!
Ma il CEM, ancora una volta, stupisce risolvendo magistralmente il suo problema, con l'acume di un cervello androide: compartimentando i dipartimenti.
Masse di persone ai margini del mondo vivono infiniti tormenti, ma chiusi nel loro dipartimento restano energeticamente segregati come appestati in ghetti egregorici, impediti nel poter poggiare il loro carico emotivo sulla restante parte del CEM e sulle centinaia di altri dipartimenti di cui è composto.
Assieme a questo "peso", il resto dell'umanità avrebbe però anche ricevuto il "dono" di Conoscienza e consapevolezza costituito dal dolore e dalle esperienze interiori di questi esseri umani, attraverso la condivisione non relativistica che avviene all'interno di una specie.
Immaginate di osservare i grandi alberi venire abbattuti con gli occhi dei nativi... immaginate le spine nel cuore...
Pensate cosa accadrebbe alla massa, alla specie madre, se un manager o una casalinga osservassero il parquet con quegli stessi occhi...
L'entanglement consente alla specie di non agire ciecamente.
Le reazioni che talvolta abbiamo di fronte a questi "contatti" con dipartimenti egregorici pieni di dolore potrebbero anche osservarsi in altro modo, dove il giustificare la solita filosofia della "minor resistenza" potrebbe farci sentire simili a quei turisti, che di visita a Cuba borbottando lungo le eleganti vie del centro città, guardano un tizio vomitare e bofonchiano "dovrebbero farli arrestare, è indecente...".
Ma oltre questo... chissà, ad un certo punto il dolore del mondo può essere accolto tutto dentro di noi, dopodiché sarà decisamente indifferente guardare, non guardare, bannare...".
[Eros Poeta - EGREGOR note]
domenica 7 giugno 2015
IL POTERE DEL FEMMININO... IN STILE "TELEVISIVO" - le nuove credenze comode all'ego
Ho letto un post recentemente...:
"Il simbolo del volto femminile è l'elemento dell'acqua, che lei usa per manifestarsi, perché è la fonte di vita: veniamo generati nell'acqua, dove rimaniamo per nove mesi, dove il tempo e il pensiero non esistono. L'acqua è il simbolo del potere della donna a cui nessun uomo per quanto illuminato o perfetto sia, può aspirare"
E' veramente così?
La "donna" è una forma esistenziale migliore dell'uomo?
Le donne sono meglio degli uomini?...
Avendo avuto il privilegio di accedere a campi più antichi rispetto a questa nuova mentalità collettiva di stampo neo-newage, posso affermare con assoluta sicurezza che non è così.
L'identificazione con il genere sessuale è un fattore totalmente relativo, perpetuato dalla parte relativa, per scopi relativi. L'ego si identifica nella forma, e il genere sessuale è una forma, un surrogato della scissione primordiale tra Yang (mascolino) e Yin (femminino).
L'ego ama i personaggi, e "donna" è un personaggio; "uomo" è un personaggio. L'ego ci porta all'errore di identificarci con i quattro corpi lunari [fisico, vitale, astrale, mentale], e di conseguenza avvertiamo l'evidenza della differenza di genere.
Sperimentando l'assoluta superiorità esserica della Triade [Atman-Buddhi-Manas] appare invece evidente l'equivoco
In senso assoluto e spirituale, anche e sopratutto con riguardo agli attributi dei talenti superiori, come il dominio tattvico [dominio dei quattro elementi terra-acqua-aria-fuoco], non vi è alcuna differenza tra i due sessi.
Le informazioni che circolano oggi sono, al pari di ieri, solo alimento per l'amor proprio e l'importanza personale.
Passare da un Era dove essere "uomini" era meglio e più fico ad un altra Era dove a sentirsi migliori sono gli esseri dotati di corpi femminili non è tra le mie ambizioni.
Io sto sognando altrove... quantunque non sia affatto totalmente libero dal fattore informatico, che istruisce quel campo collettivo che metteva i taoisti in allerta sino a spingerli all'eremitismo, la vera mente che sta dietro tutto questo.
Ma almeno l'Intento, quello non posso inquinarlo.
Sarebbe come aver già perduto.
"Il simbolo del volto femminile è l'elemento dell'acqua, che lei usa per manifestarsi, perché è la fonte di vita: veniamo generati nell'acqua, dove rimaniamo per nove mesi, dove il tempo e il pensiero non esistono. L'acqua è il simbolo del potere della donna a cui nessun uomo per quanto illuminato o perfetto sia, può aspirare"
E' veramente così?
La "donna" è una forma esistenziale migliore dell'uomo?
Le donne sono meglio degli uomini?...
Avendo avuto il privilegio di accedere a campi più antichi rispetto a questa nuova mentalità collettiva di stampo neo-newage, posso affermare con assoluta sicurezza che non è così.
L'identificazione con il genere sessuale è un fattore totalmente relativo, perpetuato dalla parte relativa, per scopi relativi. L'ego si identifica nella forma, e il genere sessuale è una forma, un surrogato della scissione primordiale tra Yang (mascolino) e Yin (femminino).
L'ego ama i personaggi, e "donna" è un personaggio; "uomo" è un personaggio. L'ego ci porta all'errore di identificarci con i quattro corpi lunari [fisico, vitale, astrale, mentale], e di conseguenza avvertiamo l'evidenza della differenza di genere.
Sperimentando l'assoluta superiorità esserica della Triade [Atman-Buddhi-Manas] appare invece evidente l'equivoco
In senso assoluto e spirituale, anche e sopratutto con riguardo agli attributi dei talenti superiori, come il dominio tattvico [dominio dei quattro elementi terra-acqua-aria-fuoco], non vi è alcuna differenza tra i due sessi.
Le informazioni che circolano oggi sono, al pari di ieri, solo alimento per l'amor proprio e l'importanza personale.
Passare da un Era dove essere "uomini" era meglio e più fico ad un altra Era dove a sentirsi migliori sono gli esseri dotati di corpi femminili non è tra le mie ambizioni.
Io sto sognando altrove... quantunque non sia affatto totalmente libero dal fattore informatico, che istruisce quel campo collettivo che metteva i taoisti in allerta sino a spingerli all'eremitismo, la vera mente che sta dietro tutto questo.
Ma almeno l'Intento, quello non posso inquinarlo.
Sarebbe come aver già perduto.
lunedì 20 aprile 2015
Camminare col sorriso... sorridere per camminare
L'uomo comune esorcizza l'angoscia dell'anima con la distrazione, per non sentirne il lamento.
E' molto raro vedere un cittadino camminare sorridente senza un ambizione per la testa, capace di allontanarlo dal presente verso un futuro attraente in cui questi puntualmente si immagina apprezzato, vincente, corteggiato, compiaciuto di se...
Barattare il presente per il futuro è moda, e poco importa se di fatto rende impossibile ogni reale cambiamento dentro e fuori di noi.
Ogni progetto nella nostra testa porta verso un cambiamento orizzontale, apparente. Una circostanza dove, all'interno di uno scenario immutato, un personaggio virtuale che indossa il nostro nome ottiene un maggiore godimento nella vita di quel personaggio che pensiamo di essere ora.
Ma l'esterno e l'interno hanno natura sincrona; nell'oggettività della realtà, essi sono un unica cosa, sono uno.
Per lo Spirito non esiste causa, e non esiste effetto.
Il mondo si srotola dualisticamente solo per l'effimero spettacolo della mente informatica, nel quale l'Ego umano sogna un mondo di gioie e dolori.
E mai nel presente, mai cambierà oggettivamente nulla.
Se è vero che per andare avanti occorre far finta di nulla, nel far finta di nulla, di fatto, non stiamo andando da nessuna parte.
Sarebbe forse meglio fermarsi. Non fare affatto nulla. Non prima di aver appreso ad Essere...
E' molto raro vedere un cittadino camminare sorridente senza un ambizione per la testa, capace di allontanarlo dal presente verso un futuro attraente in cui questi puntualmente si immagina apprezzato, vincente, corteggiato, compiaciuto di se...
Barattare il presente per il futuro è moda, e poco importa se di fatto rende impossibile ogni reale cambiamento dentro e fuori di noi.
Ogni progetto nella nostra testa porta verso un cambiamento orizzontale, apparente. Una circostanza dove, all'interno di uno scenario immutato, un personaggio virtuale che indossa il nostro nome ottiene un maggiore godimento nella vita di quel personaggio che pensiamo di essere ora.
Ma l'esterno e l'interno hanno natura sincrona; nell'oggettività della realtà, essi sono un unica cosa, sono uno.
Per lo Spirito non esiste causa, e non esiste effetto.
Il mondo si srotola dualisticamente solo per l'effimero spettacolo della mente informatica, nel quale l'Ego umano sogna un mondo di gioie e dolori.
E mai nel presente, mai cambierà oggettivamente nulla.
Se è vero che per andare avanti occorre far finta di nulla, nel far finta di nulla, di fatto, non stiamo andando da nessuna parte.
Sarebbe forse meglio fermarsi. Non fare affatto nulla. Non prima di aver appreso ad Essere...
martedì 3 febbraio 2015
LE FIABE QUANTISTICHE DELLA NUOVA SOTTOCULTURA
Oggi mi è capitato di leggere questo:
"OGNI POSSIBILITA' E' GIA' STATA CREATA...BASTA SCEGLIERE
Secondo la fisica quantica, la realtà, tutta la realtà – se osservata nella sua “manifestazione” sotto forma di particelle e non di onde – è fatta di infinità di quanti di luce, che vengono detti fotoni.I quanti di luce creano dunque la nostra realtà. Immaginate di osservare una sequenza di tali punti luminosi che si susseguono uno dietro l’altro creando dei sottilissimi fili. Su ognuno di tali fili esistono delle possibilità differenti di vita, che vengono appunto dette possibilità quantiche. La realtà è data dunque da infinite scie di fotoni, che, dovete immaginare, corrono come linee parallele portando le possibilità quantiche che quindi risultano anche esse infinite. E’ questo il principio su cui si basa la teoria della fisica dei quanti secondo la quale vi sono possibilità multiple per ogni singolo evento, cioè per ogni singolo evento vi possono essere diversi risultati. E tali possibilità esistono già e sono già tutte realizzate ma su scie diverse di fotoni. Questo significa che ogni possibilità è già stata creata ed è presente nel nostro mondo, e che se si vuole passare da un risultato a un altro, lo si può fare facendo una sorta di salto di corsia, da una scia di fotoni a un’altra, e tale salto è detto appunto salto quantico. Attraverso Matrix 2 Point possiamo scegliere tra le infinite possibilità quella migliore da manifestare nella nostra realtà"
A parte la mia difficoltà ad abituarmi al livello di sfacciataggine, sfrontatezza e ineleganza del comune linguaggio pubblicitario, dove affermare "siamo i migliori", "comprami subito e sarai felice", "usando SuperPippo sarai migliore del tuo vicino di casa", eccetera, è perfettamente normale.
Dicevo, a parte questo disagio istintivo che ho provato nel leggere la frase finale, desidero aggiungere qualcosa...
Dicevo, a parte questo disagio istintivo che ho provato nel leggere la frase finale, desidero aggiungere qualcosa...
Chi è colui che sceglie? Chi è colui che salta?
E' anch'egli il risultato di una scelta? Allora questa scelta di chi è?
Se esistono numerose possibilità già fatte, chi le ha fatte?
Una delle basi della meccanica quantistica è che nulla esiste, o meglio l'oggettività delle cose è ad uno stato latente, ondulatorio. La cosa esiste per atto creativo, precipitandola da onda a particella. Quindi un salto quantico è qualcosa che avviene dentro di noi, in quel luogo dentro di noi dove avviene l'atto creativo.
Il salto quantico è il risultato di un fatto, non il fatto in se.
Il fatto è interiore, ed è più simile ad un mutamento di opinione che ad una scelta. Esso risulta quale transvalorizzazione di elementi coscientivi e del loro modo di relazionarsi all'impulso di sopravvivere.
Determinate modificazioni di verso o spin delle dinamiche coscientive produce una riorganizzazione delle spinte creazionali, dando luogo a nuove possibilità di realtà. Ma non possono somigliare ad una scelta, a meno di considerare un salto nel vuoto una scelta.
«Il fatto energetico secondo cui l'Universo è composto di filamenti luminosi portò gli sciamani a concludere che ognuno di quei filamenti che si estendono all'infinito è un campo di energia. Osservarono che i filamenti luminosi, o piuttosto i campi di energia di quel tipo, convergono e attraversano il Punto di Unione. Poiché si ritiene che le dimensioni del Punto di Unione equivalgano a quelle di una pallina da tennis, solo un numero finito, seppur altissimo, di campi di energia convergono e attraversano quel punto. Quando gli Sciamani dell'antico Messico videro il Punto di Unione, scoprirono il fatto energetico secondo cui l'impatto dei campi di energia che attraversano il Punto di Unione veniva trasformato in dati sensoriali, in seguito interpretati nella cognizione del mondo quotidiano. Gli sciamani spiegavano l'omogeneità della cognizione tra gli esseri umani con il fatto che, per tutta la razza umana, il Punto di Unione si trova nello stesso luogo sulle sfere luminose di energia in cui ci troviamo noi: all'altezza delle scapole, ma a una certa distanza da loro, a ridosso del confine con la sfera luminosa.
Le loro visualizzazioni del Punto di Unione fecero scoprire agli Sciamani dell'antico Messico che esso cambiava posizione durante il sonno o in condizioni di estrema fatica, malattia o ingestione di piante psicotrope. Gli Sciamani videro che quando il Punto di Unione si trovava in una nuova posizione, un diverso gruppo di campi di energia lo attraversava, costringendolo a trasformare quei campi di energia in dati sensoriali e a interpretarli, dando come risultato la percezione di un nuovo mondo reale.
Gli Sciamani affermarono che ogni mondo nuovo che si manifesta in quel modo è onnicomprensivo, diverso dal mondo della vita quotidiana, ma al contempo profondamente simile dal momento che anche in quel mondo è possibile vivere e morire. Per gli Sciamani come don Juan Matus, l'esercizio più importante di intendimento implica il movimento volontario del punto di unione verso luoghi prestabiliti nell'intero conglomerato dei campi di energia che costituiscono un essere umano. Ciò significa che, dopo centinaia di anni di ricerche, gli Sciamani scoprirono che ci sono posizioni chiave all'interno dell'intera sfera luminosa che costituisce l'essere umano, dove il Punto di Unione può essere localizzato e dove il bombardamento dei campi di energia può produrre un mondo nuovo, completamente reale. Don Juan mi assicurò che era un fatto energetico che la possibilità di viaggiare in uno di questi mondi, o in tutti quanti, è patrimonio di ogni essere umano. Disse che quei mondi erano a disposizione di chi chiedeva di visitarli, proprio come a volte le domande chiedono di essere formulate, e che tutto ciò di cui uno Sciamano o un essere umano ha bisogno per raggiungerli è l'Intendimento del movimento del Punto di Unione.» (Carlos Castaneda)
mercoledì 21 gennaio 2015
Il [poco credibile] positivismo di Jodorowsky - una tomba per l'Anima
Ho di recente visto un piccolo filmato su youtube, dove Jodo, nel suo canale divulgativo "JODO ITALIAN TOUR 2014", titolando il filmato
TUTTO ciò che ERA FALSO... STA CROLLANDO!!!
...soprassedendo sul titolo, chiaramente scritto per attivare le solite ben note meccaniche dell'attenzione adottate nel web-marketing, mi sento di fare una riflessione...
Largamente simpatico e condivisibile, Alejandro è sempre un umano squisitamente umano. Eppure... trovo che la sua interpretazione del "crollare" sia forzosamente positivista; e non è difficile da notarsi.
Ciò che sta veramente crollando, o meglio scomparendo, dalla religione o dall'arte o dalla cultura, sta scomparendo anche dalla spiritualità. E non è il falso che sta crollando. E' la domanda. Abbiamo trovato delle risposte su quasi tutto, quindi quello che viene meno è la domanda, o meglio "il senso del mistero e dell'ignoto".
Un uomo o una donna del secolo scorso erano soggetti all'inganno dei dogmi religiosi o scientifici, ma lo erano perché egli o ella si sentivano immersi in un mondo massimamente sconosciuto, misterioso, che assieme alla paura - reazione dei molti - evocava anche l'atavico entusiasmo dell'Anima per nuove avventure, per imprevedibili scoperte, per l'ignoto...
E' come giungere in una città sconosciuta, privi di informazioni sulla sua estensione e morfologia... ci sarà il mare? come saranno le persone? Che lingua si parla? quali misteri nasconderà, e quali incontri farò? ... ma dopo un tempo, si finirà con l'affermare di conoscerla, e così molti milanesi moriranno senza essere saliti sul duomo.
Quando ogni domanda avrà una risposta plausibile per la mente, l'anima si ritirerà, e ogni cosa perderà il suo brillare.
Per la mente [informatica], sarà il raggiungimento dello scopo dell'esistenza. Per l'anima, sarà una tomba.
La mente sta dipingendo il paradiso sui muri della stanza, e poi ci si seppellirà dentro affermando di averlo trovato.
Forse il positivismo in questo caso rappresenta semplicemente un atteggiamento reazionario mascherato.
Sull'argomento: http://youtu.be/s5qSRS3nE9A





